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L'intervento

Colao: "Sul digitale l'Italia recupera terreno, sappiamo fare le cose"

Colao: "Sul digitale l'Italia recupera terreno, sappiamo fare le cose"
Il ministro dell'Innovazione intervistato da Massimo Giannini sul La Stampa: "Tutte le gare su banda larga e 5G saranno chiuse entro il 30 giugno. Il cloud è necessario sia per la produttività sia per la sicurezza informatica"
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L'Italia sta recuperando terreno nella corsa alla transizione digitale. Servizi come quelli offerti dall'app IO della Pubblica Amministrazione, "che consentono pagamenti in 3 click", o la creazione dell'Agenzia nazionale della Cybersecurity, o ancora le gare per la banda ultralarga e il 5G, che "saranno chiuse tutte entro il 30 giugno", dimostrano che "se vogliamo sappiamo fare le cose".

Lo ha detto il ministro della Transizione tecnologica, Vittorio Colao, intervistato da Massimo Giannini sul sito de La Stampa: "Stiamo cominciando a pensare in modo diverso la Pubblica Amministrazione, e la risposta delle istituzioni locali è ottima. Non siamo dove dovremmo essere, ma ci siamo messi in condizioni per arrivarci", ha ragionato Colao, aggiungendo che "l'app IO adesso manda avvisi per pagamenti che i cittadini possono effettuare in 3 click. Avviene già con diversi servizi e con l'Inps. Ma così faremo con tutto: con l'agenzia delle Entrate, col bollo, con le multe. Dal 27 aprile sarà possibile fare online anche il cambio di residenza. Vogliamo evitare le raccomandate, i postini, le spese di notifica e fare in modo che i funzionari della PA possano dedicarsi a cose più nobili. E questo dimostra che sappiamo fare le cose". 

Le conseguenze della guerra in Ucraina e l'inflazione

Per il ministro, la guerra tra Russia e Ucraina pone l'Italia in una "situazione d'emergenza", che comporterà una "riprogrammazione delle spese e delle risorse per poter stare vicini ai settori che subiranno i maggiori contraccolpi, come l'energia, le materie prime o il food". La crisi internazionale, arrivata dopo più di due anni di pandemia, contribuirà a "un'inflazione molto sostenuta ancora per qualche mese, ma poi calerà". Questo comporterà un ripensamento del Pnrr? "I fondamenti del Pnrr sono strategici, chi dice che è da buttare sbaglia. Ma alcune delle sue implementazioni dovranno tenere conto dell'inflazione. Bisogna essere aperti a valutare se qualcosa dovrà essere cambiato e come. Dobbiamo tenere la barra dritta in un mare con onde che ora sono molto più alte", ha ragionato il ministro. Ancora: "Bisogna scegliere tra tante cose, non solo tra la pace e i condizionatori", ha aggiunto poi il ministro, ricordando le parole del premier, Mario Draghi, "ma anche tra alcune forme di creazione di energia e altre, tra alcuni modelli e stili di vita e altri, ma soprattutto in che modo affrontare la transazione ecologica e digitale".

Passi in avanti nella cybersecurity

Centrale anche il lavoro fatto per la messa in sicurezza dei sistemi informatici del Paese: "Sulla cybersecurity partivamo indietro - ha ammesso Colao - Ora abbiamo creato l'Agenzia della Cybersecurity che in queste ore sta assumendo un corpo 800 esperti in grado di aiutare il privato e il pubblico a difendersi dalle minacce informatiche. Stiamo recuperando il ritardo. Ma in questo settore è difficile arrivare dove si dovrebbe essere. Devi sempre correre, perché corrono anche gli altri, ma ora abbiamo una struttura in grado di farlo".

Banda ultralarga e 5G: tutte le gare chiuse entro giugno

Per quanto riguarda banda ultra larga e 5G, ha spiegato Colao, "entro il 30 giugno dobbiamo chiudere tutte e 5 le gare. Sono fiducioso che ce la faremo, magari con l'ultima arriveremo un po' all'ultimo, ma ci riusciremo". Mentre sulla rete unica, "il governo resta sempre neutrale rispetto ai singoli soggetti, ma non siamo neutrali rispetto alla visione. E la nostra visione è un'infrastruttura di altissimo livello, come la Spagna, che ci consenta di avere fibra e 5G dappertutto". Ancora: "Più di due reti fisse non si riesce a fare. Quindi, se per evitare che in centro a Milano passino 3 fibre e poi in Liguria o in Calabria nemmeno una serve una rete unica, che ci sia".

L'importanza del cloud e la questione 5G

Colao inoltre ha precisato che "stiamo mettendo due miliardi sul cloud, uno per quello un po' più protetto, dove andranno i dati critici, più sicuro, e in più uno per mettere in cloud tutto quello che la Pubblica Amministrazione deve mettere in cloud. Andare in cloud serve perché si lavora meglio, ma soprattutto, in caso di attacco informatico di tipo criptolocker, se si è fatto un backup recente si può ripristinare tutto il lavoro fatto, perdendo al massimo qualche ora. Non riguarda solo la produttività, ma anche la sicurezza". Mentre sul tema del 5G e sulla possibile dipendenza da fornitori cinesi, questa la spiegazione: "Un mio professore alla Bocconi diceva che non bisogna mai dipendere per più del 30% da un fornitore. Possiamo dipendere per il 50% dalla Cina? In ballo ci sono questioni geopolitiche, come dimostra il caso del gas russo".