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La guerra in Ucraina

“Invasione ingiustificata e illegale”: i colossi del gaming bloccano la vendita dei videogiochi in Russia

“Invasione ingiustificata e illegale”: i colossi del gaming bloccano la vendita dei videogiochi in Russia
Via le squadre russe da Fifa 22, niente accesso al Game Pass di Xbox, Gran Turismo 7 sparito dal PlayStation Store: così le aziende dell’intrattenimento prendono posizione contro Putin
2 minuti di lettura

testo aggiornato alle ore 16.45 del 6 marzo 2022

All’inizio di marzo, Mykhailo Fedorov, vicepremier ucraino che ricopre anche la carica di ministro dell'Innovazione tecnologica, ha condiviso su Twitter una lettera indirizzata a Xbox, PlayStation agli altri produttori di videogiochi in cui chiedeva supporto all’Ucraina e il blocco di tutti gli account di gioco registrati nei territori russi e bielorussi.

L’appello si è diffuso velocemente è non ha tardato a produrre risultati concreti: la prima a recepirlo è stata Electronic Arts che, dopo avere rimosso la Nazionale e le squadre russe da Fifa 22, ha annunciato, con un comunicato pubblicato sul sito ufficiale, l’interruzione dalla vendita dei suoi titoli e contenuti in Russia e Bielorussia. Nel testo si legge: “Abbiamo deciso di interrompere le vendite dei nostri giochi e contenuti, compresi i bundle in criptovaluta, in Russia e Bielorussia. Quindi i nostri titoli e contenuti non saranno più disponibili per l'acquisto nel nostro store, su Origin o sull'app di Ea, anche nei negozi in-game. Inoltre, stiamo lavorando con i partner per rimuovere i nostri giochi dai loro negozi e bloccare la vendita di nuovi contenuti di gioco nella regione”.

La durezza di Microsoft, l’ambiguità di Sony

Poi è stata la volta di Microsoft che, con un comunicato a firma del presidente Brad Smith, pubblicato sul blog ufficiale, ha chiarito senza sfumature la posizione dell’azienda: “Come il resto del mondo, siamo inorriditi, arrabbiati e rattristati dalle immagini e dalle notizie provenienti dalla guerra in Ucraina e condanniamo questa invasione ingiustificata, non provocata e illegale della Russia. Annunciamo che da oggi sospenderemo tutte le nuove vendite di prodotti e servizi in Russia”.

Una posizione che, nel caso di Xbox, si traduce non solo nello stop alle vendite dei titoli prodotti da Xbox Game Studios, ma anche con l’impossibilità per gli utenti russi di acquistare abbonamenti come il Game Pass e Xbox Live Gold presso i rivenditori ufficiali. Al momento è però possibile effettuare tale acquisto, tramite codice riscattabile, in siti diversi, dunque per escludere completamente i giocatori russi dall’accesso ai servizi Xbox sarebbe necessario un ban dell’intero territorio. Che però non è stato comunicato.

Un po’ ambigua e nebulosa è invece sembrata la mossa di Sony che, senza alcun chiarimento ufficiale o spiegazione, ha rimosso dalla vendita sul PlayStation Store russo il recentissimo Gran Turismo 7. Nella pagina dedicata al gioco si legge semplicemente: “Data di lancio in attesa di conferma”.

Decisa e comunicata con un discorso ai dipendenti, condiviso pubblicamente nel sito ufficiale dal presidente Danielle Allegri, è la decisione di Activision Blizzard, che sospenderà le nuove vendite dei suoi giochi in Russia. Allegri ha anche fatto sapere che la società sta: “facendo tutto il possibile per assistere i dipendenti, e le loro famiglie, che sono direttamente colpiti da questa tragedia”.

Al gruppo si è poi aggiunto anche Epic, lo sviluppatore di Fortnite: “Stiamo fermando il commercio con la Russia dei nostri giochi in risposta all’invasione in Ucraina”, ha fatto sapere l'azienda. Non sono stati però bloccati gli account dei videogiocatori, perchè “non blocchiamo l’accesso per le stesse ragioni per cui altri sistemi di comunicazione sono ancora disponibili: il mondo libero dovrebbe tenere aperte tutte le linee di dialogo". Dunque, i giocatori russi potranno continuare a utilizzare i giochi in loro possesso e le chat di gioco, ma non potranno fare, per esempio, acquisti in-game.

Fra Nintendo e i Pokémon, in attesa di Steam

Ancora: dopo avere donato circa 200mila euro per aiuti umanitari, i polacchi di Cd Projekt Red, responsabili dello sviluppo della saga di The Witcher e di Cyberpunk 2077, hanno deciso di sospendere totalmente le vendite dei loro titoli in Russia e Bielorussia; analoga sorte per i videogiochi distribuiti tramite la piattaforma Gog. E simile decisione l’ha presa Bloober Team per i suoi titoli, che comprendono The Medium, Blair Witch e anche Observer.

E se Nintendo tace, The Pokémon Company ha annunciato via Twitter che donerà 200mila dollari ai partner di GlobalGiving per fornire aiuti umanitari.

Le iniziative contro l’invasione russa dell’Ucraina messe in campo dai colossi del videogioco aumentano di ora in ora e la situazione è comprensibilmente in evoluzione: nei prossimi giorni questa lista si potrebbe allungare, magari comprendendo un peso massimo come Steam.