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Realtà virtuale
Ho comprato una Fiat 500 nel Metaverso. E funziona

Ho comprato una Fiat 500 nel Metaverso. E funziona

Descrizione dell’auto di alto livello, il miglior prezzo del mercato e la possibilità di ridare indietro l’auto dopo 14 giorni dalla consegna. Ecco i vantaggi

4 minuti di lettura

Comprare una macchina nel Metaverso? Funziona davvero. Lo abbiamo provato portandoci a casa la Nuova Fiat 500 elettrica, anche se poi non si entra virtualmente nella famosa piattaforma di Meta: tutto si svolge in un’area “esterna”. La cosa però ha i suoi (enormi) vantaggi: non servono visori per la realtà virtuale, avatar o hardware specializzati. Insomma una specie di sintesi fra digitale e fisico, in un'esperienza immersiva diversa da qualsiasi altra: parli e interagisci via video con una persona in carne e ossa che ti segue passo passo.

Tecnicamente a Torino lo chiamano “Metaverse Store” ed è stato sviluppato in collaborazione con Touchcast e Microsoft, che hanno progettato questa esperienza appositamente per il marchio Fiat. La piattaforma Metaverse-as-a-Service di Touchcast è costruita sul Microsoft Cloud e fornisce ai clienti l'accesso al Metaverso senza bisogno di nulla.

Si comincia così: clicchi sul sito dedicato e ti prenoti (dal lunedì al venerdi dalle 9.00 alle 20.00 e sabato dalle 10.00 alle 18.00) per un appuntamento con concessionario, pardon “FIAT Product Genius”. La scelta è facile ed evidentemente dietro lo schermo devono essere in tanti: dopo appena due ore ci arriva una mail sulla casella di posta. “Clicca qui” e siamo collegati. A prova di scimmia.

Ci risponde Vincenzo, tono affabile, simpatico ma non invadente. Esperto ma non saccente: è evidente che ha esperienza di concessionaria (e infatti poco dopo scopriremo che ha lavorato in un autosalone per 20 anni). I bravi venditori fanno così.

Noi compariamo in una piccola finestra in basso, come su Teams, lui è a tutto schermo, dietro un bancone tipo conferenza e ci inizia a descrivere la macchina. Per ora solo la 500 in serie speciale Bocelli, poi tutto il resto della gamma. Inizia la descrizione. Perfetta. Anzi di più: in tanti anni è la migliore che abbiamo mai visto.

Inizia dalla descrizione più generale della macchina, un pizzico di orgoglio nazionale (“l’elettrica è fatta a Torino non in Polonia come quella a benzina”) per raccontare che questa è una vettura completamente diversa dalla classica 500: sembrano uguali ma è solo una questione di design. Un punto a favore perché non è una cosa che dicono in molti.

Poi il “FIAT Product Genius” continua con la descrizione, parte dalla maniglia “che qui è a incastro non in rilievo come al solito” e passa a raccontare il sistema Keyless di apertura delle porte, le finezze del design e altro ancora. La macchina gira a piacimento sulla pedana, compaiono in video i dettagli di cui parliamo. Si aprono le porte, entriamo nell’abitacolo e ci viene raccontato nel dettaglio il modello. Possiamo fare qualsiasi cosa, tranne una: aprire il cofano motore. “Quando lavoravo in concessionaria anni fa i clienti lo chiedevano sempre. Ora non più. Nessuno vuole neanche vedere il motore – spiega il Product Genius – poi per quello che si riesce ormai a vedere…”.

Siamo pronti, iniziamo a configurare la macchina. E qui il fatto di avere un venditore al fianco è molto utile. Già perché i car configurator on line sono belli, ma un delirio di pacchetti e accessori legati fra loro. Senza contare le continue variazioni di listino. Così mentre vediamo che sulla destra ci compaiono i pack da scegliere (TECH, STYLE, WINTER e D-FENCE), Vincenzo ci salva dicendoci che ora è tutto di serie, non dobbiamo cliccare nulla, fra poche ora il sito sarà cambiato e possiamo concentrarci sulla scelta della versione (berlina, cabrio e 3+1). Puntiamo sulla più nuova, la più “strana”, la 3+1 che deve il nome al fatto di essere una tre porte ma con una porticina piccola sul lato destro, per facilitare l’accessibilità ai posti posteriori.

Chiediamo però al Genius di farci vedere bene come funziona e dirci subito quanto costa in più (con il car configurator lo avremmo scoperto più avanti): ci dice subito che l’extra è di 2000 euro e parte la spiegazione di come si apre la porticina, aiutata dai movimenti in realtà virtuale di ogni singola manovra e da ogni angolazione possibile. Poi passiamo agli interni, ai colori dei rivestimenti, ma qui c’è poco da scegliere perché sulla Bocelli sono in una specie di color camoscio. Quindi ci racconta della particolarità di questa versione che deve il nome al tenore che ha collaborato a mettere a punto il super stereo. “Siamo su un’auto elettrica che non fa rumore – ci dice – quindi l’hi-fi qui suona in modo perfetto”.

Andiamo avanti con la configurazione e ci viene spiegato alla perfezione l’uso dei vari cavi di ricarica, quali sono di serie e quali si pagano (200 euro quello MODE 2 per attaccare l’auto in emergenza a una normale spina come se fosse un iPhone e 590 per la wallbox domestica da attaccare al muro).

Si entra in un mondo complicato, quello del dettaglio delle ricariche. Di quelle post programmate, dell’uso delle colonnine. Tutto perfetto anche qui. Poi il colpo di scena: “Vuoi fare un giro di prova sulla pista del tetto del Lingotto?” Che domande. Si parte. La grafica è anni luce da quella di un moderno videogioco ma c’è il vantaggio che mentre la macchina va il Genius mi fa vedere uno per uno come funzionano i sistemi Adas, la guida autonoma di livello 2 e molto altro ancora.

Siamo in un mondo di realtà virtuale, non ci facciamo male, gli chiedo se può tirare la macchina su un muro e vedere dal vivo (si fa per dire…) una prova di crash. Magari buttandoci di sotto dal Lingotto? Vincenzo ride. Non si può. Peccato.

Siamo entrati un po’ in confidenza, è mezzora che parliamo. Fra l’altro ha capito chi sono, lo sfondo della redazione non ha aiutato. Poi lui è un appassionato di auto, e fra “tossici”, si sa, ci si riconosce. Da dove ti colleghi? Dall’Italia? “Da casa, da Carpi – risponde – sono in smart working come altri colleghi e il lavoro è tanto. Abbiamo iniziato da pochi giorni e siamo subissati di richieste. C’è grande interesse”.

Torniamo alla vendita. Ora ci siamo. Mi arriva via mail un form da compilare (che lui non vede per motivi di privacy): basta lasciare 500 euro di acconto ed è fatta. La macchina diventa nostra, ci verrà consegnata presso un dealer dove firmeremo un contratto e dove eventualmente riceveremo una valutazione dell’usato che on line non si può proprio fare. Se invece andiamo sul classico “voglio pensarci un po”, il Genius ci invia un link interattivo dove possiamo rivedere la configurazione dell’auto e il preventivo.

I vantaggi di tutto questo? Sono tre: il prezzo che riceviamo è il migliore del mercato, con il massimo delle promozioni già applicate. Abbiamo controllarto. Poi c’è la possibilità di recesso entro 14 giorni dalla data di immatricolazione: possiamo ridarla indietro e riavere tutti i soldi come si fa con Amazon. E, infine, chi compra così ha la certezza di avere una presentazione e una descrizione dell’auto di altissimo livello. Cosa che non sempre avviene in una concessionaria vera e propria.