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Cos'è il Merge di Ethereum, la rivoluzione più attesa nel mondo delle cripto

Cos'è il Merge di Ethereum, la rivoluzione più attesa nel mondo delle cripto
La data da segnare è il 15 settembre. Cambierà la blockchain della criptovaluta, il motore che muove gli asset digitali, rendendola più ecologica e popolare. Per la Ethereum Foundation sarà come sostituire il motore di un'astronave in volo. Di cosa si tratta e quali rischi comporta
3 minuti di lettura

La promessa è una rivoluzione. Verde, perché vuole rendere le criptovalute meno energivore. Popolare, perché premierà la base dei possessori di asset digitali. Plutocratica, perché sostuirà i minatori di criptovalute con chi ne possiede di più.

Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione al mondo dopo Bitcoin, è pronta a effettuare quello che viene annunciato come il cambio di paradigma più atteso della storia delle monete virtuali. Un cambio complesso, ambizioso, che dopo le prove generali di queste settimane prenderà forma a metà settembre.

 

Cos'è il Merge di Ethereum

Il suo nome tecnico è Merge. Fusione. Ma l'immagine che rende meglio l'idea è quella usata dalla Ethereum Fundation. E’ come sostituire il motore di un’astronave in corsa. A caldo. Durante il viaggio. In maniera tale che il nuovo cominci a palpitare direttamente nello scafo.

Ethereum in sostanza cambierà i propri algoritmi. Gli ingranaggi che fanno muovere la sua blockchain. Questi algoritmi finora hanno dovuto la propria efficienza alla Proof of work (prova di lavoro, da ora in poi Pow). Finora la Pow ha garantito che le transazioni (ovvero che un Ethereum, o una sua porzione passi da un portafoglio d un altro) avvenissero senza che una stessa quantità di criptovaluta fosse duplicata.

Ha quindi evitato che si creassero Ethereum falsi, un po’ come può capitare con le banconote senza filigrana. Questo meccanismo è stato creato con Bitcoin. Funziona. Ed è la sua efficienza che ha reso Bitcoin un asset così costoso (21 mila dollari al momento, con una capitalizzazione di poco inferiore ai mille miliardi di dollari).

 

Il problema dell'energia consumata dai minatori di criptovalute

La Pow però ha un problema. Consuma tantissima energia. Perché avviene tramite un meccanismo di validazione basato sulla competizione tra ‘Miners’, i minatori che tramite computer molto potenti risolvono complessi problemi di calcolo per validare le transazioni. Quella di Ethereum per i processi dei Miners consuma circa 112 terawatt ora all’anno di energia. Più o meno il consumo energetico della Svizzera.

Quella di Bitcoin molto di più. E siamo già a livello di consumi dell’Argentina. Per far capire l’urgenza di questo problema può essere utile ricordare che Elon Musk, dopo aver aperto all’acquisto di auto in Bitcoin all’inizio dello scorso anno, è dovuto rapidamente tornare sui propri passi proprio perché Bitcoin e le cripto consumano troppa energia. Una macchia sulla reputazione di un produttore di auto elettriche, che sulla mobilità sostenibile ha basato buona parte della propria narrazione.

 

Cos'è la Proof of Stake e come risolve il problema dell'energia

Ethereum sostituirà la Pow. Come? Con la Proof of Stake (Pos da qui in poi). Potremmo tradurla come prova di interesse. L’interesse a fare in modo che quella transazione sia corretta. E chi è maggiormente interessato al fatto che una transazione sia corretta? Chi possiede molti Ethereum. Perché se Ethereum funziona, aumenta la fiducia in Ethereum e aumenta il valore di Ehthereum.

Niente più calcoli complessi. Niente più processori rumorosi. Solo affidabilità basata sul fatto che chi valida una transazione possiede così tanti Ethereum da essere davvero intenzionato a controllarla. In cambio di una ricompensa, manco a dirlo, in Ethereum. L’equilibrio è su un pinnacolo psicologico: non perdere il proprio denaro, anzi guadagnarne di più.

Come spiega Antonio Simeone, amministratore delegato di Euklid, “il Pos è un algoritmo che seleziona in maniera random i miners, in maniera tale da favorire quelli che hanno a disposizione più moneta bloccata nella blockchain di Ethereum. Maggiore quantità di denaro implica più affidabilità, sicurezza e più possibilità di validare le transazioni che avvengono sulla blockchain, compensando gli stessi miners con più denaro digitale”.

 

99% di energia in meno. L'interesse di JP Morgan

Quanto consumerà in meno il nuovo motore dell’astronave Ethereum? Il 99% dell’energia, spiega il documento della fondazione. Non solo, continua Simeone, aumenterà anche la velocità delle transazioni che passeranno da 13 al secondo a circa 100 mila al secondo entro il 2023”. Parola di Vitalik Buterin, enigmatico creatore russo di Ethereum.

Meno consumi, più transazioni, più voglia di ottenere Ethereum per partecipare alla validazione delle transazioni e ottenerne altri come compenso. Un sistema che di fatto la renderà più democratica. Anzi, per dirla con JP Morgan che guarda con estremo interesse questo cambiamento: questo passaggio renderà le criptovalute finalmente mainstream. Tradotto: un’enorme potenzialità per il futuro dei cripto asset. E chissà, forse anche per la banca d’affari americana.

 

Ethereum: dalla risoluzione degli algoritmi alla lotteria

Un’altra immagine per spiegare questo passaggio è quella della lotteria. Più Ethereum si hanno, più si avrà la possibilità di essere scelto per validare le transazioni. Attualmente il biglietto è possedere 32 Ether, circa 50 mila euro.

“Un algoritmo di consenso molto simile alla lotteria é il Pure Proof of Stake, inventato dal Premio Godel Silvio Micali, Founder di Algorand. In questa blockchain, infatti, l'algoritmo di consenso é molto simile al PoS, ma senza l'obbligo di bloccare una parte del proprio patrimonio per poter avere la possibilità di essere scelti. Chissà se in futuro anche Ethereum virerà verso questi lidi”, commenta Emanuele Ricco, Quaternion Technology a Euklid.

 

Merger di Ethereum. Quali problemi potranno nascere? 

Il progetto però non nasconde criticità. Le spiega ancora Simeone: “Ce ne sono, e di molto forti in questo progetto, poiché si ridurrebbero le barriere per poter entrare in controllo totale della blockchain. Se con il meccanismo Pow, infatti, serviva che almeno il 51% dell'energia controllata dai miners fosse centralizzata, con il Pos basterebbe che un singolo individuo avesse il 51% degli Ethereum in circolazione. Considerato che la capitalizzazione totale di Ethereum rasenta i 230 miliardi di dollari attualmente, si tratterebbe di circa 117 miliardi di dollari, quantità non trascurabile ma nemmeno eccessiva”.

Non eccessiva per chi possa avere motivazioni valide per far saltare la blockchain di Ethereum investendo almeno 117 miliardi di dollari. Difficile immaginare al momento chi possa farlo, ma soprattutto perché. Ethereum si candida a cambiare per sempre il paradigma delle criptovalute. A patto che non succeda qualcosa di inatteso il prossimo settembre.

Difficile dirlo. Anche perché al momento non si ha contezza di casi in cui un’astronave ha cambiato con successo il proprio motore in corsa mentre volava tra le stelle.

@arcamasilum