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Itw 2022

Breton: "Italian Tech Week, l’evento high tech più importante d'Italia"

Il commissario europeo per il mercato interno fa il punto sulla tecnologia: infrastrutture, ologrammi, realtà virtuale e molto altro ancora

3 minuti di lettura

E' un grande piacere per me intervenire all’Italian Tech Week, l’evento high tech più importante in Italia. Ancora una volta la tecnologia e l’innovazione forniscono eccellenti soluzioni creative per permettermi di essere qui con voi oggi.

L’ologramma è un esempio perfetto di quello che è oggi la tecnologia: unire le persone, abbattere le frontiere, permettere alle persone di superare ogni confine tra qui e lì. Il teletrasporto è stato a lungo uno dei sogni di registi e creatori di videogame. Ed ecco che io oggi sono presente virtualmente a questo evento live grazie alla tecnologia olografica.

Ologrammi, certo, ma anche realtà aumentata e virtuale, possono influire e cambiare positivamente molti settori tecnologici e apportare vantaggi alla società nel suo complesso. La realtà aumentata sarà una vera rivoluzione per il Metaverso, portando a nuovi livelli l’immersione totale e l’interazione nel mondo digitale.

Il potenziale economico è assolutamente enorme. Le dimensioni del mercato di dieci miliardi nel 2021 hanno fatto registrare un aumento del 26 per cento rispetto all’anno precedente. Cerchiamo dunque di far fruttare questo enorme potenziale. E facciamolo “all’europea”. Ci focalizzeremo su tre aspetti principali: le persone, le tecnologie e le infrastrutture.

Primo, le persone: dovremmo sentirci sicuri nel mondo virtuale come ci sentiamo in quello reale. Con le leggi sui servizi digitali, e le normative del mercato, noi europei ormai disponiamo di forti strumenti per i nostri spazi digitali. Dovremmo anche dare forma adesso allo sviluppo di un Metaverso davvero sicuro e fruibile, per esempio per gli europei bonheurs, vogliamo lanciare un movimento creativo, insieme agli esperti di hi-tech, alle  organizzazioni dei cittadini e gli utenti.

Secondo, le tecnologie: per dare forma al Metaverso ci servono tecnologie Made in Europe, non soltanto per l’intrattenimento, ma anche per sviluppare la creatività artistica, per simulare interventi medici, garantire operazioni di tutela culturale e la protezione ambientale.

In questi mesi abbiamo organizzato pranzi virtuali e con la realtà aumentata in coalizioni industriali. Abbiamo messo a punto varie road map, importando da oltre 14/40 organizzazioni europee, dalle grandi società alle piccole e medie imprese e ovviamente alle università. L’Europa sta investendo anche nella ricerca, e in varie tecnologie. Si pensi alla Europeanship Pact: infonderà un forte slancio allo sviluppo dell’hardware e allo sviluppo della produzione in Europa. Il passo successivo sarà una sorta di enorme cambiamento, nel quale amalgameremo davvero le nostre vere competenze. Ovviamente non iniziamo da zero. In parte la risposta si trova nella visione europea di questa trasformazione negli anni a venire. La strada per rendere realtà questa visione, il cosiddetto Pass for Digital Decade sarà firmato molto presto e diventerà una legge vera e propria. Al centro di tutto vi saranno grandi progetti, i progetti cosiddetti multinazionali, gli stati membri saranno in grado di camminare insieme, per concretizzare le capacità digitali all’altezza di questa nostra visione.

Terzo, le infrastrutture: la quantità dei data è cambiata, è sempre più grande, è più grande che mai. Ma vediamo che all’aumento dei data nelle infrastrutture si accompagna un minore desiderio di investire, un calo degli investimenti. Dobbiamo dunque chiederci se le leggi, le condizioni preesistenti quando gli obiettivi europei sono stati delineati per la cooperazione e la concorrenza sono ancora adeguati. Tutti gli attori di mercato che traggono vantaggio da questa trasformazione dovrebbero incontrarsi e avanzare proposte adeguate, e dare contributi per il bene pubblico, per i servizi e le infrastrutture a vantaggio di tutti gli europei.

Tutto ciò ci invita a una riflessione a tutto campo su questa visione, e sul modello di infrastrutture che dobbiamo muovere, il volume dei data e le interazioni future.

Signore e signori, l’evento di oggi costituisce anche un’occasione eccellente per constatare in che modo le nostre tecnologie odierne possono contribuire alle emissioni del clima. Non dimentichiamo infatti che i sistemi smart e le tecnologie digitali possono ridurre dal 15 al 20 per cento le emissioni complessive [di gas serra]. Per esempio i sistemi energetici smart ottimizzano l’uso dell’energia, e riducono le tariffe. Le stampanti 3D possono aiutare a migliorare l’efficienza nel settore agricolo e in quello dell’edilizia.  Naturalmente, però, dovremmo anche ridurre al minimo l’impronta ambientale della digitalizzazione.

Quindi, invito le aziende che non lo hanno già fatto a unirsi alla grande coalizione digitale europea. Perché i protagonisti di questa partita siete voi. Voi rappresentate il vostro know-how tecnologico. E questo è il mio obiettivo, diciamo il mio lavoro di tutti i giorni, in qualità di commissario dell’industria: portare l’eccellenza europea dai laboratori alle fabbriche. Vi invito, in Italia, e in tutti gli altri stati membri, a ricavarne il massimo.

Traduzione di Anna Bissanti