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L'incontro

Video, pagamenti e ecommerce. Musk spiega ai dipendenti la sua Twitter: "Ma possiamo fallire"

Video, pagamenti e ecommerce. Musk spiega ai dipendenti la sua Twitter: "Ma possiamo fallire"
(reuters)
Il nuovo proprietario del social ha incontrato i suoi dipendenti. Sessanta minuti di domande e risposte. In cui parla del futuro dell'azienda, non escludendo nulla. Neppure il fallimento a causa dei conti e del quadro macroeconomico "disastroso"
4 minuti di lettura

“Ciao a tutti. Piacere di conoscervi. Sono entusiasta di essere qui e credo che il potenziale a lungo termine di Twitter sia immenso”. Elon Musk nella notte Italiana ha avuto il suo primo incontro con in dipendenti del social di cui è diventato unico proprietario per 44 miliardi di dollari. Sessanta minuti di domande e risposte. Consumati due settimane dopo essere diventato il capo della società.

Abbastanza per consentire a Elon Musk di parlare ai propri dipendenti dei piani futuri dell’azienda. E mettere le cose in chiaro fin da subito, ottimismo a parte: o si diventa i migliori di tutti, oppure non è escluso nulla, “neppure il fallimento”. Per evitarlo Twitter va ripensato. Va trovato un modo per far guadagnare l’azienda. Twitter deve diventare qualcosa di diverso. E i dettagli non mancano nel quadro tracciato da Musk nell’incontro di cui The Verge ha ottenuto e pubblicato i contenuti.

 

Le casse di Twitter e lo spettro del fallimento

Nei sessanta minuti con la squadra di Twitter, a Musk non è certo mancata la chiarezza del messaggio. Sullo stato finanziario dell’azienda non ha usato mezzi termini: “Dobbiamo assolutamente portare in cassa più denaro di quanto ne spendiamo. Se non lo facciamo e il flusso di cassa è fortemente negativo, la bancarotta non è da escludere. È una priorità. Non possiamo scalare fino a 1 miliardo di utenti e subire perdite massicce lungo il percorso. Non è fattibile. Ma non credo che succederà”.

La richiesta è di lavorare tutti. Lavorare sodo. Lavorare in presenza. Niente più smart working: “È necessario ridurre le difficoltà di comunicazione. Voglio essere chiaro. Se le persone non tornano in ufficio quando sono in grado di farlo, non possono rimanere in azienda. Fine della storia”. 

La necessità degli abbonamenti, la recessione

Musk è stato molto chiaro sulle difficoltà economiche del social. E sull’avverso quadro macroeconomico, che sta colpendo duramente l’industria dei social. “Credo che sia necessario incrementare gli abbonamenti. Il motivo per cui ho un'urgenza estrema per quanto riguarda gli abbonamenti è che ci stiamo avviando, credo, verso una grave recessione. E lo si può vedere praticamente in tutte le aziende che licenziano. Non è solo Twitter che licenzia. La pubblicità è stata colpita in duramente dalla recessione. E questo pone Twitter, in prospettiva, in una situazione molto difficile dal punto di vista delle entrate”.

Ancora: “Probabilmente ci saranno uno o due anni di grave recessione che, ancora una volta, ci colpiranno in modo sproporzionato. Se lavoriamo bene supereremo questo momento. Non moriremo”.

 

“Solo I paranoici sopravvivono”

Musk ha ricordato gli altri momenti in cui con le sue aziende ha dovuto attraversare le recessioni: “Ho attraversato la recessione del 2000, del 2001 e del 2008-9. Sono un po' paranoico sui fallimenti durante le recessioni. Ho un disturbo post traumatico da stress dovuto alla recessione, dopo aver tenuto in vita X e PayPal durante la recessione del 2000 e per aver tenuto in vita Tesla durante la recessione del 2009. Vale la pena ricordare che nel 2009 General Motors e Chrysler sono entrambe fallite. Tesla no, nonostante fosse una startup di veicoli elettrici. È stato estremamente difficile tenerci in vita nel 2009. E il motivo per cui siamo riusciti a sopravvivere è in parte la paranoia. È come la famosa affermazione di Andy Gross: "Solo i paranoici sopravvivono". Bene, allora saremo paranoici e sopravviveremo”.

 

Un sistema di pagamenti

Già. Ma come? La prima indicazione è sul futuro di Twitter come sistema di pagamenti. Musk, che ha fondato due startup dei pagamenti (una è PayPal) ha cominciato la propria scalata negli anni Novanta proprio in questo settore: “Penso che ci sia un'opportunità di trasformazione nei pagamenti”, ha detto in apertura del suo intervento.

“E i pagamenti non sono altro che lo scambio di informazioni. Dal punto di vista delle informazioni, non c'è una grande differenza tra l'invio di un messaggio diretto e l'invio di un pagamento. Sono fondamentalmente la stessa cosa. In linea di principio, è possibile utilizzare uno servizio di messaggistica diretta per i pagamenti. È una direzione che intendiamo seguire: consentire alle persone su Twitter di inviare denaro in qualsiasi parte del mondo in modo istantaneo e in tempo reale”.

Twitter come un conto corrente bancario. Non escludendo nemmeno l’ipotesi di poter inviare “carte di debito” di Twitter. Un passo alla volta. Fino a diventare quella che Musk definisce una sorta di “istituzione finanziaria del popolo”, un sistema di pagamenti che consenta “invio di denaro, depositi, e interessi sui conti deposito”.

Un conto, collegato a un ecommerce

La questione del conto su Twitter e dei pagamenti, aggiunge Musk, è collegato alla possibilità di comprare sulla piattaforma. Qualcosa che “va di pari passo con i pagamenti”. Perché “se si dispone di un saldo su Twitter o di denaro sul proprio conto Twitter, è molto facile acquistare oggetti. È quindi una conseguenza naturale di un sistema di pagamento efficace, che facilita l'acquisto di oggetti”.

 

Una piattaforma video, modello TikTok

Altro elemento sottolineato da Musk, è la necessità di puntare sui video. Modalità diventata popolarissima con il successo di Youtube prima, e di TikTok poi. “ Oggi i creatori di contenuti non possono pubblicare i video che vorrebbero. E non possono monetizzarli”. E ancora. ”Non si tratta di cose complicatissime. Sono piuttosto elementari. Non stiamo cercando di far fallire YouTube, ma sto dicendo: abbiamo davvero bisogno di dare a YouTube un sacco di traffico gratuito? Forse no. Quindi, almeno diamo ai creatori la possibilità di mettere il loro video su Twitter e di guadagnare la stessa cifra che guadagnerebbero su YouTube o TikTok, o qualunque sia il caso, o forse un po' di più”.

Il riferimento di Musk è che al momento i video su Twitter ci sono, ma spesso vengono condivisi da altre piattaforme. L’ipotesi più accreditata da Musk al momento è il reintegro di Vine: “Dovremmo fare ciò che faceva Vine. Dare la possibilità di pubblicare video direttamente su Twitter e farlo in modo che siano belli da vedere”.

Poi un accenno alla strategia. Al come attirare su Twitter i creatori di contenuti. Diretto. Stile Musk. “Prendiamo un gruppo di creatori di contenuti che riteniamo validi su YouTube e diciamo: ‘Ehi, volete prendere in considerazione l'idea di mettere i vostri contenuti su Twitter e vi pagheremo il 10% in più rispetto a YouTube e vediamo come va?’”.

 

Spulciare Twitter senza essere per forza iscritti a Twitter

Un altro passaggio riguarda un cambiamento in parte già effettuato nella versione web del social. Ma che Musk vuole anche sulla app. Ovvero, la possibilità che si possa scaricare e leggere i contenuti su Twitter senza essere iscritti al social. “Questo è sicuramente un caso in cui TikTok è molto meglio. Il passaggio a TikTok e il download dell'app sono semplicissimi".

E conclude: "E non vi chiede di creare un nome utente o qualcosa di simile, a meno che non vogliate pubblicare contenuti video. Lo stesso dovrebbe valere per Twitter. Le persone dovrebbero poter scaricare la app, decidere i propri interessi e avere già un quadro dei tweet più interessanti sugli argomenti scelti”.