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Analisi

Dal floppy alla SIM card, come Apple ha dato una spinta al futuro abbandonando tecnologie già affermate

Dal floppy alla SIM card, come Apple ha dato una spinta al futuro abbandonando tecnologie già affermate
Tra le novità dell'iPhone 14 c'è la scelta di adottare solo eSIM negli Usa: è possibile per la forza contrattuale di Cupertino e per il desiderio degli operatori di puntare sulle schede virtuali, ma in Italia e altri Paesi ci sono ancora molti ostacoli da superare. E a farne le spese sono i consumatori 
 
3 minuti di lettura

Innovazione non vuol dire sempre aggiungere, ma anche togliere. L’ultimo esempio arriva dall’iPhone 14, che negli Usa fa a meno della SIM card. Ma la storia di Apple è costellata di tagli e cesure nette col passato, che spesso si sono tradotte nella decisione di fare a meno di tecnologie popolari e affermate.

iPhone 14 Pro Max, primo contatto con il nuovo smartphone top di Apple

Dal floppy a Flash

Quando, nel 1998, Steve Jobs eliminò il floppy dall’iMac sembrò una mossa avventata. Due anni dopo, i floppy disk praticamente non esistevano più, sostituiti dalle chiavette Usb. Apple per prima ha prodotto computer senza masterizzatore cd e dvd, e oggi pochissimi pc (specie tra i portatili) hanno un lettore ottico. Il primo iPhone sostituì i pulsanti con il touchscreen: oggi forse solo uno smartphone o due ha una tastiera. E ancora, quando Apple decise di non supportare il formato Flash su iPhone e iPad,la scelta sollevò proteste e accuse. Nel 2022 il software che per primo rese popolari i contenuti multimediali sul web è stato dichiarato ufficialmente obsoleto anche da Adobe, che lo lanciò. dietro tutte queste scelte c'era ancora il fondatore, lo stesso Steve Jobs che nel più famoso spot di Apple dichiara la sua ammirazione per quelli che "non amano le regole, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli - dice- , essere in disaccordo con loro, glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perché loro cambiano le cose, loro fanno progredire l'umanità".

 

Addio jack

Sei anni fa, l’iPhone 7 fu il primo senza jack per le cuffie. Era l’unico componente rimasto invariato da prima dell’avvento dei telefonini, nato come un’evoluzione di quello introdotto da Sony nel 1964, a sua volta derivato dal modello da 6,35 mm che risaliva addirittura al 1878. Eliminarlo, disse allora Apple, era necessario perché nel ridottissimo spazio disponibile all’interno di uno smartphone, anche pochi millimetri possono essere utili, ad esempio per potenziare la batteria, migliorare il suono dell’altoparlante, introdurre un nuovo componente. Così è stato, e oggi sono pochissimi gli smartphone che hanno un jack audio. 

L’alimentatore

Poi dalle scatole degli iPhone sono scomparsi i caricabatterie, e la mossa di Apple è diventata di ispirazione per tutte le aziende che puntano a ridurre i rifiuti elettronici, dal momento che in casa più o meno tutti abbiamo già un alimentatore adatto al nostro telefono. C’è anche l’aspetto economico: niente caricabatterie vuol dire confezioni più piccole,dunque in un container ci staranno molti più iPhone, con un netto vantaggio sulle spese di spedizione. 

 

Una storia lunga oltre trent’anni

Ora è la volta della SIM card: praticamente immutata dai primi telefonini, a parte le dimensioni esterne e la capacità di memoria, con l’iPhone 14 è finalmente soppiantata dalla eSIM, il suo equivalente elettronico. La prima SIM è stata sviluppata nel 1991 dal produttore di smart card tedesco Giesecke & Devrient, che ha venduto le prime 300 SIM all'operatore finlandese Radiolinja. Oggi le schede SIM consentono a oltre 7 miliardi di dispositivi di connettersi alle reti cellulari di tutto il mondo. Ma nei telefoni di oggi non c’è più ragione di avere una SIM card: i pochi dati che contiene stanno tranquillamente nella memoria anche del telefono più economico, e non è una ragione di sicurezza a imporre di inserire una scheda nell’apparecchio per poter accedere alla rete cellulare. Anzi, semmai è vero il contrario, chiunque sia in possesso di una SIM può chiamare, mandare messaggi, collegarsi a internet spacciandosi per il legittimo proprietario.

Evento Apple, l'analisi di Milanesi: “L’iPhone 14 è una svolta nell’industria degli smartphone”

Lo standard del futuro

Il chip per la eSIM si trova già su tutti i modelli di iPhone dagli Xs e Xr in poi, cioè su tutti gli smartphone Apple prodotti dal 2018. La eSIM si può utilizzare per il piano in abbonamento principale oppure per attivare l’opzione Dual Sim in accoppiata con una SIM fisica. La tecnologia è disponibile anche su quasi tutti gli smartphone Android, ed è uno standard mondiale supportato dalla maggior parte degli operatori. Tra smartphone, tablet, wearable e PC, nel 2025 si stima che il numero di dispositivi con SIM virtuali supererà i 3,4 miliardi. 

Se tanti smartphone sono compatibili, praticamente nessuno però usa soltanto eSIM, così la strategia di Apple è ancora una volta una spinta verso il futuro, ed è possibile per il peso che l'azienda ha nel mercato degli smartphone, che ne determina anche la forza contrattuale rispetto agli operatori americani. I quali, a loro volta, offrono già eSIM con tutti i contratti e gli abbonamenti.

Lo scontro

Così, in Italia e altri Paesi, Apple dovrà scontrarsi con l’opposizione dei gestori, per cui la vendita di SIM card è spesso una voce importante del fatturato, e infatti si è obbligati a comprarne una nuova ogni volta che si cambia operatore. Con l’eSIM, invece, basta un attimo, si può tornare indietro o scegliere di usare più di un operatore contemporaneamente: è un QR code, che arriva per mail, non ha costi di produzione, distribuzione e registrazione. Ma da noi molti operatori hanno trovato il modo di farla pagare lo stesso.