L'ex numero due della NASA Dava Newman: "Per salvare il pianeta ed esplorare Marte serve l'ingegno delle donne"

Intervistata dal direttore di Repubblica Maurizio Molinari durante l'evento organizzato dal gruppo Women20 del G20, la direttrice del MIT Media Lab di Boston ha parlato del futuro delle esplorazioni spaziali e degli ostacoli ancora da superare per raggiungere la parità di genere 
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Esplorare Marte e lo spazio, combattere il cambiamento climatico, sviluppare nuove tecnologie che proteggano il nostro pianeta e rendano migliore la vita di chi lo abita. Sono alcuni degli obiettivi che governi e scienziati stanno cercando di realizzare. Ma non potremmo riuscirci in tempi brevi se non coinvolgiamo tutte le intelligenze e le forze di cui disponiamo. "Non possiamo permetterci il lusso di non fare sedere tutti a questo tavolo. Dobbiamo aspirare alla parità di genere e lottare contro ogni discriminazione: è fondamentale se vogliamo risolvere queste problematiche", ha spiegato Dava Newman, ex deputy amministrator della NASA e attuale direttrice del MIT media lab di Boston. Intervista dal direttore di Repubblica Maurizio Molinari durante l'evento Life in Danger on mother Earth, organizzato dal gruppo Women 20 nell'ambito del G20, la Newman ha spiegato che ci sono ancora alcuni ostacoli che impediscono un maggiore accesso delle ragazze alle materie scientifiche STEM: "Dobbiamo dire sì a tutte le ragazzine che sognano di viaggiare nello spazio e che per questo combattono contro tanti stereotipi e vengono scoraggiate. Dobbiamo cambiare le conversazioni che sentiamo nelle nostre case".

Nel corso del colloquio, l'ex numero due della Nasa ha raccontato come le tecnologie spaziali e l'intelligenza artificiale vengono utilizzate per combattere il cambiamento climatico e salvaguardare la vita sulla Terra contro eventi estremi, ad esempio le inondazioni: "L'Intelligenza artificiale e il Machine Learning ci consentono di raccogliere e analizzare i dati delle inondazioni del passato e di creare via satellite una sorta di immagine del futuro, una proiezione di quello che potrebbe verificarsi il prossimo mese o il prossimo anno. In questo modo potremmo organizzare l'evacuazione delle popolazioni che risiedono in luoghi pericolosi e salvare vite umane". In altre parole, grazie ai satelliti di ESA e NASA, scienziati e governi guardano la Terra, la studiano, analizzano gli oceani e la biodiversità che li caratterizza, ma anche il clima: una conoscenza che poi viene condivisa e che serve anche a istruire le persone, mostrando loro l'incremento della temperatura del pianeta e contribuendo così a promuovere stili di vita più sostenibili. "Non basta raccogliere i dati, dobbiamo cambiare le menti e i cuori delle persone, cambiare i loro comportamenti", ha commentato Dava Newman.

Incalzata dalle domande del direttore Molinari su una possibile vita su Marte e sul futuro dei viaggi spaziali, la direttrice del MIT Media Lab ha poi fatto notare che mentre il turismo in orbita rimarrà un comparto di cui continueranno a occuparsi le imprese private, l'esplorazione dello spazio e dei pianeti resterà una priorità per la agenzie governative. "Sono stati individuati 4.000 esopianeti, andremo su Giove, abbiamo già una missione. Il governo finanzierà l'esplorazione e lo sviluppo di nuove tecnologie", ha sottolineato, spiegando poi il senso dei viaggi sul pianeta rosso: "Andiamo su Marte perché vogliamo analizzare le prove che dimostrano che c'è stata vita su quel pianeta. Vogliamo esplorarlo per aumentare la nostra comprensione della realtà".

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Più nel dettaglio, Dava Newman ha fatto notare che se nel prossimo decennio, dal 2030 in poi, sarà possibile andare a vivere sulla Luna, al contempo si sta lavorando per inviare delle persone su Marte. "Al momento abbiamo lì una stazione che non è popolata da esseri umani, stiamo producendo anche ossigeno e abbiamo degli esperimenti in corso per studiare l'atmosfera del pianeta e i terremoti che ci sono stati, ma anche per provare a produrre carburante". L'idea è quella di provare ad avere una stazione di rifornimento su Marte, visto che per raggiungere il pianeta ci vogliono 8 mesi ed è necessario garantire che ci sia carburante a sufficienza per tornare dal viaggio.

Gli esseri umani non devono solo impegnarsi a esplorare lo spazio, devono anche migliorare la vita sulla Terra, adottando comportamenti diversi per contrastare il cambiamento climatico. E questa è una responsabilità di tutti i Paesi, soprattutto quelli più industrializzati. "Stati Uniti, Cina, India, tutti devono essere responsabili delle emissioni che producono, riducendo ed eliminando il consumo di combustibili fossili e ragionando sull'impiego di altre forme di energia, tra cui quella nucleare", ha continuato Dava Newman.

In ultimo, rispondendo a una domanda del direttore Molinari sui piani nazionali per combattere gli stereotipi di genere promossi dalla Women20, l'ex numero due della NASA ha spiegato che il punto di partenza deve essere l'istruzione: bisogna insegnare agli studenti che devono comportarsi nel modo giusto e far capire alle ragazze che qualsiasi percorso professionale decidano di intraprendere, non troveranno discriminazioni lungo la loro strada.



















 

 

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