Tech Test

Trust Voxx, la prova del mouse verticale contro il tunnel carpale

Trust Voxx, la prova del mouse verticale contro il tunnel carpale
Abbiamo provato una periferica wireless alternativa ai mouse tradizionali che dovrebbe aiutare a ridurre lo stress meccanico sul polso
3 minuti di lettura

Grazie a un design ergonomico, ruotato di 90 gradi rispetto alle periferiche di puntamento tradizionale, i mouse verticali riducono lo stress meccanico sulla mano e soprattutto sul polso. Non sono un concetto nuovo e diverse ricerche ne hanno provato l’efficacia nella riduzione dei problemi legati all’uso prolungato del mouse, come il tunnel carpale. Tutti i maggiori produttori di periferiche oggi ne hanno almeno uno in catalogo: noi abbiamo provato per qualche settimana il modello Voxx di Trust.

Il passaggio da un mouse tradizionale a un mouse verticale è meno complicato di quanto si possa pensare: la memoria muscolare della mano si riadatta rapidamente alla nuova posizione, e l’effetto di rilassamento sul polso e sul braccio si percepisce fin dal primo utilizzo.

Per capire come cambia l’impugnatura con un mouse verticale, fate questa prova: appoggiate la mano destra su una scrivania come per impugnare un mouse; ora ruotate di 90 gradi il polso in modo che il dorso della mano guardi verso destra, muovetela come per usare il mouse. Avete notato la differenza: il movimento non parte necessariamente dal polso, coinvolge la catena meccanica del braccio fino alla spalla. Allo stesso tempo il peso del braccio scarica sull’avambraccio, appoggiato sulla superficie, e non sulla base del polso.

Il vantaggio dei mouse verticali sta tutto qui: il Voxx di Trust, come tutti gli altri mouse del genere, ha una forma che permette di mantenere questa posizione più naturale della mano e del polso grazie alla sua forma. In questo il dispositivo risponde perfettamente al compito di una periferica ergonomica di questo tipo. Poi ovviamente c’è tutto il resto. La posizione dei tasti è pensata in maniera intelligente per minimizzare anche in questo caso il movimento e lo stress sui tendini. I bottoni sono 9 in totale: 3 si possono raggiungere con il pollice, 6 (cinque tasti più il clic sulla rotella) sono invece a portata dell’indice e del medio.

Cinque tasti sono programmabili. Noi abbiamo usato il Trust Voxx su Mac, e li abbiamo usati per attivare la modalità Exposé e sostituire gli angoli attivi per mostrare il desktop. Sulla parte superiore del mouse, Trust ha integrato un piccolo schermo LED che indica la percentuale di batteria residua, la modalità di connessione e la risoluzione in DPI attiva al momento.

Il bottone DPI, posizionato dove si appoggia il palmo, permette di scegliere fra 4 modalità di risoluzione, che influenzano la velocità di scorrimento del cursore. È una funzione molto utile per variare il parametro del mouse a seconda del tipo di lavoro che stiamo facendo al computer o delle preferenze personali.

Un problema che i mouse ergonomici non risolvono: la base del dispositivo raccoglie tanta polvere
Un problema che i mouse ergonomici non risolvono: la base del dispositivo raccoglie tanta polvere 

Le opzioni di connessione senza fili invece sono due: Trust Voxx si può connettere a Mac e PC con il Bluetooth, oppure tramite ricevitore wireless USB da 2,4Ghz. Un bottone sul retro del mouse permette di scegliere la modalità e il piccolo ricevitore si può incastrare sul fondo del mouse per non perderlo. La batteria si ricarica infine con il cavo micro-USB in dotazione. Una scelta un po’ obsoleta: avremmo preferito una connessione USB-C, anche se probabilmente non è stata implementata per questioni di prezzo.

Trust Voxx costa infatti soltanto 50 euro (ma su Amazon si trova a 43 euro di media): per un mouse ergonomico è un prezzo contenuto. Nel complesso la qualità è buona, ma alcuni dettagli lasciano intuire che il dispositivo non appartiene alla fascia alta. In particolare abbiamo notato un po’ di gioco nei tasti principali, una rumorosità del clic accentuata e una risposta irregolare del meccanismo a molla di alcuni bottoni, che in alcuni casi è particolarmente rumoroso.

Questi dettagli non influiscono in maniera negativa sull’uso del dispositivo, ma vanno tenuti di conto da parte di chi utilizza il mouse per applicazioni di precisione che richiedono un’alta frequenza di clic e una notevole precisione sull’interfaccia (grafici o montatori video, per esempio). Per la maggior parte delle tipologie di utenza, il Trust Voxx è invece una buona scelta per chi volesse abbandonare il mouse tradizionale in favore di un modello ergonomico.

Trust Voxx, cosa ci piace

  • L’impugnatura ergonomica

  • La quantità di tasti: 9 in totale, di cui 5 programmabili

  • Il prezzo contenuto

  • La possibilità di regolare la risoluzione in DPI del sensore ottico 

  • Il piccolo display LED che indica a colpo d’occhio DPI e batteria residua

Trust Voxx, cosa si può migliorare

  • La presa di ricarica è ancora una micro-USB, ci vorrebbe una USB-C

  • Il ritorno meccanico dei tasti dopo il clic a volte è troppo accentuato

  • La rotella dello scroll un po’ troppo lenta ne limita alcuni casi d’uso