Spazio

Artemis-1 verso la Luna con il mini-satellite italiano ArgoMoon

L'inizio del viaggio Terra-Luna del satellite realizzato a Torino

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"È un piccolo passo per la Luna, ma un balzo da gigante per l'Italia spaziale". È il commento, parafrasando la storica frase di Neil Armstrong, con il quale uno dei giovani tecnici di Argotec, l'azienda nata nel 2013 e fondata dal suo Managing Director, David Avino, ingegnere aerospaziale con passate esperienze presso centri e agenzie spaziali, saluta con entusiasmo l'inizio del viaggio Terra-Luna del loro satellite.

Realizzato a Torino, per conto dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) presso i laboratori Argotec, che già hanno realizzato "LiciaCube", destinato invece a un asteroide, è un satellite piccolo, ma imbottito di tecnologia e di elettronica.

È lui il fotoreporter della storica, prima missione del Programma Artemis, quello che, portando il nome della mitologica sorella di Apollo, riporterà gli astronauti sulla Luna.

E in questa prima missione, che pur senza equipaggio a bordo porterà la navicella euro-americana Orion in orbita lunare e a grande distanza dalla Luna, sarà ArgoMoon a realizzare foto e video del veicolo spaziale, agganciato al secondo stadio del grande razzo vettore SLS. Come un drone in viaggio dalla Terra alla Luna: "È una forte emozione, un sogno che si realizza" - commenta David Avino - "abbiamo curato e preparato con cura questo nostro piccolo gioiello, che è stato qua sui nostri tavoli fino a pochi mesi fa. E ora, sapere che è in viaggio verso la Luna, con il più potente razzo mai sviluppato, e con questa storica missione ci riempie anche di orgoglio. Perché tra tutti i 10 mini-satelliti che verranno rilasciati, il nostro è l'unico europeo".

L'entusiasmo in Argotec è salito davvero... alle stelle, e con applausi (moderati, le prime fasi sono sempre molto delicate...) quando il potente SLS si è staccato dalla piattaforma 39B della base di Cape Canaveral questa mattina alle 7:48 ora italiana. SLS ha poi collocato Orion e ArgoMoon in orbita terrestre 12 minuti più tardi, e il primo grande passo è stato effettuato. La prima missione erede dello storico Programma Apollo, che dal 1969 al 1972 portò 12 astronauti americani sul suolo lunare, più altri 12 in orbita attorno al globo selenico, inizierà ufficialmente con l'accensione del motore a idrogeno e ossigeno liquidi J-2X, che sospingerà l'ultimo stadio e Orion sulla traiettoria translunare.

VIDEO: Spazio, il pezzo d'Italia a bordo di Artemis I: "ArgoMoon, il primo velivolo tutto italiano in orbita lunare"

Entusiasmo e soddisfazione anche a Roma Tor Vergata, dove ha sede l'ASI, e dove nella sede dell'agenzia spaziale è stato organizzato un evento: "L'Asi conferma il ruolo e il prestigio italiani al fianco delle maggiori agenzie spaziali mondiali - dice Mario Cosmo, Direttore della Scienza e Ricerca dell'Asi - e grazie alla missione ArgoMoon, l'Italia è a bordo della prima missione nello spazio profondo di un veicolo progettato per ospitare astronauti sin dai tempi delle missioni Apollo. ArgoMoon è la prima di una serie di attività di ASI nel quadro di una importante partecipazione nazionale al programma di esplorazione lunare Artemis".

Il mini-satellite italiano sarà rilasciato durante il viaggio Terra-Luna e nell'avvicinamento al satellite naturale della Terra, con l'obiettivo di scattare immagini significative del lanciatore Space Launch System utili alla Nasa per verificare il buon esito della propria missione. Altra finalità tutta nazionale sarà quella di validare tecnologie per applicazioni su nano-satelliti e in particolare sui sistemi di telecomunicazione e di controllo di assetto e orbitale nello spazio profondo, nonché la resistenza di componenti e unità alle radiazioni, tipiche di questi ambienti.

ArgoMoon è un parallelepipedo di soli 30x20x10 cm. In questo volume ridotto sono racchiuse le stesse capacità di un satellite dalle grandi dimensioni con sottosistemi miniaturizzati tecnologicamente avanzati, capaci di resistere alle difficili condizioni dello spazio profondo. Attraverso un software basato sull'intelligenza artificiale, realizzato interamente nei laboratori di Argotec, il satellite è in grado di effettuare il riconoscimento degli oggetti nel suo campo visivo, di attuare autonomamente manovre orbitali e di assetto per mantenere la corretta distanza e catturare immagini di alta valenza tecnica ma anche di forte impatto pubblico: "Con la piattaforma Hawk sviluppata per il progetto ArgoMoon abbiamo dato forma ad un nuovo concetto di microsatellite per l'esplorazione spaziale. Si tratta di una piattaforma, prima nel suo genere, in grado di raggiungere elevate prestazioni di affidabilità e autonomia in spazi ridotti", aggiunge Avino.

Il ritorno sulla Luna, atteso e auspicato per mezzo secolo (a dicembre saranno 50 anni dall'ultimo sbarco, dell'Apollo 17), è iniziato. Con molta Italia a bordo. Oltre ad ArgoMoon infatti, vi è la forte partecipazione industriale (con Leonardo e Thales Alenia Space) per la realizzazione del modulo di servizio ESM della Orion, nell'ambito della cooperazione Nasa-Esa. È la parte vitale dell'astronave, che contiene tutti gli apparati per il funzionamento e la vita dell'astronave e, dal 2024, per quella degli astronauti che viaggeranno dalla Terra alla Luna e ritorno, senza allunaggio, che invece avverrà nel 2025 con la missione Artemis-3.