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Social e politica

Cosa sono i "Twitter Files" svelati da Elon Musk

Cosa sono i "Twitter Files" svelati da Elon Musk
(reuters)
Elon Musk ha dato in pasto ai suoi 120 milioni di follower documenti riservati su come funzionava, in passato, la moderazione del social network. L'intento è quello di evidenziare le falle e gli errori di un meccanismo che non avrebbe garantito la libertà di parola
2 minuti di lettura

"Capisci che Twitter è imparziale quando gli estremisti di destra e sinistra sono scontenti allo stesso modo. Twitter punta a servire l'80% delle persone che si trovano al centro".
- Elon Musk, 3 dicembre 2022

Sulla libertà di parola Musk ha costruito, fin dal principio, la sua offerta di 44 miliardi di dollari per Twitter. Che cosa s'intenda per "freedom of speech", l'imprenditore lo ha spiegato ad aprile scorso in un'intervista durante la Ted 2022: "Gli utenti devono avere la percezione di potersi esprimere liberamente entro i confini consentiti dalla legge". "La libertà di parola - ha aggiunto Musk - esiste quando qualcuno che non ti piace può dire qualcosa che non condividi".

Il pensiero di Musk - e soprattutto i suoi tweet avvelenati - lasciavano intuire che per l'uomo più ricco del mondo Twitter non stava facendo abbastanza per garantire la piena libertà d'espressione.

Ora che è il proprietario del social, l'imprenditore sta rottamando tutto ciò che l'ha preceduto: dipendenti, strategie ma anche (e soprattutto) il presunto sbilanciamento politico della piattaforma, tutto a favore dei Democratici e più in generale della sinistra.

Da questi presupposti nascono i Twitter Files.

Twitter Files è l’ennesimo colpo di teatro che Musk ha condiviso con i suoi 120 milioni di follower.  E sebbene non abbia nulla a che fare con la serie cult anni 90, X-Files, dedicata a Ufo e situazioni soprannaturali, il nome scelto dall’imprenditore richiama volutamente qualcosa di misterioso e segreto.

In effetti Musk - avvalendosi della narrazione di Matt Taibbi, scrittore freelance - ha deciso di pubblicare e rendere noti documenti segreti, in particolare mail, che dimostrerebbero i frequenti contatti tra lo staff di Twitter e i politici americani. Destra e sinistra, indistintamente, avrebbero chiesto al social di rimuovere tweet scomodi, o quantomeno di valutare la loro rimozione.

In particolare a una richiesta dello staff di Joe Biden di tenere d’occhio alcuni tweet, avvenuta il 24 ottobre del 2020, viene risposto semplicemente “Handled”, vale a dire “gestita”.


“I Twitter Files raccontano una storia incredibile dall'interno di una delle piattaforme di social media più grandi e influenti al mondo - scrive Taibbi - È un racconto degno di Frankenstein di un meccanismo costruito dall'uomo e cresciuto a tal punto da sfuggire al controllo del suo progettista”.

Musk ha strutturato questi files come fossero sul serio una serie tv, e cioè a puntate. La prima, come ha raccontato Repubblica, è dedicata al modo in cui Twitter avrebbe censurato, senza motivi validi, un articolo del New York Post del 14 ottobre 2020 in cui venivano pubblicate alcune mail compromettenti indirizzate a Hunter Biden, il figlio del futuro Presidente Usa.

Sulla base dei documenti messi a disposizione da Musk, Taibbi scrive che “Twitter ha adottato misure straordinarie per sopprimere la storia, rimuovendo collegamenti e pubblicando avvisi sul contenuto "non sicuro". Ne hanno persino bloccato la trasmissione tramite messaggi diretti, uno strumento finora riservato a casi estremi, come ad esempio la condivisione di materiale pedo pornografico”.

Al thread di Taibbi sulle falle nella moderazione di Twitter, Elon Musk abbina due emoticon raffiguranti sacchetti di pop corn. Come a dire: “E ora anche io mi godo lo spettacolo”.

Ai più sprovveduti, quella di Musk potrebbe apparire una mossa sconsiderata o addirittura suicida. Quella di un imprenditore che scredita volutamente la sua azienda.

In realtà la strategia di Musk è chiara. Puntando il dito contro lo staff e i legali di Twitter che operavano prima del suo arrivo, l’imprenditore vuole dimostrare - possibilmente a chi lo critica di favorire l’hate speech - che la sua gestione sarà ‘trasparente’ e che nessuno, d’ora in avanti, si lascerà andare a favoritismi.