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Tutti vogliono essere TikTok, e forse YouTube ce l’ha (quasi) fatta

Tutti vogliono essere TikTok, e forse YouTube ce l’ha (quasi) fatta
Oltre 1,5 miliardi di persone guardano gli Shorts ogni mese, mentre Facebook stravolge l’algoritmo per provare a inseguire la piattaforma più amata dai giovani. Che intanto va dalla parte opposta
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Sino a 2-3 anni fa, i video girati in verticale erano il male, su Internet non funzionavano e quelli che li usavano venivano insultati. Oggi, se non hai uno spazio dove raccogliere i video in verticale (e se non pubblichi video in verticale), su Internet non sei nessuno.

Che è successo, fra allora e oggi? È successo che è arrivato TikTok: la piattaforma, controllata dalla cinese ByteDance, si è rapidamente imposta come quella di maggiore successo (non solo fra i più giovani) e con i tassi di crescita più rapidi, anche grazie a un algoritmo molto ben progettato, che riesce a intuire rapidamente i gusti dei nuovi iscritti e a tenerli a lungo davanti allo schermo. E quindi, tutti a inseguire TikTok e la sua idea di video brevi, divertenti e ovviamente girati in verticale, che è la posizione in cui le persone tengono lo smartphone nella stragrande maggioranza del tempo.

Facebook cambia (ancora) per inseguire TikTok

Meta, in particolare, ha insistito ancora di più sulle Storie e sui Reels, inserendo questi contenuti anche dentro a Facebook e arrivando in qualche modo a stravolgere l’identità e il formato di Instagram: nata come un’app per la condivisione di foto tendenzialmente quadrate, sta virando decisamente verso la fruizione di contenuti video. In verticale, chiaramente.

Da questo punto di vista, l’ultima novità (secondo documenti riservati, ottenuti da The Verge) riguarderebbe proprio il social network creato quasi vent’anni fa da Mark Zuckerberg: le nuove indicazioni, date al team che si occupa dell’algoritmo che gestice il News Feed degli iscritti, sarebbero quelle di smettere di dare la priorità ai post degli amici o delle pagine che si seguono, insistendo di più nel consigliare alle persone quello che potrebbero voler vedere. Inoltre, Messenger e Facebook, che prima erano insieme e poi sono state separate, tornerebbero di nuovo insieme. Ovviamente perché su TikTok le funzionalità di messaggistica sono maggiormente integrate all’interno dell’app.

Oltre 1,5 miliardi di persone su YouTube Shorts

Resta da capire se tutto questo funzionerà, mentre una cosa che decisamente sta funzionando (come su Italian Tech immaginammo che avrebbe fatto) è YouTube Shorts, nata esattamente un anno fa proprio per fare concorrenza a TikTok.

Secondo gli ultimi dati, più di 1,5 miliardi di persone si collegherebbero mensilmente a Shorts, variante di YouTube caratterizzata da video brevi (meno di 60 secondi) e verticali. Cioè esattamente l’opposto di quello che per anni è stato il cuore dell’esperienza YouTube: video lunghi o lunghissimi e in un formato che ricorda la televisione. Neal Mohan, chief product officer di YouTube, ha ricordato che “i video brevi sono decollati e ora vengono guardati da oltre 1,5 miliardi di utenti connessi ogni mese: sappiamo che questo prodotto continuerà a essere parte integrante dell'esperienza di YouTube anche in futuro”.

L'anno scorso (proprio come TikTok), YouTube ha fatto debuttare un fondo da 100 milioni di dollari per “premiare i creator” i cui video si sarebbero dimostrati capaci di attirare più pubblico possibile sulla piattaforma. Come in effetti è successo.

E TikTok? Il social più imitato del momento ha deciso di andare in direzione contraria rispetto ai rivali: in primavera ha iniziato a consentire agli iscritti il caricamento di video più elaborati e complessi, aumentandone la massima lunghezza possibile sino a ben 10 minuti. Ma senza abbandonare il formato verticale, che continua a funzionare benissimo.