Italian Tech Week 2022

La storia di Patrick Collison: nove linee di codice per conquistare il mondo

La storia di Patrick Collison: nove linee di codice per conquistare il mondo
Il Ceo e co-fondatore di Stripe, startup unicorno del valore di 95 miliardi di dollari, sarà ospite della seconda Italian Tech Week che si svolgerà a Torino il prossimo 29 e 30 settembre
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"Puoi spremere le tue meningi contro un muro, alla ricerca di una buona idea. Oppure puoi trovarne una in un libro".

Se lo dice Patrick Collison, 33enne miliardario e fondatore dell’unicorno Stripe, c’è da credergli.

A scuola, Patrick, non ha mai seguito una lezione fino in fondo. Leggeva solo i libri che amava. E che libri. Le biografie dei pionieri dell’informatica, per esempio: quella dell’ingegnere Douglas Engelbart che nel 1968 ha inventato il mouse, oppure quella del professore del MIT John McCarthy che nel 1955 ha coniato il termine “intelligenza artificiale”.

Anche a casa il ragazzo respirava continuamente matematica e fisica. Suo padre era un ingegnere elettronico, sua madre una microbiologa. In famiglia, oltre alle scienze, si è coltivato per un certo periodo anche lo spirito imprenditoriale: papà Denis gestiva un piccolo albergo, mamma Lily una società che offriva formazione aziendale.

Sognava in grande, il giovane Collison, pur abitando in una minuscola cittadina irlandese: Dromineer.

“Per andare a scuola impiegavamo almeno 40 minuti e in ogni classe c’erano meno di venti bambini” ha ricordato Patrick. “A un bambino come me, nato e cresciuto in Irlanda, sembrava impossibile creare un’azienda che avesse clienti in tutto il mondo” , ha aggiunto.

E invece.

A Dromineer,  175 km a ovest di Dublino, Patrick Collison ha imparato a programmare quando era appena un ragazzino. In casa aveva nove computer che condivideva con il fratello John, anche lui ossessionato dall'informatica. I suoi genitori pagavano 100 dollari al mese per una connessione satellitare.

Può bastare un pc per sentirsi nella Silicon Valley, se hai le idee giuste. Ma non basta una briciola di mappamondo come Dromineer per realizzarla.

I fratelli Collison, ancora adolescenti, hanno fondato una startup che produceva software, Shuppa, ma non sono riusciti ad accedere ai fondi del governo irlandese. E così sono volati sul serio in California, dove l’acceleratore Y Combinator li ha accolti a braccia aperte.

Ha funzionato.

Patrick aveva 17 anni, John 15. E in quel momento Shuppa è diventata Auctomatic, una piattaforma che permetteva ai venditori PowerSeller di eBay di organizzare il loro inventario e di monitorare il traffico. Tre anni dopo, quando Live Current Media ha acquistato la loro creatura per 5 milioni di dollari, i due fratelli sono diventati improvvisamente ricchi.

Che fare, con tutti quei soldi?

Elon Musk insegna. Quando chiudi il primo affare milionario, hai due scelte: goderti la vita oppure, come ha fatto il Ceo di Tesla e SpaceX, puntare ancora più in alto. Dopo aver venduto la sua prima azienda, Zip2, Musk ha continuato a investire. E Collison ha seguito il suo esempio.

Patrick ha lasciato il MIT, il fratello John ha mollato Cambridge. E poi sono ripartiti insieme con una nuova startup: Stripe.

“Quello che abbiamo imparato velocemente - ha raccontato Collison - è che la parte più difficile dell'avvio di un'attività, sul web, non è avere l'idea, trasformarla in codice o convincere le persone a investire su di essa. La parte più difficile è trovare un modo per accettare i soldi dei clienti. Puoi condividere una fotografia su Facebook in modo semplicissimo. Ma non puoi spostare denaro allo stesso modo. Da questo punto di vista, quando abbiamo pensato a Stripe, sembrava di essere ancora nei secoli bui".

L’idea, insomma, era quella di rivoluzionare il mondo dei pagamenti online. Di cancellare qualsiasi intermediario. E di mettere in condizione le aziende - o i singoli individui - di ricevere e inviare pagamenti senza rischiare frodi. È quello che ha reso possibile Stripe, con appena nove linee di codice da copiare e incollare sul proprio sito o sulla propria app.

Quelle nove linee di codice, scritte ovviamente dai fratelli Collison, hanno generato un’azienda che oggi vale 95 miliardi di dollari e conta 7.000 dipendenti in tutto il mondo, con sedi a New York, San Francisco e Singapore. E ovviamente a Dublino, in Irlanda. Tra le aziende che usano il suo software ci sono Amazon, Slack, Walmart, Etsy, Glovo e Airbnb. Il guadagno principale di Stripe deriva dalle transazioni economiche e dalle spese di conversione delle valute.


Oggi Patrick Collison ha 33 anni ed è l’amministratore delegato di Stripe. Forbes l’ha inserito quest’anno nella “30 Under 30 - Hall of Fame”, stilata in occasione del decimo anniversario della prestigiosa lista che raccoglie le star dell’imprenditoria con meno di 30 anni. Nel meglio del meglio, insomma.

Il patrimonio personale di Patrick, sempre stando ai dati Forbes, è di 9,5 miliardi di dollari, in gran parte determinato dalla quota di azioni di Stripe in suo possesso: il 10%.

Il giovane imprenditore è rimasto un avido lettore. Non stupisce - o forse sì, un pochino - che la sua azienda comprenda una casa editrice, Stripe Press, fondata nel 2018 per pubblicare libri sull’economia e sull’innovazione tecnologica.

Anche le mensole della casa di Patrick Collison sono ricurve per il peso dei libri: la fisica resta la sua passione, ma legge anche testi sul femminismo e di critica letteraria. Di certo Patrick non guarda la tv: “Se avessi tempo infinito a disposizione - ha detto una volta - forse potrei anche farlo”.

Il tempo è denaro. E sul denaro Patrick Collins ha fondato il suo impero.