Intervista

Fare videogiochi in Italia, la favola dark di Trinity Team

Fare videogiochi in Italia, la favola dark di Trinity Team
Dopo l’ottimo esordio con il gioco in pixel art che vedeva protagonisti Bud Spencer e Terence Hill, lo studio bolognese torna con un ambizioso progetto ricco d’atmosfera
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“La buona riuscita del nostro primo gioco, Slaps And Beans, ha consentito di presentarci all’industria dello sviluppo con un buon biglietto da visita. Grazie a quel primo progetto siamo riusciti a ottenere il finanziamento per il nostro nuovo gioco, The Darkest Tales”: così ci ha detto Gerardo Verna, Ceo di Trinity Team.

I Trinity Team si sono fatti notare a livello internazionale nel 2017 con il videogioco in pixel art Bud Spencer & Terence Hill: Slaps and Beans, scanzonato titolo dedicato a due eroi della nostra cultura pop. Il nucleo operativo dello studio bolognese è composto da 4 soci: Marco Agricola, Manuel Labbate, Fabrizio Zagaglia e Verna, che si occupano prevalentemente di game design, programmazione e direzione artistica. Si appoggiano invece a diversi collaboratori esterni per il supporto alla grafica e al sound design.

In questo momento il team impiega 16 persone, che sono al lavoro su un platform originale intitolato The Darkest Tales - Into the Nightmare. Il titolo ha come protagonista Teddy, un orsacchiotto di pezza, e Lucetta, la sua amica fata, impegnati a passare indenni nei mondi ispirati a diverse fiabe tradizionali per salvare Alicia, la padrona ormai cresciuta di Teddy. Verna ci ha spiegato che “dopo Slaps and Beans noi 4 soci abbiamo deciso di proporre ognuno un’idea per quello che sarebbe diventato il nostro secondo gioco. La volontà comune era di staccarsi, almeno temporaneamente, dal brand di Bud e Terence per consolidare la società e potersi presentare all’industria non solo come quelli del gioco di Bud Spencer. Tra le varie idee proposte, la più strutturata e fattibile, almeno in quel particolare momento, è risultata la proposta di Agricola, ossia la storia di questo orsetto di peluche che esplora gli incubi della propria padrona e affronta personaggi delle fiabe classiche rivisitati in chiave horror”.

Narrativamente il gioco richiama grandi classici, ma appunto declinati in chiave horror: “Nel livello ispirato a Pinocchio, quest’ultimo è rappresentato come una sorta di mostro di Frankenstein e il suo creatore, Geppetto, come il celebre dottore”; invece, “per quanto riguarda il gioco in sé, l’ispirazione arriva principalmente dai noti metroidvania Ori per l’aspetto estetico e Hollow Knight per il combat system”.

Due livelli del gioco sono disponibili gratuitamente su Steam, ci ha raccontato ancora Verna: “La scelta di distribuire una demo, i primi due dei 9 livelli previsti, è nata dal nostro publisher 101xp e devo dire che si è rivelata un’ottima mossa. La demo di The Darkest Tales - Into The Nightmare ha consentito di raccogliere i primi feedback dai giocatori e di incrementare la wishlist in previsione del debutto vero e proprio del gioco, previsto in contemporanea su computer e console nel primo quadrimestre del 2022”.

Trinity Team è uno di quei piccoli studi che si sono consolidati creandosi un’identità forte che ben rappresenta la crescita significativa che gli sviluppatori italiani hanno avuto negli ultimi anni in termini sia di quantità sia di qualità di prodotti diversificati offerti sul mercato. Nelle parole di Verna: “Alcuni ottimi titoli italiani degli ultimi anni hanno destato l’interesse di finanziatori esteri e questo ha contribuito a rendere le società più solide. Naturalmente c’è ancora un profondo gap da colmare rispetto all’estero, ma sembra che la nostra industria sia sulla buona strada. Ne è un indicatore il fatto che anche le istituzioni stiano iniziando a supportare il settore con misure come il Tax Credit o il fondo per l’intrattenimento digitale. Di questo dobbiamo ringraziare anche il lavoro svolto negli ultimi anni da Iidea, la nostra associazione di categoria”.

Nel nostro Paese però c’è ancora un blocco culturale che porta a guardare con diffidenza il medium videoludico, ma anche su questo versante la percezione sta cambiando: “Forse sarebbe utile che si iniziasse a spiegare al grande pubblico che i videogiochi non sono solo violenza, ma anche un altro modo per raccontare storie. E anche una forma d’arte”.