Microsoft, il futuro è nell'innovazione a servizio della crescita sostenibile

Il gruppo supporta le imprese pubbliche e private con soluzioni che guardano in particolare a tecnologie amiche dell'ambiente, come cloud computing e intelligenza artificiale
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Digitalizzazione e sostenibilità. Sono i due driver strategici sui quali le imprese pubbliche e private sono chiamate a fare leva per intercettare la ripresa nella fase post pandemia, sfruttando il potenziale delle nuove tecnologie, a cominciare da cloud computing e intelligenza artificiale. Ne è convinto Matteo Mille, chief marketing & operations officer di Microsoft Italia, che evidenzia come "in questo momento ci troviamo in una tempesta perfetta perché possiamo navigare su una crescita economica sostenuta dagli investimenti dell'Unione europea". Il riferimento è al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - Pnrr che si articola in una serie di riforme organizzate a loro volta in sei missioni. "Due in particolare sono fondamentali e riguardano gli investimenti per innovazione digitale e sostenibilità", osserva Mille. "Durante la pandemia ci si è infatti resi conto che si tratta di due temi convergenti e questo ha spinto le aziende a investire in soluzioni
tecnologiche che puntano a salvaguardare la salute dell'ambiente. In questo contesto la nostra mission è aiutare persone e organizzazioni a fare di più per il Pianeta, mettendo l'innovazione tecnologica al servizio della crescita sostenibile del Paese". Tra le tecnologie capaci di coniugare attenzione all'ambiente e supporto alla crescita economica Mille cita in particolare intelligenza artificiale e cloud computing, "il cui utilizzo permette una riduzione delle emissioni inquinanti del 98% e un risparmio energetico del 93%".

Matteo Mille, chief marketing & operations officer di Microsoft Italia 

Il progetto Ambizione Italia #DigitalRestart
A questo proposito, l'azienda ha lanciato il progetto "Ambizione Italia #DigitalRestart" che prevede un piano quinquennale di investimenti per l’Italia da 1,5 miliardi di dollari e la creazione
della prima regione data center di Microsoft a Milano. Con diversi obiettivi, ovvero permettere alle aziende di accedere a servizi cloud locali, offrire programmi di formazione digitale e supporto
dello smart working, aiutare le imprese nella fase di ripartenza offrendo loro l’accesso a laboratori e a programmi appositamente pensati per le Pmi. Microsoft ha inoltre lanciato un'Alleanza per la Sostenibilità per creare un ecosistema di open innovation sui temi green. Oltre a questo, spiega Mille, "promuoviamo l'adozione tra le aziende di soluzioni di intelligenza artificiale che dal nostro punto di vista avrà un impatto simile a quello che si è avuto sui processi produttivi con l'invenzione dell'elettricità. Questo perché per le imprese a un certo punto diventerà la norma trasformare la miriade di dati di cui dispongono in informazioni preziose da
impiegare per migliorare il business, ottenendo, ad esempio, una maggior soddisfazione dei clienti, o prevenendo eventuali problematiche". Temi verso i quali le imprese mostrano una consapevolezza crescente. "Una recente ricerca rivela infatti che l'80% delle aziende ha sperimentato lo scorso anno progetti di machine learning, mentre erano poco più del 50% nel 2019. Due terzi del campione ha invece deciso di investire ancora di più in queste tecnologie grazie ai benefici ottenuti", sottolinea Mille.


Rivoluzione smart working
Un periodo di evoluzione e di cambiamento che sta coinvolgendo con forza anche il mondo del lavoro. La pandemia ha portato a sperimentare i vantaggi dello smart working, una nuova modalità di lavoro dalla quale non è più possibile tornare indietro, almeno completamente. "Secondo una recente ricerca, in Italia il 65% dei dipendenti desidera che le opzioni di lavoro da remoto e flessibile perdurino", osserva Mille. "L'87% sostiene di essere più produttivo quando lavora in smart working e di sentirsi più coinvolto. Non a caso su LinkedIn le offerte di impiego da remoto si sono quintuplicate nell'ultimo periodo". Uno scenario in cui occorre però stare attenti al pericolo burnout delle persone, che devono poter staccare per evitare l'accumularsi dello stress. "In quest'ottica le nostre soluzioni, come ad esempio Teams, impostano le riunioni su tempi massimi di 25 minuti, così da lasciare una pausa minima di cinque minuti tra un meeting e l'altro", spiega Mille. "Abbiamo inoltre lanciato Viva, piattaforma di employee experience che punta a semplificare l'esperienza del lavoro da remoto". In che modo? Permettendo al dipendente di accedere attraverso un unico ambiente a informazioni, calendari per gestire le proprie attività, contenuti relativi alla formazione. "Per evitare il rischio di stress eccessivo abbiamo infine inserito una funzione che consente di stabilire se si sta organizzando in maniera adeguata il carico di lavoro, valutando eventuali pause e ricevendo consigli per mantenere la concentrazione necessaria", conclude.