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L'analisi

I minuti illimitati che ci offre il nostro operatore sono davvero illimitati?

I minuti illimitati che ci offre il nostro operatore sono davvero illimitati?
Minuti e sms senza limiti sono formule adottate da ogni operatore di telefonia mobile. Ma è davvero così? E cosa succede se vengono sforati? Qual è l’opinione del garante?
3 minuti di lettura

Tra operatori possessori della rete, operatori virtuali e le numerose offerte attualmente in essere, orientarsi nel mercato della telefonia mobile è spesso problematico. Per tenere il passo con la concorrenza i principali operatori puntano molto sull’assenza di limiti: minuti di conversazione illimitati, sms illimitati e qualcuno anche traffico internet senza limiti. “Illimitato” è aggettivo a cui siamo assuefatti, ma davvero non ci sono limiti?

I limiti esatti dell’illimitato

Per definire il termine “illimitato” nell’accezione usata dagli operatori telefonici non possiamo affidarci al vocabolario. Per il vocabolario Treccani, infatti, è illimitato ciò “che non ha limiti di luogo, di tempo, di misura, eccetera o a cui non sono stati fissati limiti esatti”.

Per gli operatori i limiti ci sono e vengono fissati quasi sempre in modo esatto. Ci troviamo fuori dall’interpretazione canonica dell’aggettivo secondo la lingua italiana e all’interno di un’accezione commerciale.

WindTre cita testualmente all’articolo 6 delle Condizioni relative ai servizi aggiornate a dicembre del 2021 che per i piani, le opzioni o promozioni che includono traffico illimitato voce e sms o mms sono previste alcune regole: al massimo 160 minuti al giorno (200 sms/mms) e non oltre i 1250 minuti al mese (2000 sms/mms). Questi limiti, descritti al punto 6.1.2 delle condizioni, prevedono anche ulteriori restrizioni. Il traffico verso altri operatori non può eccedere il 60% del traffico giornaliero o mensile e, in ogni caso, il 40% del traffico totale non può essere indirizzato verso un unico operatore concorrente. Anche il traffico dati illimitato sottostà a delle limitazioni. Lo scambio dati mensile viene considerato anomalo se supera di almeno 5 volte la media del consumo dei clienti con offerte analoghe e non può essere superiore, per tre mesi consecutivi, al volume del traffico medio mensile di clienti con offerte equiparabili. Siamo confrontati quindi con un limite non del tutto chiaro e questo rientra nei canoni dell’accezione “illimitato” restituita dal vocabolario Treccani per il quale, come detto, è illimitato tutto ciò che non ha limiti ben definiti.

Chi esce dai parametri, e va sottolineato che WindTre comunica di non fare uso di algoritmi per il controllo del traffico dati o voce anomalo, può essere oggetto di indagini da parte dell’operatore e il servizio può essergli sospeso o, in alternativa, gli può essere proposto un altro piano tariffario dal quale può recedere immediatamente e senza penali.

Vodafone segue regole del tutto simili, come riportato nelle Condizioni generali di contratto, sulle quali non appare una data ma vengono definite “versione 4/2022” e sono le più recenti disponibili: il termine “illimitato”, per la voce, coincide con un limite pari a 160 minuti giornalieri o 1250 minuti mensili. A chi esce dai parametri l’operatore può imporre un’offerta più confacente alle sue necessità, dalla quale può recedere a titolo gratuito.

Tim ha diversi livelli di limitazioni. Per quanto riguarda l’offerta 5G Power Unlimited i minuti mensili ritenuti accettabili sono 18.000 (600 minuti, ovvero 10 ore al giorno), tanti quanti gli sms. Il traffico internet, secondo l’uso conforme, così come inteso da Tim, è in realtà limitato a 600 Gb mensili. Si tratta quindi di un traffico dati di 20 Gb al giorno, una quantità persino difficile da consumare ma, ancora una volta, non illimitata.

Altre offerte prevedono un tetto di 10.000 minuti al mese (poco più di 5 ore al giorno). In alcune delle tante offerte di Tim non è chiaramente specificata una soglia di minuti di conversazione. Nel caso in cui i limiti imposti per la voce e per i dati fossero valicati, l’operatore si riserva di proporre al consumatore un altro piano tariffario e, per quanto riguarda i dati, anche la possibilità di limitare la velocità di navigazione.

Iliad non pone limiti misurabili ma rivendica, all’articolo 7 delle Condizioni generali di contratto, il diritto di potere sospendere e risolvere il contratto se venisse riscontrato un “livello anomalo o sproporzionato di traffico in relazione alle abitudini, alle caratteristiche o alla natura dell’utente”, senza però specificare come questo uso anomalo possa essere quantificato.

I motivi delle limitazioni

Gli operatori tendono a formulare offerte per i privati e per i clienti aziendali. Un eccessivo traffico voce o dati può suggerire che un contratto di telefonia disegnato per privati sia invece utilizzato a scopi professionali da call center, per attività di Telemarketing o sondaggi. Nell’ottica delle politiche tariffarie di ogni singolo operatore questo distinguo appare sensato, ancorché non sufficiente all’uso dell’aggettivo “illimitato”. Allo stesso modo, 160 minuti quotidiani di comunicazione voce (due ore e quaranta minuti) sembrano potere soddisfare le esigenze anche dei chiacchieroni. Altrettanto non si può dire del limite mensile di 1250 minuti che corrispondono a poco più di 40 minuti al giorno. Va però specificato che nessun operatore è tanto fiscale da penalizzare i clienti appena superano le soglie imposte: vi è prima una fase di approfondimento tesa a scongiurare che offerte destinate al mercato consumer vengano usate da quello business.

 

La posizione del garante e la chiarezza

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) non solleva obiezioni sull’accezione che gli operatori hanno dell’aggettivo “illimitato”, specifica però che i limiti imposti siano illustrati al consumatore in modo chiaro. La stessa Agcom è vigile in merito alle repentine rimodulazioni delle offerte da parte degli operatori.

 

Operatori e offerte

È possibile scindere gli operatori di telefonia mobile in due gruppi. Ci sono operatori che hanno la licenza per lo spettro radio e posseggono la rete, ossia le infrastrutture necessarie al funzionamento della telefonia. In gergo vengono chiamati Mobile Network Operator (MNO).

In Italia sono quattro, ovvero Tim, Vodafone, WindTre e Iliad. Quest’ultima, in determinate condizioni, si appoggia sull’infrastruttura di WindTre. Ci sono anche operatori virtuali, ossia coloro che si appoggiano su reti altrui, detti anche Virtual Mobile Network Operator (MVNO), e sono 25.    

Altri 24, pure essendo apparsi sul mercato, non sono più attivi. Anche questi appoggiavano sulle reti mobili di Tim, Vodafone, Wind e Tre (che all’epoca erano ancora due operatori separati tra loro), mentre Iliad non era ancora entrata nel panorama italiano.

Ogni operatore offre diversi pacchetti per la telefonia mobile, concepiti per soddisfare le aspettative di ogni segmento di mercato. Prima di scegliere quello che fa al caso nostro vale la pena prendersi il tempo per leggere le condizioni contrattuali riportate sui siti di ogni singolo operatore e, nel dubbio, chiedere informazioni ai rispettivi call center.