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L'evento

Ivipro Days 2022: videogiochi, patrimonio e turismo

Ivipro Days 2022: videogiochi, patrimonio e turismo
L'appuntamento annuale torna in presenza l'1 e 2 novembre, in occasione del Trieste Science+Fiction Festival
 
3 minuti di lettura

“L’evento nasce non solo per sensibilizzare il pubblico su questo argomento sempre più dibattuto, ma anche per consentire il confronto e la condivisione di temi tra studi di sviluppo, realtà locali ed enti culturali, studenti e appassionati”, a parlare è Andrea Dresseno Presidente dell’Associazione Ivipro.

Ivipro è l’acronimo di Italian Videogame Program, progetto nato nel 2016 con l’obiettivo di agevolare lo sviluppo di videogame ambientati in Italia o legati alla cultura italiana e di diffondere la conoscenza del videogioco e delle sue potenzialità divulgative nelle scuole e presso le istituzioni, continua Dresseno: “Accanto al lavoro di ricerca che ha portato alla realizzazione di un database narrativo di storie italiane e di una mappa dei giochi già realizzati ambientati in Italia, Ivipro si impegna a fornire supporto agli studi di sviluppo sia sul fronte della ricerca e del narrative design, sia per quanto riguarda il contatto con le istituzioni. Una sorta di Videogame Commission, potremmo dire”.

Nel corso degli anni le attività si sono ampliate con percorsi educativi e di ricerca, il Premio Italian Videogame Program per le migliori tesi di laurea sul videogioco, progetti di valorizzazione e conservazione della memoria storica e, dal 2018, l'Associazione promuove e organizza anche gli Ivipro Days.

Gli Ivipro Days sono l'appuntamento annuale italiano dedicato al videogioco come risorsa per raccontare il territorio e il patrimonio culturale, dice Dresseno: “Giornate di approfondimento, con ospiti italiani e internazionali, focalizzate sul rapporto tra videogioco e realtà”.

L’edizione 2022 si terrà a Trieste il primo e il due novembre in occasione del Trieste Science+Fiction Festival, continua Dresseno: “Una collaborazione che ci ha permesso di inserire all’interno del programma anche originali prospettive sci-fi, dopotutto non è forse la fantascienza una delle tante vie attraverso cui raccontare la realtà?”

Il programma dei Ivipro Days è frutto di un lungo lavoro di ricerca tra sguardi e tematiche, considerando la cornice fantascientifica in cui si colloca l’evento. Tra gli ospiti spiccano Tony Warriner, co-fondatore della casa di sviluppo inglese Revolution Software, alla quale si devono videogiochi di culto come Beneath a Steel Sky e Broken Sword, opere commerciali che parlano di luoghi reali e affrontano tematiche sociali.

Maddalena Grattarola, lecturer presso il London College of Communication, University of the Arts London e presso Goldsmiths, University of London. proporrà nella sua lecture un catalogo breve di visioni apocalittiche e post-apocalittiche estratte dal panorama più sperimentale e innovativo dei videogiochi indipendenti pubblicati nell’ultimo decennio. Focus anche sul cambiamento climatico e sulle distopie ambientaliste con Felix Bohatsch dello studio austriaco Broken Rules, autore del recente Gibbon Beyond the Trees. Conclude Dresseno:Non solo fantascienza, si parlerà anche di folklore locale, di adattamenti letterari, di retrogaming territoriale e di musei”.

Promuovere cultura e turismo con i videogiochi significa innanzitutto rendersi conto che anche questo medium può diventare un valido alleato in chiave divulgativa, oltre che di intrattenimento, continua Dresseno: “Non bisogna però fare l’errore di relegarlo a semplice strumento. Va benissimo concepire videogiochi che abbiano un fine ben preciso, ma è bene andare oltre, approfondire il ventaglio di possibilità che il medium è in grado di offrire. Anche un gioco commerciale può stimolare interesse, arricchire il bagaglio culturale, a prescindere dal fatto che chi gioca visiti o meno il luogo rappresentato”.

A questo proposito Ivipro ha fornito aiuto per il location scouting, supportando enti locali nella stesura di bandi, favorendo il contatto tra Comuni e aziende, effettuando sopralluoghi per raccogliere materiale narrativo, collaborando con le Università a percorsi di formazione, prendendo parte a residenze artistiche e a progetti creativi nelle scuole.

L’Associazione nasce dal basso ed è mossa dalla passione per il medium e per il suo potenziale culturale, ci dice Dresseno: “Aver contribuito alla sezione videogiochi di Italy for Movies, portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione realizzato per il MiBAC da Cinecittà, è stata per noi una grande soddisfazione. Anche aver lavorato da vicino al videogioco A Painter’s Tale: Curon, 1950, seguendone tutto lo sviluppo, è stata un’esperienza significativa e gratificante”.

Il passo successivo è il supporto alla didattica, conclude Dresseno: “Ci siamo resi conto che c’è molto interesse da parte delle istituzioni scolastiche per quanto riguarda l’inserimento dei videogame all’interno dei tradizionali percorsi didattici. Attraverso specifiche attività laboratoriali, il videogioco può diventare strumento creativo per condurre studenti e studentesse a riscoprire e a raccontare il proprio territorio”.

In Europa esistono realtà che affrontano la cultura videoludica da diverse prospettive, tra queste musei e archivi che si occupano di preservazione e valorizzazione del videogioco; tra i più celebri il Computerspielemuseum di Berlino e il nuovo Embracer Games Archive in Svezia, conclude Dresseno: “C’è un fermento diffuso, sono sorti anche gruppi di lavoro dedicati, tra cui il recente Working Group on Video Game Culture (WG-VGC) del Council of Europe, nato in seno al progetto di Educazione alla Cittadinanza Digitale”.

Il videogioco è intrattenimento, ma è anche una materia plastica che ben si sposa con il nostro patrimonio, per capirlo basta dare un’occhiata alla mappa dei giochi ambienti in Italia di Ivipro.