Sanità

L’Ue dà il primo via libera all’uso di una IA per il controllo delle radiografie

L’Ue dà il primo via libera all’uso di una IA per il controllo delle radiografie
La macchina, sviluppata in Lituania, analizzerà i referti in autonomia e avvertirà i colleghi umani solo se rileverà anomalie. Primi impieghi a partire dal 2023
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Alla fine di marzo, l’Unione europea ha dato per la prima volta il via libera all’utilizzo in ambito medico di un’intelligenza artificiale per leggere le radiografie dei pazienti e valutare da sola le loro condizioni.

La IA si chiama ChestLink, è stata sviluppata dalla società lituana Oxipit (la sede è a Vilnius) e secondo quanto spiegato controllerà i referti delle persone sottoposte a radiografie, deciderà in autonomia quali sono quelli che non destano preoccupazione e invece avvertirà i colleghi umani quando troverà qualcosa che non va.

Insomma, farà quello che le intelligenze artificiali sono molto brave a fare: gestire grandi quantità di dati (in questo caso, radiografie), confrontarle con altri dati (le radiografie di controllo) e avvertire gli umani di eventuali anomalie. Farà quello che dal 2020 fa una delle IA di Google per individuare i tumori al seno o quello che in India fa il macchinario sviluppato da Verily e Crystalvue, che esegue scan della retina per velocizzare il lavoro dei medici, separando i pazienti gravi da quelli non gravi.

Il segreto è nella image recognition

Oxipit non ha svelato nei dettagli la tecnologia utilizzata per creare ChestLink, ma è probabile che il software usi la cosiddetta image recognition, esattamente come la macchina che va a caccia di retinopatie in India, che si è allenata studiando le immagini di oltre 100mila scan della retina (graduate da 1 a 5 a seconda della gravità) e confronta ogni nuovo esame con il suo database di conoscenza. Che fra l’altro si arricchisce nel tempo, nuovo paziente dopo nuovo paziente.

Adesso, come detto, questa tecnologia ha il via libera dell’Ue per essere impiegata sul territorio comunitario, cosa che secondo l’azienda che la produce avverrà già nel corso del 2023; intanto, la compagnia sta cercando di ottenere lo stesso risultato anche negli Stati Uniti, dove serve l’approvazione dell’FDA.

Questa non è la prima IA che viene autorizzata a operare in ambito sanitario: Europa e Usa, rispettivamente nel 2013 e nel 2018, consentono da tempo l’uso delle intelligenze artificiali per gli esami che vanno alla ricerca di disturbi agli occhi legati al diabete.

Come nei casi precedenti, anche in quello di ChestLink non mancano i timori per il futuro professionale dei medici e degli specialisti umani impegnati nello stesso campo: Oxipit ha ribadito che il suo scopo è cercare di unire il meglio dei due mondi, cioè “i vantaggi delle IA (riduzione dei costi, lavoro ininterrotto, in grado di analizzare grandi quantità di dati e di identificare minuscoli segnali d’allarme) con l'esperienza umana (formazione medica, pensiero critico, capacità decisionali)”. Ricordando però anche che “la nostra IA è già ora in grado di fare meglio di un radiologo umano” e che “non ha commesso alcun errore clinicamente rilevante” durante i test in varie strutture ospedaliere di varie località.