Tozzi: non c’è piú creatività, io rispondo coi miei successi

Il popolare autore di “Ti amo” applauditissimo ieri in piazza d’Olivo a Lignano. «Il mercato discografico è figlio di nuovi padroni, passa gente che scordi subito»

LIGNANO. C’è una musica che non tornerà piú. E un’epoca che non potrà piú essere replicata. Perché quegli artisti che un tempo hanno fatto la storia oggi vengono dimenticati dalle radio a discapito «di giovani di cui il giorno dopo non ti ricordi». Visione amara e realistica quello di Umberto Tozzi.

Lui che ieri sera ha acceso piazza Marcello D’Olivo a Lignano Pineta con i suoi grandi successi. Quelli sí che tutti li ricordano. Quelli sí che a distanza di anni fanno ancorA emozionare. Fanno cantare giovani e meno giovani, uniscono generazioni diverse. “Gloria”, “Ti amo”, “Tu”.

Pezzi riarrangiati «perché, senza presunzione, ritengo di avere un repertorio importante, e per questo con l’arrangiatore Greg Mathieson abbiamo deciso di rifarli con suoni piú moderni». Brani storici, di altro livello. Brani “eterni”.

Lo incontriamo prima del concerto, al ristorante Al Cason. «Certe canzoni non ritorneranno piú - spiega Tozzi -. Poi, certo, il nostro mestiere è scrivere canzoni e per questo lo si continua a fare». Eppure le radio girano lo sguardo da un’altra parte. «Non c’è un mercato discografico - continua - come lo è stato in passato.

Successo per Tozzi a Lignano

Oggi sono figli di nuovi padroni. Non c’è piú gente competente e professionale. Sono soltanto dei dipendenti obbligati a passare cantanti che fanno musica che non ricordi domani.

È impossibile replicare quelli che furono gli anni '60 e '70, anni in cui non solo in Italia ma nel mondo intero c’è stata la creatività piú grande». Tozzi non si nasconde e lui che da anni vive a Montecarlo non esita ad affermare «mi vergogno di essere italiano».

«Non tanto per quello che fanno i partiti perché politicamente so come funziona - aggiunge poi - quanto perché nella musica in Italia qualsiasi soubrette che ha un bel seno sale su un palco. È un costume che non mi piace perché sminuisce l’arte e gli artisti».

A contare ormai è solo lo show della tv «con personaggi creati solo per business televisivo e che non sono nulla di speciale. Se in tv vuoi proporre una canzone chiama a cantarla l’artista non farla cantare a chiunque».

E in questo scenario dei tempi moderni fatto di successi fugaci, di apparizioni veloci e illusorie davanti alle telecamere, di brani deboli e preconfezionati «il piú talentuoso è Tiziano Ferro che ha una personalità vocale molto importante». Piace anche la “nostra” Elisa «artista creativa».

Manca ancora un’ora e mezza al concerto targato Azalea Promotion di Loris Tramontin e Lignano Sabbiadoro Gestioni. A quel momento in cui le luci si accenderanno e Tozzi incontrerà il suo pubblico. Il tempo per chiedergli come si trova a lavorare con il figlio Gianluca e del suo futuro che preannuncia pieno di sorprese e di progetti.

«Litighiamo sempre - sorride - lui è giovane e informato con una grande capacità di capire le cose che funzionano». Ama le persone umili, Tozzi. Le persone normali, quelle che non vivono di apparenza, ma di sostanza.

«Ci sono artisti anche in Italia di grande successo - dice poi - che non hanno l’umiltà di fare nulla, nemmeno della beneficenza continuando a vivere nel loro mondo dorato». Si è fatto tardi. È tempo di andare. C’è un concerto ad attenderlo. C’è il suo pubblico che lo aspetta. E che non desidera altro che cantare insieme a lui.

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