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Oltre Facebook

Dagli slogan ai prodotti, anatomia di Meta: ritratto di un’azienda in evoluzione

Vecchi slogan di Facebook, nella sede europea di Dublino
Vecchi slogan di Facebook, nella sede europea di Dublino 
Zuckerberg ha presentato ai dipendenti i nuovi slogan aziendali: da “Vivi nel futuro” a “Costruisci cose eccezionali” sono gli indizi concreti di un cambio di direzione. Che coinvolge anche la dirigenza con la nomina dell'ex vicepremier britannico Nick Clegg a responsabile dei rapporti con politici e governi di tutto il mondo
3 minuti di lettura

Prima la virata sul metaverso, poi il cambio di nome. Poi ancora, i risultati deludenti dell’ultimo trimestre del 2021. Meta, quella che fino allo scorso ottobre chiamavamo Facebook, è un’azienda in evoluzione. Un’evoluzione provocata, dice qualcuno, dalle nuove policy di Apple, dalla concorrenza di TikTok e da tutte le polemiche sulla disinformazione e i cosiddetti Facebook Files. Qualunque sia il motivo, è una multinazionale che sta cambiando profondamente.

La mutazione non ha solo a che fare con i servizi, le funzionalità, le strategie aziendali. Coinvolge anche l'organizzazione, con la nomina di Nick Clegg a responsabile degli affari globali, e dunque anche dei rapporti con politici e governi di tutto il mondo. Ruolo tagliato su misura per il 55enne inglese che fu pvice primo ministro britannico dal 2010 al 2015.

 

Ma il cambiamento investe tutti i dipendenti dell'azienda di Menlo Park: chi lavora in Meta ora si chiama Metamate, la nuova formula decisa da Mark Zuckerberg per identificare i dipendenti dell’azienda. Niente più Facebookers: il nome di quello che ancora oggi è il più frequentato social network al mondo scompare quasi del tutto.

Prima in una riunione interna e poi in un post su Facebook, Zuckerberg ha illustrato il nuovo corso. Le polemiche e la transizione da Facebook a Meta hanno avuto forti ripercussioni anche sul senso di appartenenza di chi lavora per l’azienda di Menlo Park. In un’inchiesta dell’inizio di febbraio, il New York Times ha raccontato i dubbi degli ingegneri che, da un giorno all’altro, sono stati trasferiti da Instagram al neonato team dedicato a realtà virtuale e aumentata.

E allora ecco il motivo per cui Zuckerberg ha deciso di parlare a tutta l’azienda, per condividere i nuovi obiettivi e per cambiare gli slogan che, fin dall’inizio, hanno caratterizzato l’identità del social network.

La storia di Meta attraverso i nuovi slogan
“Sii audace”, recitava una delle frasi, figlia di una storia incredibile
, cominciata in un dormitorio di Harvard e passata attraverso una casa di San Francisco, fino ad arrivare al mondo. “Concentrati sull’impatto”, era un altro degli slogan. Entrambi non esistono più. Sono stati sostituiti da “Vivi nel futuro”, “Costruisci cose eccezionali” e “Concentrati sull’impatto a lungo termine”.

Tre frasi che, lette in sequenza, raccontano una storia. La storia di un nuovo corso, e se vogliamo anche di una scommessa. Il metaverso, il progetto che Zuckerberg ha annunciato la scorsa estate in un’intervista a Casey Newton, è un percorso lungo, ancora embrionale e lontano nel tempo. Come si fa ad immaginarlo? Vivendo nel futuro, per esempio. 

Per costruire il metaverso, il Ceo di Meta ha dovuto fare una scommessa, ricominciare a ragionare, secondo quanto suggerito anche da un articolo di Reuters, come uno startupper. E chi inventa qualcosa di nuovo, ha l’obiettivo di “costruire cose eccezionali”, anche investendo 10 miliardi di dollari su un’idea, come ha fatto Facebook con il metaverso.

Quando si costruisce qualcosa di nuovo, non basta pensare all’impatto immediato di quella specifica tecnologia. È importante ragionare sul lungo termine, su tutte quelle conseguenze inattese che Facebook ha imparato a conoscere negli anni da leader nel mercato dei social network. Del resto, immaginate se qualcuno avesse detto, al giovane Zuckerberg impegnato a trasferire l’annuario di Harvard sull’allora Facemash, che una decina di anni dopo la sua piattaforma avrebbe avuto un ruolo quantomeno controverso nelle elezioni presidenziali statunitensi.

Ci sono ancora altri due slogan, piccole evoluzioni di quanto già esisteva: “Muoviti velocemente e rompi le convenzioni” (il celebre "break things" californiano) diventa “Muoviamoci insieme velocemente”, a testimonianza della volontà di affermare una nuova attenzione per gli effetti della tecnologia sulla società. Ancora: “Sii aperto” cambia in “Sii diretto e rispetta i colleghi”, un invito che Zuckerberg spera che i dipendenti colgano, soprattutto dopo la sfiducia causata dalle rivelazioni della whistleblower Frances Haugen.

C’è ancora un elemento nella storia. Un elemento che non ha direttamente a che fare con gli slogan, ma con un prodotto, forse il più famoso di Facebook. Anche il News Feed, la homepage di Facebook in cui a ogni accesso vediamo gli aggiornamenti da amici e pagine che seguiamo curati dall’algoritmo, cambia nome. E diventa Feed e basta, eliminando la dimensione delle notizie, e delle informazioni politiche, che tanti guai hanno causato a Zuckerberg negli ultimi anni.

Nuova Meta, vecchi problemi
La nuova Meta, insomma, sarà, nelle intenzioni di Zuckerberg, un’azienda rivolta verso il futuro, che punta alla costruzione di nuovi oggetti, di innovazioni, con uno sguardo all’impatto a lungo termine. Ciò che al momento non si sa è il modo in cui queste indicazioni si tradurranno nel mondo reale, nei prodotti che Meta mette a disposizione del pubblico. 

Per esempio: Horizon Worlds, il primo social network in realtà virtuale del gruppo, ha già avuto una serie di problemi, l’ultimo dei quali con le molestie, dopo l’ultima storia raccontata dalla ricercatrice Nina Jane Patel. Meta non aveva previsto la possibilità di proteggersi dalle attenzioni indesiderate di altri utenti, rese ancora più pervasive dalla sensazione di presenza offerta dalla realtà virtuale. Insomma, la strada verso l’attenzione all’impatto a lungo termine dei prodotti, come da slogan, sembra ancora lunga.