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Il libro

Perché i robot sono stupidi e altre domande sulla tecnologia

Perché i robot sono stupidi e altre domande sulla tecnologia
"Perché i robot sono stupidi?" di Federico Taddia e Barbara Mazzolai, cone le illustrazioni di AntonGionata Ferrari, è un libro pensato per i più piccoli ma utile anche per gli dulti, che spiega in linguaggio semplice  temi come l’intelligenza artificiale, gli algoritmi, la robotica e il rapporto tra natura e nuove tecnologie. Eccone un estratto
2 minuti di lettura

Perché i robot sono stupidi? è un viaggio meraviglioso nella nostra quotidianità, scritto da Federico Taddia e Barbara Mazzolai, ricercatrice d’eccellenza che dirige il Laboratorio di robotica bioispirata dell’Istituto italiano di tecnologia. Le illustrazioni sono di AntonGionata Ferrari.

Il libro spiega in linguaggio semplice ma preciso temi come l’intelligenza artificiale, gli algoritmi, la robotica e il rapporto tra natura e nuove tecnologie. Perché i robot sono stupidi lo scoprirete leggendolo (Editoriale Scienza, 2021, pagg 96 €12,50), qui abbiamo chiesto a un’intelligenza artificiale (il sistema di lettura e riconoscimento caratteri di Siri) di trascrivere per noi alcune pagine dove gli autori spiegano cosa è più facile e cosa è più difficile fare per un automa.  

 

Quali sono le cose più difficili per un robot?
Questa è una domanda difficile, perché per un robot cose che per te possono sembrare facilissime per lui sono molto complesse.

Vuoi dire che io sono meglio, ma mooolto meglio, di un robot?
Credo proprio di sì. Ci sono azioni che per noi sono quasi banali ma possono essere estremamente complicate per un robot. Per gli umanoidi, ad esempio, camminare con una postura bipede, cioè su due gambe, sopra la sabbia o su un terreno scosceso senza cadere è una vera impresa. Ma anche riconoscere oggetti o una voce, oppure aprire una porta e usare un utensile, sono attività molto problematiche per un robot.

Ed è così fondamentale che le sappia fare?
Direi proprio di sì. Tutte le attività che ti ho appena elencato sono essenziali per quelle macchine che avranno lo scopo di assisterci in casa o di portarci soccorso.

Ma se non sanno fare nulla perché li costruiamo?
Ma no, non dobbiamo dimenticare che i robot sanno fare un sacco di cose difficili, a volte quasi impossibili per noi. Tanti robot sono degli esploratori che si muovono e compiono azioni in luoghi remoti e impervi. Ne è un esempio Curiosity, il robot della NASA che è stato progettato per esplorare le terre ostili di Marte, il pianeta rosso, alla ricerca di forme di vita del passato e del presente. Questo robot è lungo 3 metri, pesa 900 chili ed è attivo giorno e notte. In totale solitudine e in tutta autonomia, dal 2012 ci invia splendide immagini di Marte, alimentando la nostra curiosità sull'origine e sulla storia di questo affascinante pianeta. Per non parlare del rover Perseverance e del drone Ingenuity che in questo momento sono sul suolo, e anche nel cielo, marziano.

Quindi i robot possono esplorare l'universo al posto nostro?
Non solo lo spazio, anche la Terra. Ci sono robot sottomarini autonomi o controllati da remoto che sono in grado di immergersi in laghi, fiumi e mari, alla ricerca di reperti archeologici, o per monitorare la qualità delle acque. I robot infatti possono arrivare anche in acque molto profonde dove le pressioni sono elevatissime e le temperature molto basse, ad esempio per scoprire nuove specie di animali dalle forme buffe. Ecco, per l'essere umano sarebbe complicatissimo, se non impossibile, raggiungere quei fondali

Mica facile essere un robot eh?
Ci sono tante altre cose difficili che i robot stanno imparando a fare al posto nostro: ad esempio muoversi tra le macerie dopo un disastro, per aiutare e salvare le persone e gli animali, scalare dei dislivelli, azionare degli interruttori o attivare delle valvole.

Quello dei robot sembra proprio un aiuto fondamentale...
E non è finita: alcuni robot sono progettati per aiutare l'uomo da molto, molto vicino... addirittura, dall'interno del nostro corpo. Sto parlando dei robot chirurgici. Sono piccolissimi e prendono ispirazione addirittura dai batteri. Serviranno per studiare i nostri organi da dentro e magari rilasciare farmaci in zone ben precise.

Faranno anche gli interventi chirurgici?
Succede già! Il robot da Vinci, per esempio, è in grado di sostituire la valvola cardiaca, un'operazione davvero difficile. Ha quattro bracci robotici: tre tengono oggetti come bisturi, forbici, strumenti per cicatrizzare, e altro, mentre il quarto sostiene una telecamera che consente al chirurgo di vedere dentro il corpo e guidare i movimenti dei bracci attraverso una console, un po' come se fosse un videogioco!