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Sicurezza

L'SOS via satellite dell'iPhone arriva ai confini dell'Italia

L'SOS via satellite dell'iPhone arriva ai confini dell'Italia
A dicembre Apple accende il sistema di messaggistica di emergenza anche in Europa: sarà disponibile anche per gli italiani che andranno in Francia, Germania e Regno Unito
3 minuti di lettura

Ci sono certe cose che la teoria da sola non basta: occorre vederle in pratica per rendersi conto se serve. Come una brusca frenata che il controllo elettronico rende l'auto sicura: fino a che non lo hai provato non ti rendi conto di quanto la funzione sia utile. A dicembre sarà possibile fare un piccolo esperimento: per tutti gli utenti degli ultimi modelli di iPhone (la serie 14, che è stata presentata dopo l'estate, e con installato iOS 16.1) sarà attivo il servizio di emergenza senza copertura telefonica o WiFi in alcune aree d'Europa. In particolare, da dicembre il servizio sarà attivo in Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito. In pratica, se ci si troverà all’aperto e nei pasticci, magari per una storta su un sentiero di montagna o una gomma bucata in mezzo a una pianura senza copertura cellulare, si potrà attivare il servizio SOS via satellite di Apple.

La prova di iPhone 14: dal 'base' al Pro Max, tutti i segreti dei nuovi modelli Apple

Dal momento che il telefono non dipende dalla nazionalità dell'operatore di chi lo usa ma da dove viene usato, questo vuol dire che in alcune aree in cui si recano spesso gli italiani, ad esempio per sciare sulle Alpi francesi o al confine con la Costa Azzurra ma anche per fare escursioni nella foresta nera tedesca o nelle highland scozzesi, il servizio sarà attivo e usabile in caso di emergenza da chiunque abbia un iPhone 14.

A cosa serve un telefono satellitare

L'esperimento sarà quello di capire la sua efficacia e soprattutto la sua effettiva utilità: ci si sente più sicuri se si sa che, anche in mezzo ai tornanti di un sentiero alpino privo di segnale, se si prende una storta si può chiamare aiuto e non si corre il rischio di restare fuori per tutta la notte? 

Al momento della sua presentazione, durante il keynote tenutosi a Cupertino a settembre, a noi europei sembrava un servizio adatto soprattutto agli Usa e al Canada: dopotutto l'America del Nord ha per definizione spazi sconfinati e spesso privi di copertura. E chi deve chiedere assistenza da quelle parti fa meglio ad affidarsi a servizi satellitari. L'Italia ci sembra, al contrario, sovraffollata: restare senza segnale in città capita solo quando i palazzi hanno mura troppo spesse o si usa l'operatore sbagliato. A cosa serve l'allarme via satellite?

Invece Apple è seriamente convinta che serva. Tanto che, per realizzare questo servizio di emergenza via satellite, ha dimostrato di crederci molto e volerci investire ancora di più. L'azienda è diventata una pioniera della tecnologia che usa segnali più deboli di quelli dei telefoni satellitari specializzati, e che è ancora agli inizi. Il segnale da inviare ai satelliti è così debole che l’apparecchio deve essere ben orientato e comunque permette di comunicare solo pochi byte di informazioni

Mezzo miliardo di investimenti

Inoltre Apple, per riuscire a far funzionare il sistema secondo i suoi standard, ha investito 450 milioni di dollari tramite il suo Advance Manifacturing Fund per spingere l'implementazione nelle stazioni riceventi di terra e nei datacenter dei fornitori di servizi satellitari (la collaborazione di Apple è con la costellazione di Globalstar) e ha persino attrezzato dei centri di controllo che servono da "traduttori" dei messaggi testuali precompilati inviati dagli smartphone per i servizi di emergenza che invece richiedono una comunicazione telefonica di tipo verbale. Apple, insomma, paga anche centinaia se non migliaia di persone per ricevere i messaggi e chiamare il numero di emergenza competente e allertarlo leggendogli le informazioni necessarie all'azione. 

Di fronte a questo sforzo notevole, come dicevamo, molti si sono chiesti se il servizio non fosse, per l'appunto, solo americano-centrico. Pensato per chi rimane in panne con l'auto a metà del deserto del Nevada, per intendersi, o nelle infinite pianure del Midwest, che sono prevalentemente prive di copertura telefonica e con una densità di popolazione inferiore a quella del Sahara occidentale. Adesso, però, di fronte alla possibilità di verificare se una vacanza fuori porta può trasformarsi in una brutta avventura anche da noi, l'idea di avere una carta in più nel telefono per chiedere aiuto acquista una luce diversa. Serve sulle Alpi, forse, o nelle zone montuose dei nostri Appennini, e comunque in tutte quelle aree extraurbane in cui rimanere con una gomma a terra o attardarsi su un sentiero di montagna dopo il tramonto o con l'arrivo improvviso di un acquazzone può trasformare un momento piacevole in una situazione pericolosa. 

L'esperimento da fare, quindi, è capire se effettivamente la scommessa di Tim Cook, che è convinto che i telefoni intelligenti dovrebbero servire a migliorare la vita delle persone anche proteggendole, anziché fare solo selfie da distribuire sui social (che peraltro tiene a bada con la tutela della privacy di cui Apple si fa gran vanto), sia o no una idea vincente.

I dati del Soccorso alpino

Ha senso comprare magari il modello più economico degli smartphone Apple, l'iPhone 14 che costa 1.029 euro nella versione base, per avere questa piccola sicurezza supplementare? Per chi va in montagna d'abitudine anche solo a sciare nel fine settimana o a fare giri con la mountain bike elettrica, c'è un dato da considerare. Pochi giorni fa il Soccorso alpino e speleologico ha diffuso i dati degli interventi fatti nel 2021, che è stato un anno record, nonostante le restrizioni della pandemia: sono stati infatti 10.730 gli interventi complessivi di soccorso, che hanno prestato aiuto a 10.615 persone in ambiente montano o impervio. Non tutti in aree prive di segnale, ma la maggior parte sì e comunque in una "fetta" del territorio italiano che ha una complessità notevole anche per le telecomunicazioni. 

E non sono coinvolti solo gli appassionati di trekking e di escursionismo: l'attività con più incidenti (il 47,8%) ma anche gli amanti della mountain bike soprattutto elettrica, che l'anno scorso ha richiesto quasi 1.300 interventi (+15% rispetto al 2019). 

I dati sono pesanti e da dicembre capiremo se avere nello zaino un telefono capace, nel caso di una gomma a terra o di altri incidenti, di mandare anche un Sos via satellite può essere una risorsa utile come dice Tim Cook o se è solo marketing.