Un aiuto per capire

Covid Simulator, il videogioco che immagina la pandemia nei luoghi di lavoro

Covid Simulator, il videogioco che immagina la pandemia nei luoghi di lavoro
Quanto può essere complessa l’organizzazione di un ufficio o di un’azienda durante un contagio? L’idea di questo gioco è di offrirne un assaggio
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Quanto può essere complessa la gestione di un luogo di lavoro durante una pandemia? Quanto è difficile districarsi tra regolamenti che cambiano, norme di sicurezza, errore umano, fake news, scioperi, cassa integrazione e le molte altre variabili che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi due anni? Per capirlo meglio c’è un videogioco, si chiama Covid Simulator e per quanto possa non essere particolarmente allegro come tema è esattamente quello che serve per avere un assaggio della situazione.

Covid Simulator è stato creato utilizzando i dati ufficiali del Cdc statunitense, il Centro per il Controllo delle malattie, e simula in maniera abbastanza efficace come la Covid-19 si diffonde nei luoghi di lavoro. Lo stile grafico è essenziale, ai livelli di un gioco per Commodore 64 (forse pure meno), ma in qualche maniera contribuisce a dare ancora più risalto ai contenuti che gli sviluppatori volevano veicolare.

youtube: il trailer di Covid Simulator

Sostanzialmente ci si trova di fronte a un gestionale classico, di quelli in cui non c’è una vera condizione di vittoria, solo una serie di risposte più o meno efficaci per contenere la situazione, cercando di simulare scenari plausibili e giocando con numeri e percentuali. Cosa succede se il luogo di lavoro è particolarmente piccolo? Che succede se le persone non si vaccinano o sono costrette a lavorare anche da malate perché non ci sono piani sanitari se restano a casa? È un gioco gratuito, ma pagando pochi euro si possono sbloccare alcune funzioni aggiuntive. Covid Simulator tiene conto di: percentuale di persone vaccinate, uso di mascherine, turni e ambienti di lavoro, eventuali morti sospette e persino dei No Vax, che possono essere influenzati da improvvise campagne di disinformazione.

Ovviamente, per quanto accurato in alcuni scenari, è bene ricordare che resta un videogioco, pensato soprattutto per ricordarci quanto può essere complicata la situazione per tutti, soprattutto per chi vive condizioni di lavoro non ideali a causa di etnia o estrazione sociale, e non un simulatore ufficiale per creare modelli statistici da applicare sul luogo di lavoro. Tuttavia, lo sviluppatore si è dichiarato apertissimo a collaborare con virologici e statistici per migliorare sempre di più l’accuratezza del programma.