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Fake news

Wikipedia nuovo bersaglio degli attacchi di Putin

Wikipedia nuovo bersaglio degli attacchi di Putin
(ansa)
Il presidente russo rilancia l'idea di una alternativa russa all'enciclopedia online mentre nel paese avanzano censura e repressione digitale
2 minuti di lettura

Vladimir Putin attacca Wikipedia, indicando ai suoi concittadini l'enciclopedia online come sito informativo inaffidabile. Il presidente russo esprime il suo pensiero in una intervista rilasciata alla fondazione Znanie (in italiano : Conoscenza) che, nata nel 2015 con decreto statale, si ripropone obiettivi educativi e formativi della società civile e dei giovani.

Wikipedia è da tempo nel mirino delle autorità russe che mal sopportano la libertà con cui nelle varie voci si descrive la guerra della Russia all'Ucraina.

Già all'inizio del mese di marzo, l'enciclopedia, fondata da Jimmy Wales, ha ricevuto una richiesta di rimozione di un articolo dedicato all'argomento. Ad avanzare questa pretesa, respinta dai responsabili della versione russa di Wikipedia, sono stati i funzionari di Roskomnadzor, organismo deputato al controllo del sistema dei media in Russia.

La richiesta, inoltrata dopo contestazione della Procura generale del paese, è stata, oltre tutto, seguita dalla minaccia di applicare una multa di 4 milioni di rubli, nel caso in cui fosse stata disattesa.

La pagina incriminata di Wikipedia, pietra dello scandalo per i vertici russi, chiamata "Invasione russa dell'Ucraina del 2022, descrive le origini e le cause del conflitto e contiene informazioni sulle vittime della popolazione civile ucraina e le violazioni dei diritti umani. Particolari e dettagli che, evidentemente, cozzano contro la propaganda di regime, sempre più intollerante alla libera stampa e ai fatti contrari alla verità di Stato, imposta in Russia.

Sempre nel mese di marzo, tanto per avere un'idea più chiara del clima liberticida che si riscontra in questa zona del mondo, uno dei piu attivi collaboratori di Wikipedia, Mark Bernstein, Russia è stato arrestato in Bielorussia. L'accusa è quella di falsa informazione anti-russa, diffusa attraverso la piattaforma fondata da Jimmy Wales. Che, in questo modo, non solo viene privata dei suoi editor e volontari più importanti, per minarne l'operato, ma anche delegittimata, bollando la sua attività e i suoi articoli come prodotto scadente e senza valore dal punto di vista informativo.

Lo stesso Vladimir Putin ha più volte messo in discussione e svalutato la qualità delle informazioni pubblicate su Wikipedia. Nell'intervista concessa a Maxim Dreval, direttore generale di Znanie, il presidente russo ha di nuovo cercato di screditare l'enciclopedia, rilanciando l'idea di un progetto russo alternativo al sito che, nonostante gli ostacoli, continua a essere visitato e ad essere fonte di informazione anche per gli utenti russi.

L'escalation di attacchi contro Wikipedia, sotto questo aspetto, rientra in una strategia più ampia, perseguita dalle autorità russe, per restringere e impedire l'accesso a piattaforme e app di notizie che sfuggono alla morsa della censura del Cremlino. Facebook e Twitter sono stati bloccati su ordine del Roskomnadzor che ha chiesto anche a Google e Youtube di rimuovere contenuti sulla guerra in Ucraina e pubblicità anti-russe minacciando sanzioni per 8 milioni di rubli.

Accedere a Wikipedia è, al momento, in Russia ancora possibile e gli editor dell'enciclopedia non intendono rinunciare alla propria missione, volendo rappresentare una prima linea di difesa contro la manipolazione della realtà e della conoscenza.