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Perché Elon Musk vuole comprare Twitter
(afp)

Perché Elon Musk vuole comprare Twitter

L'imprenditore ha offerto 43 miliardi per acquisire il 100% del social. "Libererò il suo potenziale inespresso" ha dichiarato, promettendo di renderla la piattaforma della "libertà di parola". Ma a che prezzo?

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L'intero pacchetto di azioni di Twitter per 43 miliardi di dollari. Prendere o lasciare. Elon Musk a sorpresa ha presentato quella che definisce la sua "migliore e ultima offerta" per acquistare il 100% del social network fondato nel 2006 da Jack Dorsey. 

È successo tutto in 10 giorni. Il 4 aprile Musk annuncia di aver acquisito il 9,1% del social. L'11 rifiuta di entrare nel consiglio di amministrazione della società, mossa che per gli analisti già lasciava presagire la successiva: un'offerta per il controllo totale della società che, da membro del board, non avrebbe potuto fare. Ora, se dovesse essere accettata, l'amministratore delegato di Tesla diventerebbe l'unico proprietario del social network. Ma per farne cosa? 


Liberare il potenziale di Twitter

In una lettera inviata a Bret Taylor, presidente di Twitter, Musk ha spiegato le ragioni della sua mossa: "Ho investito in Twitter perché credo credo che possa diventare la piattaforma della libertà di parola in tutto il mondo, e credo che la libertà di parola sia un imperativo per il funzionamento della democrazia". 

Ma l'attuale forma societaria, spiega, non consente di onorare questo "imperativo". Per farlo ci deve essere un unico proprietario, "diventare privata", e conclude: "Twitter ha uno straordinario potenziale. Lo libererò". 

L'uso di Twitter per muovere idee e mercati

Non c'è dubbio che Musk abbia ben chiaro il potenziale di Twitter, che attualmente ha 436 milioni di utenti attivi (dati Statista). Con i suoi post ha fatto volare il prezzo delle criptovalute quando ha aperto alla possibilità di comprare Tesla in bitcoin a gennaio 2021. Li ha fatti crollare quando è ritornato sui propri passi pochi mesi dopo, bocciando la principale delle cripto come "energivora". 

Nel 2018 sempre su Twitter ha annunciato l'intenzione di ricomprare tutte le azioni sul mercato di Tesla, portandone il valore in poche ore da 340 a 380 dollari, salvo poi rimangiarsi tutto dopo due giorni e attirandosi le ire della Sec, l'autorità americana garante del mercato. 

Dal suo account Twitter, dove è seguito da 81,6 milioni di persone, a inizio 2021 ha armato il popolo dei micro investitori contribuendo al decollo del fenomeno dei 'memestock' (GameStop il più famoso di questi), ovvero società quotate a Wall Street che per gli investitori istituzionali e gli hedge fund erano destinate al crollo, ma su cui centinaia di migliaia di piccoli investitori hanno puntato i propri risparmi causando improvvisi e spesso immotivati rialzi di prezzo. 

Su Twitter, Musk si è comportato come un vero market mover. Una profilo capace di muovere soldi, inaugurare tendenze e spostare valore. Twitter è l'unico social che usa. È il suo mondo. E ora quel mondo vuole comprarlo mosso da una particolare idea di "libertà di parola e espressione" che però non vede tutti d'accordo. 

Cosa intende Musk quando parla di libertà

"Musk ha visto la potenzialità del mezzo, prima di tutto come utilizzo personale", commenta a Italian Tech Matteo Flora, esperto di reputazione sui social e amministratore delegato di The Fool. "Twitter è lo strumento perfetto per acquisire un potere immenso in questo momento. Un potere duplice: personale, ma anche di gestire le dinamiche tra social media e potere". Un esempio? "Potrebbe riaprire a Donald Trump", cacciato dal social dopo i fatti di Capitol Hill del 6 gennaio 2021, "e a tutti quelli che le policy del social hanno allontanato dalla piattaforma negli ultimi anni. Con Twitter diventerebbe il secondo degli uomini più influenti in ambito social media insieme a Mark Zuckerberg. Nessun altro media potrebbe dargli un potere di uguale portata". 

Ma questo potere potrebbe tradursi in una maggiore libertà del social, come promette? "Dipende da cosa intendiamo con libertà. Musk vuole applicare a Twitter la sua idea di libertà. Ma quasi mai l'accentramento si muove sulle strade della libertà", aggiunge Flora. 


Il potenziale di Twitter, tra mercato e politica

Togliendo Twitter dal mercato azionario, Musk vorrebbe slegare il social network dalle pressioni degli investitori che in questi anni hanno chiesto un controllo sempre più stretto dei contenuti per evitare che gli inserzionisti pubblicassero i propri tweet tra post violenti, razzisti o xenofobi. 

Ma c'è un altro potenziale che Musk potrebbe aver individuato, ed è quello emerso in particolare  dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Il premier ucraino Volodymyr Zelensky e il suo vice Mykhailo Fedorov sono riusciti tramite il social a mobilitare milioni di persone a sostegno della causa di Kiev, chiedendo e ottenendo il supporto da parte di aziende e organizzazioni contro l'invasione.

Musk stesso ha scambiato diversi tweet con Fedorov, regalando il 28 febbraio scorso a Kiev un carico di terminali Starlink (altra azienda di sua proprietà) per consentire al Paese di connettersi a Internet anche sotto i colpi dell'artiglieria russa. 

Twitter come Telegram, ma a che prezzo?

"È indubbio che Twitter ha un potenziale enorme, ed è vero che la guerra in Ucraina è tra i fattori che l'hanno fatto emergere. Ma tutto sta in che direzione Musk deciderà di andare. Al momento non vedo molte alternative: liberare Twitter da blocchi e moderazioni significherebbe renderlo come Telegram, quindi aperto a tutti i contenuti, compresi quelli più estremisti e violenti. Se questa è la strada, non credo che gli inserzionisti saranno molto felici di fare pubblicità su un social senza controllo", spiega a Italian Tech Vincenzo Cosenza, esperto di social media e autore di Vincos.it. "Potrebbe anche provare a innovare Twitter dal punto di vista tecnologico e aprirlo alle tecnologie decentralizzate del Web 3.0, ma è una strada difficile e forse prematura al momento", aggiunge Cosenza.

Intanto in queste ore nel quartier generale di Twitter a San Francisco è il tempo delle decisioni. La società ha annunciato incontri con gli investitori, i consulenti e i dipendenti per decidere sul da farsi. L'offerta di Musk è di quelle difficili da rifiutare.

Economicamente è la migliore possibile, ma porta con sé diverse incognite che riguardano il futuro e la natura stessa del social network. L'imprenditore non rilancerà. La palla adesso è nel campo di chi finora ha fatto e guidato l'azienda.