Quei soldati carioca dalle spiagge alla neve per liberare l’Italia

Il regista narra un episodio poco noto del secondo conflitto Il film girato tra Carnia e Pordenonese oggi a Cinemazero

PORDENONE. Il Friuli, dalla Carnia alla pedemontana pordenonese è lo scenario di “Road 47”, film del regista brasiliano Vicente Ferraz con un cast nel quale spicca il nome di Sergio Rubini. In uscita giovedí nelle sale italiane, arriverà in anteprima regionale oggi alle 21 a Pordenone a Cinemazero, che ospiterà al termine un incontro con il regista. “Road 47” punta un microscopico episodio della Seconda Guerra Mondiale, evento sconosciuto che coinvolge un piccolo esercito brasiliano nella liberazione del suolo italiano. Già, venticinquemila giovanissimi soldati sudamericani, mandati a combattere per l’Italia libera. Ecco cosa lega una vicenda ripiegatanell’oblio con la storia del nostro paese e con quella del nostro presente. «È una vicenda che ha due aspetti - ci dice il regista da Roma prima di mettersi in viaggio verso il Friuli - da una parte è una storia minore se paragonata agli episodi noti della Seconda Guerra, un dettaglio cosí piccolo curiosamente dimenticato dalla storia ufficiale».

Ma come mai lei l’ha scelta?

Mi sono chiesto perché non fosse stata raccontata prima. Se ci pensa la vicenda è ben strana: un paese tropicale che non ha nessun legame, parliamo del ’43 ovvio, con l’Europa che manda venticinquemila soldati a combattere per una causa che non sanno cosa sia. All’epoca il Brasile non era certamente una grande potenza, e la cosa ha dell’incredibile sotto vari aspetti. Le ragioni di questa partecipazione militare, innanzitutto, e poi le vicende umane, se li immagina lei dei ragazzi che vivevano sulle spiagge di Sao Paulo, o di Rio de Janeiro, ritrovarsi a combattere sulla neve, cosa mai vista né immaginata prima di allora? Beh, non crede che sia una storia da raccontare?

Assolutamente. Ci dica del suo legame con l’Italia. Questo film che è ambientato sull'Appennino tosco-emiliano, è girato tutto in Friuli, nella zona della conca Pani, tra i comuni di Raveo ed Enemonzo, con riprese anche a Socchieve, Villa Santina, Rive d'Arcano. Poi vi siete spostati in provincia di Pordenone, sul Piancavallo, per le scene di paese avete scelto i borghi di Andreis e Frisanco. E infine Polcenigo, dove ha luogo il finale, sotto una pioggia battente.

Le dico due cose molto diverse. Lavoro a questo film dal 2009, e sono venuto spesso in Italia. Quando passavo per i paesini toscani coinvolti nella storia che racconto nel film, c’è stata sempre una forte emozione. Si conosce solo la storia della liberazione di grandi città, Roma e Parigi, per esempio, e in quei piccoli minuscoli paesini dimenticati da tutti, dove i soldati brasiliani avevano combattuto, la gente li ricordava ancora. Sapevano tutto! Girare in Friuli, d’altra parte, per me è stata un’esperienza affettiva molto profonda. Mi ha colpito immediatamente l’autenticità della gente, mi hanno abbracciato persone che non conoscevo e con le quali sono ancora in contatto, ho trovato una familiarità e un affetto che mi ha segnato. Mi sento davvero molto legato a questa terra, come se fosse il mio quartiere immaginario, ecco se dovessi descrivere il quartiere in cui mi piacerebbe vivere, direi che è fatto di queste persone.

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