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Mobilità, alla scoperta della nascita dell'auto elettrica

Mobilità, alla scoperta della nascita dell'auto elettrica
Nel secondo episodio di “Progresso e pregiudizio” viene fatta chiarezza sul motore elettrico e scopriremo che si tratta di una tecnologia che risale a quasi un secolo fa
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Una delle sfide più importanti del XXI secolo è sicuramente rappresentata dalla volontà, e dalla necessità, di rendere le nostre attività più sostenibili, dalla produzione alimentare a quella industriale, dall’energia alla mobilità. Ed è proprio di mobilità che si parla nella seconda puntata di “Progresso e pregiudizio”. Negli ultimi anni infatti stiamo assistendo all’introduzione e alla diffusione dei motori elettrici, in affiancamento o in sostituzione del più classico motore a combustione.

Nel nuovo episodio faremo un viaggio nel mondo dell’automotive, che proprio in questi anni sta vivendo una grande rivoluzione e che è un perfetto esempio di come progresso e pregiudizio vadano sempre a braccetto. Verrà fatta chiarezza, inoltre, su falsi miti e punti d’ombra di questa soluzione tecnologica, come ad esempio la sua età. Sì, perché sembrerà strano, ma la mobilità elettrica ha origini molto più remote di quello che pensiamo. Il motore elettrico e il motore a combustione interna, detto anche endotermico, si sono giocati infatti il primato sulle origini della mobilità motorizzata, soprattutto durante i primi anni della loro diffusione.

L’auto elettrica nacque quasi 20 anni prima dell’auto a benzina e fu sempre l’auto elettrica a superare per prima la barriera dei 100km/h. Era il 29 aprile del 1899 quando il belga Camille Jenatzy raggiunse i 105 km/h, a bordo della sua auto elettrica, la Jamais Contente, “mai contenta”.

A cavallo tra Ottocento e Novecento, dunque, l’auto elettrica convinceva e piaceva a tanti perché più facile da guidare e meno rumorosa. Ma allora perché è stata l’auto a combustione interna a dominare il mercato e la società per tutto il Novecento?

Alcuni motivi sono gli stessi che, ancora oggi, l’elettrico deve affrontare per affermarsi. Tra questi una motivazione di natura economica. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, si assistette ad un abbassamento del prezzo dei carburanti a seguito della scoperta di molte riserve petrolifere. A sfavorire la mobilità elettrica fu anche la mancanza di una rete capillare di distribuzione dell’energia, a cui si aggiungeva un’autonomia ancora molto limitata delle batterie, due fattori che insieme fecero perdere progressivamente terreno alle auto elettriche.

Anche in questa puntata di “Progresso e pregiudizio”, il nostro viaggio attraverso le innovazioni che hanno cambiato la società, vi racconteremo quello che c’è dietro una tecnologia, il suo utilizzo, e la sua accettazione, tra dubbi, opportunità, e spinte a migliorare.

 

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