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Tech Test

Nilox M1, la prova del monopattino con le frecce

Nilox M1, la prova del monopattino con le frecce
Abbiamo guidato per una decina di giorni uno dei pochi monopattini elettrici già adeguati alle future normative: funziona bene, pesa poco e costa poco. Però che fatica sul pavé
3 minuti di lettura

La metà del 2022 è un periodo di grandi stravolgimenti per la cosiddetta mobilità dolce e per i monopattini elettrici, che (salvo ripensamenti) dal 30 settembre devono essere dotati pure loro di indicatori di direzione.

E il Nilox M1 è fra i primi a essere già adeguato alla nuova normativa: nella parte sinistra del manubrio, proprio sotto alla leva del freno, c’è appunto il pulsante per attivare le frecce, che comanda le luci destra e sinistra nella zona posteriore del monopattino.

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Monopattino Nilox M1, le caratteristiche tecniche

Sulla carta, il Nilox M1 è quanto di più classico ci possa essere: motore da 350W nella ruota anteriore, batteria da 7500 mAh, freno a disco posteriore (da preferire sempre), ruote da 8.5” e un peso dichiarato di poco inferiore ai 14 chilogrammi. Appena lo si estrae dallo scatolone, si ha la sensazione che sia piccolo, cosa che in effetti è: rispetto ai monopattini della concorrenza, è leggermente più basso e corto, ma questo non crea problemi se non si è più alti di 1 metro e 75. Oltre, darà un po’ la sensazione di essere un giocattolo.

Dove l’M1 osa un po’ di più è nelle colorazioni: è disponibile con accenti color lime oppure blu scuro che aiutano a dare un po’ di brio alla struttura nera oppure grigia. Anche il prezzo è d’attacco: meno di 400 euro, cioè 150-200 euro in meno rispetto ai diffusissimi Segway Ninebot e Xiaomi Mi Electric Scooter Pro.

A sinistra dello schermo: il campanello, il tag NFC, gli indicatori di direzione e il freno
A sinistra dello schermo: il campanello, il tag NFC, gli indicatori di direzione e il freno 

Il monopattino elettrico Nilox M1 visto dall'alto
Il monopattino elettrico Nilox M1 visto dall'alto 

Come si configura e come va su strada

Come tutti i monopattini, anche questo va parzialmente montato prima di poter essere utilizzato: niente di complicato, basta fissare il manubrio allo stelo, cosa che si può fare con semplicità grazie ad attrezzi e viti incluse nella confezione. Non c’è un’app cui abbinarlo, ma non ne abbiamo sentito la mancanza; abbiamo invece apprezzato la presenza del tag NFC, che va ogni volta avvicinato al manubrio per confermare l’avvio: può sembrare una scocciatura, ma è invece un accorgimento utile per mitigare il rischio di furto (combinato con una catena ovviamente).

Il display è un LCD di dimensioni generose, non molto leggibile sotto la luce diretta del sole; sotto c’è il pulsante per passare fra le 3 modalità di utilizzo, che consentono di raggiungere 3 diversi livelli di velocità (non oltre i 25 all’ora) e per accendere la luce frontale. Su strada, il Nilox M1 si comporta bene: è stabile anche esagerando in percorrenza di curva, la frenata è sempre decisa e trasmette una buona sensazione di sicurezza. Gli indicatori di direzione si attivano nella parte posteriore e sono ben evidenti e visibili: il problema maggiore è ricordarsi di averli, soprattutto se si usano monopattini da 2-3 anni e non si era abituati alla loro presenza.

Come tutti i monopattini elettrici, anche questo soffre della sindrome dell’autonomia variabile: abbiamo scritto spesso che per nessun modello è il caso di fidarsi di quella dichiarata dal produttore (in questo caso, 25 km), perché le variabili che contribuiscono ad abbassarla sono tantissime, fra temperatura esterna, peso del conducente, pendenza e altro. L’abbiamo provato a Genova, perdendone metà in un percorso di 6 chilometri ricco di salite, e in un caso abbiamo pure fatto fatica a procedere: con la batteria intorno al 20-30%, semplicemente l’M1 non riusciva a spingere abbastanza per salire. Ripetendo il test una seconda volta, con la batteria completamente carica, non abbiamo avuto alcun problema.

La cosa che ci è piaciuta meno, nella decina di giorni in cui l’abbiamo usato, è però la totale assenza di una qualsiasi forma di ammortizzazione: è una caratteristica comune a più o meno tutti i monopattini, ma qui (forse a causa delle gomme) l’abbiamo percepita di più, tanto da farci scegliere percorsi più lunghi pur di evitare pavé e sampietrini.

Il monopattino elettrico Nilox M1 piegato: il peso è di poco inferiore ai 14 kg
Il monopattino elettrico Nilox M1 piegato: il peso è di poco inferiore ai 14 kg 

Il Nilox M1 è da comprare oppure no?

Come spesso accade, la risposta alla domanda qui sopra varia al variare delle esigenze. Se si vive in una città pressoché pianeggiante e si pesa meno di 70-80 kg, il Nilox M1 è decisamente una buona scelta: funziona bene, è ben equipaggiato anche dal punto di vista normativo, pesa poco (caratteristica importante, se va caricato spesso su un’auto, un bus o un treno) e anche costa poco.

Viceversa, se i percorsi che si fanno quotidianamente sono costituiti da salite lunghe o molto ripide, può essere una buona idea provarlo prima di acquistarlo. Così da decidere se faccia al caso proprio.

Un dettaglio della luce anteriore del Nilox M1
Un dettaglio della luce anteriore del Nilox M1 

Che cosa ci è piaciuto

  • Facilità d’uso
  • Buona frenata
  • Dotazione di sicurezza

Che cosa non ci è piaciuto

  • Poco confortevole sulle disconnessioni