“I fanciulli e gli elfi”, la favola di Pasolini al tempo di Versuta

“I fanciulli e gli elfi”, pioneristico esercizio di teatro sperimentale che Pier Paolo Pasolini compose nel 1944, per i suoi giovani allievi di Versuta, diventa uno spettacolo, visto in scena nella...

“I fanciulli e gli elfi”, pioneristico esercizio di teatro sperimentale che Pier Paolo Pasolini compose nel 1944, per i suoi giovani allievi di Versuta, diventa uno spettacolo, visto in scena nella stagione di Akrópolis, al Palamostre, grazie a una produzione della Compagnia Roccaltia Musica Teatro di Chia (Viterbo). La favola, con la regia di Ilaria Passeri, su copione integrale fornito da Graziella Chiarcossi, cugina ed erede del poeta di Casarsa, anticipa già alcuni dei temi cari a Pasolini e ha il merito di prediligere un allestimento semplice che restituisce tutta la naïveté dell’allegoria che vuole creature felici e selvagge contrapposte ai fanciulli già plasmati dall’educazione. Gli attori si accostano a un lavoro, un unicum nell’opera pasoliniana, in cui la dualità tra istinto e ragione, “bios” e mente, natura e civiltà è comunque presente, con il risultato finale di preservare completamente la magia di un testo scritto per divertire dei ragazzi. (f.d.)

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