Intelligenza artificiale e analisi dei dati entrano nella scuola

Nuova edizione di Open the Box con percorsi didattici innovativi per insegnare alle nuove generazioni a informarsi in maniera più consapevole
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Il presidente di una società che produce prodotti di intelligenza artificiale mi dice: “Dobbiamo assumere cento persone, ma duriamo fatica a trovarle”. I neolaureati, soprattutto i più bravi, ricercatissimi dalle multinazionali, preferiscono andare all’estero, dove sono meglio pagati e hanno maggiori prospettive di carriera. Ma indubbiamente c’è anche un problema di formazione. Non tanto a livello universitario, quanto nelle scuole medie e nei licei, dove il corpo docente non è adeguatamente preparato per affrontare materie complesse, eppure assolutamente attuali, come intelligenza artificiale, algoritmi, scienza dei dati, cultura digitale.

Per questo è particolarmente apprezzata l’iniziativa di Dataninja (www.dataninja.it) che con Open the Box (https://www.openthebox.io/) ormai da due anni porta nelle scuole italiane percorsi didattici innovativi di media e data literacy per formare i docenti e metterli in grado di insegnare alle nuove generazioni ad informarsi in maniera più consapevole anche con dati, numeri, tabelle e grafici.

“Con la pandemia abbiamo tutti compreso quanto sia importante saper leggere e usare i dati che scorrono sui nostri smartphone - spiega Nicola Bruno, direttore di Open the Box - Con questo progetto Dataninja vuole dare una risposta innovativa alla domanda di contenuti educativi sulle tematiche digitali, con l’obiettivo di creare una nuova generazione di data-checkers in grado di informarsi in maniera più consapevole, smart e responsabile”.

Nel primo anno il corso ha affrontato temi più di cultura digitale, come i meme, i social media e la disinformazione. Con l’adesione di oltre 700 docenti che insegnano nelle scuole italiane si sono affrontati anche temi complessi come l’intelligenza artificiale e l’uso che se ne fa per realizzare i deepfake, la nuova frontiera della disinformazione, difficilmente smascherabile dall’utente medio. Grazie all’iniziativa, oltre 4300 studenti e studentesse hanno potuto misurarsi con la verifica delle fonti online utilizzando strumenti di fact-checking disponibili online.

Quest’anno, l’offerta di Open the Box si è concentrata sulla data literacy, con l’obiettivo di portare nelle scuole italiane il tema dei dati che sono, e sempre più saranno, centrali nel mondo del lavoro e della comunicazione.

Il pacchetto didattico di Open the Box, che si rivolge principalmente ai docenti delle scuole medie e superiori, mette a disposizione 8 lezioni interattive divise in due percorsi, uno focalizzato sulla media literacy (che include fonti, notizie false, immagini manipolate, cultura dei meme, deepfake e media sintetici) e l’altro sulla data literacy (che include lettura dei dati, visualizzazioni con grafici e dataviz, per poi arrivare a una fase più operativa in cui studenti e studentesse sono invitati costruire da soli un proprio dataset). Le lezioni sono complete di mini-game, dispense multimediali, attività di gruppo e quiz per la valutazione dell’apprendimento. Infine le classi potranno partecipare a una sfida tra scuole dove studenti e studentesse potranno mettere in pratica quanto appreso, identificando e ricostruendo le fasi di creazione di un deepfake o realizzando una data visualization a partire da una ricerca svolta a scuola.

 

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