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Il caso

Bot cinesi invadono Twitter di immagini porno per oscurare le proteste degli studenti

Bot cinesi invadono Twitter di immagini porno per oscurare le proteste degli studenti
(afp)
La denuncia del capo dell'osservatorio internet di Stanford. Gli account falsi sarebbero legati al governo di Pechino. L'azione avrebbe messo in difficoltà Twitter, che ha ridotto all'osso il proprio staff anti spam sulla piattaforma 
2 minuti di lettura

Un’azione coordinata. Nata per creare rumore e impedire la diffusione della voce delle proteste nelle università cinesi. Centinaia di migliaia di account Twitter si sarebbero attivati nella giornata di domenica per impedire che si diffondessero slogan e immagini degli studenti cinesi che chiedono la fine delle restrizioni contro la pandemia da Covid-19. Lo ha evidenziato il Washington Post, ma si può verificare quanto riportato cercando su twitter gli hashtag delle città e degli atenei: #Tsinghua, #Beijing #Dalian, #Shanghai, solo per fare alcuni esempi.

 

La tecnica usata dai bot, probabilmente legati al governo cinese

La tecnica usata da quelli che a tutti gli effetti sembrano dei bot è piuttosto semplice: foto porno, annunci di escort e di siti per giocare d’azzardo, condivisi in massa con gli hashtag dei nomi delle città e delle università. Il risultato è che il motore di ricerca di Twitter è invaso di questi annunci con link ai siti di incontri. Account che si pensa possano essere legati in qualche modo al governo cinese.

Difficile averne la prova. Ma sembra piuttosto certo che l’azione di questi bot deve essersi svolta nelle ultime 24 ore, prima di scemare nelle prime ore di lunedì visto che per ritrovare questi post bisogna scorrere un bel po’ della timeline di Twitter. Mentre tra i primi risultati ora sono tornate le immagini drammatiche degli scontri tra manifestanti e forze di polizia.

Twitter in difficoltà per arginare il fenomeno. Pesano i tagli

L’azione non ha solo disturbato la protesta degli studenti, che su Twitter hanno una delle poche finestre sul mondo da dove possono raccontare i giorni convulsi delle contestazioni. Ma avrebbe messo in seria difficoltà il team anti spam di Twitter, fortemente ridotto dopo l’ondata di licenziamenti decisi dal nuovo proprietario, Elon Musk. Il team ha comunque arginato l’azione, visto i risultati che si possono vedere dalle ricerche sul social.

Non è la prima volta che account sospettati di essere collegati al governo utilizzano questa tecnica, secondo quanto riferito da un dipendente di Twitter al Washington Post che ha recentemente lasciato l'azienda. Ma in passato è stata utilizzata per screditare un singolo account o un piccolo gruppo nominandolo negli annunci di scorta. Questo sarebbe quindi un salto di qualità inedito, motivato dalla necessità di salvare l’immagine del governo di Pechino agli occhi del mondo.

Le testimonianze su Twitter

"Si tratta di un problema noto che il nostro team stava affrontando manualmente, a parte le automazioni che abbiamo messo in atto", ha detto l'ex dipendente al quotidiano. Con i licenziamenti e le dimissioni di massa, il personale complessivo di Twitter è stato ridotto da circa 7.500 a circa 2.000 unità, secondo le stime dei dipendenti scampati al taglio del personale.

La campagna di ‘disturbo’ è stata individuata dai ricercatori dell'Università di Stanford. Il direttore dello Stanford Internet Observatory, Alex Stamos, ha dichiarato che il suo team sta lavorando per determinare quanto sia diffusa ed efficace. Stamos su Twitter ha diffuso diverse analisi che dimostrerebbero come si tratti a tutti gli effetti di un “attacco intenzionale”, finalizzato a “ridurre la visibilità esterna sulle proteste in Cina”, dove comunque Twitter è bloccato, anche se molti aggirano le restrizioni usando una Vpn.