Il Louvre premia il restauro nella casa di Tina Modotti

Vera Fedrigo e Franco Del Zotto insigniti del “Geste d’Or” per il prezioso recupero. «Quel murale sulla facciata è un flusso ininterrotto di parole che la fa rivivere»

Succede a volte che i sogni diventino realtà e quale sogno piú grande per un artista che essere premiato al Louvre, il piú famoso museo del mondo? E cosí a Vera Fedrigo e a Franco Del Zotto, lei veneta, lui friulano, giovane coppia anche nella vita oltre che nel lavoro di restauratori e nella passione per l'arte, pochi giorni fa è davvero successo di essere premiati nei meravigliosi spazi del museo parigino, durante il Salone internazionale del Patrimonio culturale, con il prestigioso “Le Geste d'Or. Le Trophée du Grand Prix 2014”, per il settore "Innovazione".

Una giuria internazionale indipendente di 43 esperti nel settore delle tecniche di restauro e di riqualificazione degli edifici urbani ha infatti assegnato a Vera e a Franco il primo posto nel concorso annuale che valuta l'abilità, l'ingegnosità, il "know how" degli interventi sul patrimonio edilizio esistente, dopo aver esaminato ben 210 progetti.

E l'intervento che ha sbaragliato il campo degli agguerriti avversari è stato realizzato a Udine, in via Pracchiuso, al civico 89: Vera e Franco, professionisti nel settore della conservazione e restauro delle opere d'arte e nella creazione di opere d'arte contemporanea, hanno lavorato assiduamente piú di un anno alla realizzazione della facciata di questo storico edificio, nel centro di Udine, Franco come artista visuale e Vera come sua integrazione tecnica. La motivazione era davvero importante: rendere un omaggio poetico a Tina Modotti, che in questa casa ha visto la luce, in un edificio ora di proprietà della Caritas diocesana, diretta da Luigi Gloazzo, che ha voluto ristrutturarlo per adibirlo a ricovero notturno per i senza tetto.

Per ricordare Tina, una vera icona femminile del XX secolo, la coraggiosa donna friulana che, partita poverissima da Udine nei primi anni del Novecento, riuscí ad affermarsi come fotografa, vivendo da assoluta protagonista la stagione rivoluzionaria del Messico di grandi artisti come Diego Rivera e Frida Kahlo, l'intervento artistico di Franco Del Zotto, con la direzione lavori dell'architetto Mattini e gli innovativi materiali "naturali" forniti dalle ditte Röfix e Vicat, ha inteso arricchire la semplice facciata di un edificio popolare ricoprendola con un lungo testo scavato nel cemento, «un racconto didascalico dalla grande attenzione narrativa, in cui Tina stessa e le persone coinvolte nella sua vita battono a macchina su un supporto murale un flusso continuo di parole e lettere», dice Franco.

Continua poi l'artista friulano: «Per sottolineare certi passaggi nel testo ritenuti piú rilevanti, ho inoltre alterato la scrittura stessa, capovolgendo le lettere: operazione che rende piú difficile la lettura, meno immediata, ma allo stesso tempo attira l'attenzione dello spettatore, creando una sorta di testo dentro il testo».

Ma, appena ritornati da Parigi e ancora frastornati dalle meraviglie del Louvre, i nostri giovani artisti e restauratori già hanno ripreso in mano la loro ultima "sfida": sono stati infatti indicati dalla Direzione regionale per i Beni culturali del Veneto per il restauro della grandiosa pala del duomo di Este (7 metri per 4), dipinta da Giambattista Tiepolo a metà del 1700, raffigurante Santa Tecla che libera la città dalla peste, un capolavoro esposto al pubblico in occasione sia della celebre mostra di Villa Manin del 1971, sia della piú recente esposizione del 2012. Per Vera e Franco quasi trenta metri quadrati di puro amore per l'arte e per il proprio lavoro. E molti mesi di impegno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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