Friuli, mano tesa a Palermo: il Live Aid con Fresu e Paolini

Il progetto del latisanese Iuretig per aiutare la onlus legata a don Pino Puglisi Tante le adesioni. Forse il sì anche da Elisa. E sarà pubblicato pure un album

di Nicola Cossar

La musica può. Può aiutare le persone che non hanno una voce, che soffrono perché private della speranza.

Non servono gli oceanici Live Aid, bastano progetti piccoli e un cuore grande, capace di ascoltare il grido di tanti ultimi del mondo, specialmente dei bambini travolti dalla violenza quotidiana della strada.

Così la mano tesa della musica si fa carezza, compagna di viaggio, seminatrice di futuro grazie al piccolissimo, ma significativo ed esemplare Live Aid che sta nascendo in Friuli, ideato dal cantautore latisanese Valter Iuretig e al quale hanno già aderito Denis Biason, Romano Todesco, Alessandro Turchet, Rudy Fantin, Francesco Minutello, Nevio Zaninotto, Luca Colussi, il Fvg Gospel Choir e il maestro di Artesuono Stefano Amerio. Accanto a loro, illustrissimi complici, Glauco Venier e due friulani d'adozione come Paolo Fresu e Marco Paolini.

Ma la squadra non è ancora chiusa: Valter spera tanto di riuscire a coinvolgere anche Elisa in questo progetto artistico e solidale capace di legare, sul ponte della poesia e della musica, la nostra regione alla Sicilia. A una terra dove don Pino Puglisi fu sacerdote povero tra i poveri, testimone e martire perché si battè fino all'estremo sacrificio per dare una dignità e un futuro ai bambini della strada, ai piccoli vittime dei grandi, giovanissimi manovali caduti fin troppo presto fra i tentacoli della mafia.

Questo cammino evangelico fu fermato dai proiettili il 15 settembre 1993, giorno del compleanno di don Pino. Ma il buon seme dà sempre frutto e così il cammino è ripreso, in tempi e luoghi diversi della martoriata Palermo: dal Brancaccio del Beato Puglisi al Borgonuovo dove combatte quotidianamente padre Antonio Garau, suo figlio spirituale.

A lui e alla sua onlus Jus Vitae i nostri musicisti vogliono dare una mano con il progetto discografico 3P (che sta per Padre Pino Puglisi). Il vulcanico collante è proprio il cantautore latisanese, che l'anno scorso, in occasione della consegna del premio, cantò proprio a Palermo una canzone con musiche sue e testo di don Garau. Il secondo passo è stato il piccolo grande evento di poco tempo fa a Pertegada, con buona parte dei musicisti già citati, con la poetessa Tiziana Perini, il pittore Lucio Battistutta e l'attore Cosimo de Palma.

Il terzo passo sarà compiuto con l'album, alla cui realizzazione tutti hanno partecipato senza compensi. Lo sta registrando, naturalmente, Stefano Amerio, mentre le grafiche saranno curate dall'udinese Bruno Morello. «I brani sono tutti nuovi - anticipa Iuretig - i versi sono sempre di padre Antonio, le musiche mie. Presenteremo l'album in Friuli e poi a metà dicembre a Palermo, in occasione del decimo Premio Puglisi: con la nostra squadra ci saranno anche la Brass Band del maestro Ignazio Garsia e sua figlia Lucia, eccellente cantante; speriamo che la cornice sia il Teatro Massimo. Il mio obiettivo l'ho già raggiunto: trovare un'ampia condivisione da parte di tanti amici musicisti e attori (Marco Paolini legge alcune liriche) attorno a un prog. etto artistico di qualità che diventi al contempo strumento di solidarietà. Non cambieremo il mondo, ma daremo una mano concreta a chi combatte (è proprio il verbo giusto) per restituire dignità e garantire un futuro a tanti bambini, affinché non siano più schiavi della cattiva economia e vittime della sopraffazione e della violenza quotidiana».

L'opera di don Pino, prete scomodo e lasciato troppo solo, è conosciuta in tutto il mondo, forse meno in Italia. Don Antonio Garau ne ha raccolto il testimone e il messaggio. «Ed è un messaggio semplice ed essenziale - commenta -: ognuno deve avere il coraggio di vivere la propria vita in maniera autentica, con sensibilità, umiltà e rispetto.

Don Puglisi non amava i riflettori, era un prete povero e coltissimo, carne, vita, incontro, fratello Ecco la sua eredità, ecco la nostra responsabilità nel comunicare, nel trasmettere il messaggio. E cosa c'è di più universale del linguaggio della musica? È il veicolo ideale per un percorso di ascolto, generosità e cammino verso un mondo che vogliamo migliore.

L'intesa con Valter e con i vostri artisti è stata subito perfetta, totale, ora speriamo che altri musicisti entrino nella squadra: ci piacerebbe che a cantare in difesa dei bambini ci fosse anche mamma Elisa».

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