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I/O 2022

Arriva Multisearch, la ricerca di Google che combina testo e immagini

Arriva Multisearch, la ricerca di Google che combina testo e immagini
Mappe immersive, nuovi strumenti per la traduzione delle lingue e ricerche sempre più naturali: ecco le novità presentate durante la conferenza degli sviluppatori
3 minuti di lettura

L’intelligenza artificiale è da parecchi anni al centro dei prodotti Google. Gli algoritmi di deep learning indicizzano l’informazione sul motore di ricerca, hanno reso possibili gli enormi progressi compiuti a partire dal 2016 da Translate (il software di traduzione) e consentono al sistema di domotica Nest di imparare le nostre abitudini.

Grazie ai costanti progressi nel campo dell’intelligenza artificiale, gli strumenti che ne fanno uso continuano però ad ampliare le loro funzioni. Alcune di queste novità sono state presentate da Google nel corso dell’anteprima della conferenza I/O (qui le novità hardware), a partire da quelle relative al motore di ricerca: “Se pensiamo a come le persone hanno tradizionalmente cercato informazioni, parlando tra di loro o guardandosi attorno, ci rendiamo conto di come eseguire questa operazione solo digitando in un apposito spazio sia abbastanza limitante - ha spiegato Nick Bell, senior director di Google Search - Noi vogliamo che le persone possano trovare le informazioni che cercano ovunque e nei modi più intuitivi possibili”.

Le novità del motore di ricerca

Un passo già avvenuto in questa direzione è ovviamente quello di Lens, la piattaforma che permette di cercare informazioni semplicemente inquadrando un oggetto e sfruttando a questo scopo, tra gli altri, gli algoritmi di riconoscimento degli oggetti: “Oggi vengono eseguite 8 miliardi di ricerche al mese con Lens, che è cresciuto di 3 volte rispetto a un anno fa”, ha aggiunto Bell.

Questi strumenti conquistano adesso nuove potenzialità grazie a quella che Google chiama Multisearch: la possibilità di incrociare la ricerca visiva con quella testuale, per esempio fotografando un paio di scarpe rosse, ma digitando sul motore di ricerca la parola “verde” per assicurarsi che vengano mostrate quelle del colore preferito. Non è tutto, perché questa stessa funzione (che sarà introdotta in lingua inglese con l’obiettivo poi di allargarla ad altre lingue) consentirà anche di cercare quali negozi nelle vicinanze hanno a disposizione ciò che si cerca.

“Immaginiamo di fare la foto a una parte rotta del rubinetto - ha chiarito Bell - Con questo strumento sarà possibile cercarlo anche se nemmeno sappiamo come si chiama e soprattutto si potranno immediatamente trovare informazioni su quale negozio nei dintorni ha in catalogo il pezzo che ci serve”. Sarà possibile anche fotografare un piatto visto in televisione per cercare in quali ristoranti si può mangiare e altro ancora: “Questo è possibile perché il sistema confronta l’immagine scattata con tutto ciò che è presente sul Web e ovviamente utilizzando anche i contributi caricati direttamente dagli utenti”.

Oltre all’intelligenza artificiale, anche un’innovazione come la realtà aumentata è al centro di alcune delle novità presentate da Google: Scene Exploration è un altro strumento di ricerca che permette, per esempio, di inquadrare lo scaffale di una libreria e ricevere informazioni sui libri presenti, sfruttando a questo scopo anche vari sistemi di intelligenza artificiale come la computer vision o l’elaborazione del linguaggio naturale.

Le novità di Google Maps

La realtà aumentata è però anche al centro di alcune novità che riguardano Google Maps. Poniamo che dobbiate trovare il vostro posto a sedere allo stadio: nei prossimi mesi sarà possibile inquadrare direttamente ciò che si trova davanti a voi per visualizzare tramite lo smartphone frecce che (sovrapposte digitalmente all’ambiente fisico che vi circonda) vi condurranno al posto giusto.

Lo stesso strumento, chiamato Global Localization, permette di visualizzare delle indicazioni che ci guidano allo stallo più vicino in cui lasciare la bicicletta o di trovare facilmente parcheggio, ma può avere anche applicazioni ludiche: nel corso di I/O è stato per esempio mostrato come visualizzare in realtà aumentata un gruppo di dragoni che compaiono davanti ai monumenti storici di Tokyo.

Un’altra novità riguarda la Immersive View di Google Maps, che sarà inizialmente disponibile a New York, Los Angeles, San Francisco, Londra e Tokyo (nel corso del 2022) e grazie alla quale sarà possibile esplorare un posto ancora prima di raggiungerlo: mostrando non soltanto le città in visuale soggettiva, ma anche a volo d’uccello in 3D o portandoci direttamente all’interno dei luoghi (musei, ristoranti, negozi) che si vogliono visitare.

Assistant più intuitivo

Altre novità basate su intelligenza artificiale riguardano la comunicazione con Google Assistant e Nest Hub, lo smart speaker con display tramite il quale gestire la domotica di casa e non solo. Per comunicare con Nest sarà adesso sufficiente guardarlo, senza più bisogno di pronunciare il comando “Ok Google” (una novità battezzata Look and Talk). Sfruttando gli algoritmi di riconoscimento immagini, sarà Nest stesso ad accorgersi che ci stiamo rivolgendo a lui (per ragioni di privacy, Google afferma che l’elaborazione di questi dati avverrà soltanto sul dispositivo e non sarà quindi trasmessa a terze parti).

Ci sono poi le cosiddette Quick Phrases: sono frasi rapide (come chiedere di impostare un timer o di accendere le luci) che verranno riconosciute dal sistema di intelligenza artificiale di Assistant senza bisogno di pronunciare il già citato comando di attivazione. Nuovi miglioramenti riguardano anche il modello di comprensione del linguaggio naturale, che consentirà di capire quando chi parla si sta correggendo e di gestire meglio le nostre pause e interruzioni.

Translate si amplia

Infine, Google Translate sta per aggiungere al database 24 nuovi linguaggi parlati nel mondo da circa 300 milioni di persone, arrivando così a coprirne 133. A questo scopo è stato impiegato un nuovo strumento (chiamato Zero Resource Translation) che rappresenta un importante progresso nel campo dell’intelligenza artificiale: “Per addestrare l’algoritmo, prima era necessario mostrare al sistema di deep learning milioni di esempi di una frase tradotta da una lingua all’altra, il che causava un serio collo di bottiglia - ha spiegato Isaac Caswell, ricercatore di Google - Adesso siamo in grado di creare un modello di traduzione anche di un testo di cui abbiamo soltanto la lingua di partenza”.

Questo strumento, che potenzialmente può ampliare l’utilizzo di Translate anche alle lingue meno diffuse, è stato per ora impiegato solo su alcuni linguaggi, dando priorità a quelli che hanno una più ampia popolazione di parlanti. Per la prima volta, però, Translate è stato così in grado di supportare alcune lingue native delle Americhe, come per esempio il quechua o il maithili: “Per noi rappresenta davvero una pietra miliare - ha concluso Caswell - Soprattutto in un’ottica di inclusività sempre maggiore”.