L’abbinamento folle: tromba e santur Ci prova Stockhausen

Markus dialogherà con Mortazavi, questa sera alle 22 Franco Calabretto: «L’arte è osare, sperimentare»

CIVIDALE. Arte è, anche, osare. Sperimentare, provocare. Proporre, a volte, «l'improponibile» - per dirla con le parole del direttore artistico di Mittelfest, Franco Calabretto -, o meglio ciò che tale sembra. Perché il risultato, poi, può essere sorprendente, e far capire che finché non si prova... davvero non si può sapere.

È il caso dell'abbinamento («improponibile», appunto) fra tromba e santur, strumento della tradizione musicale dell’antica Persia. Mai mondi più distanti. Eppure l’accoppiata è vincente. Ascoltare per credere: l’appuntamento è per questa sera, alle 22, nella chiesa di San Francesco, dove il grande Markus Stockhausen - figura già nota al pubblico del festival cividalese - dialogherà in concerto, con tromba, tromba piccola e flicorno, con Alireza Mortazavi, maestro del santur. «Due musicisti agli antipodi - commenta Calabretto -, che esibendosi insieme renderanno un effetto di liquidità sonora». Tanto per restare ben ancorati al leitmotiv di Mittelfest 2015. «Strumento a percussione, il santur - motiva il direttore artistico - evocherà un gocciolio d’acqua. Sarà, vi assicuro, un momento delizioso. Una chicca. Un inedito incontro tra Occidente e Medio Oriente. Stockhausen - aggiunge quindi - è figura eclettica, che spazia dal jazz alla musica classica, da quella contemporanea all’improvvisazione. Il suo ambiente naturale, quest'ultima, il genere prediletto: lo spazio dell’intuito, della piena creatività». E proprio la poliedricità del soggetto ha suggerito di sdoppiarne la presenza al festival, «strutturando due progetti molti diversi fra loro». Del primo abbiamo detto. Il secondo - in scena sabato, alle 20, in piazza Duomo - è, citando ancora Calabretto, «un adattamento per Cividale di un lavoro di chiara ispirazione devozionale»: Hymn to the water, Inno all’acqua (composto dallo stesso Stokhausen), preghiera laica innalzata a una risorsa, non illimitata, di valore inestimabile. Alle sorprendenti capacità del solista si accosterà un mare di musicisti (diretti da Andrea Comoretto), espressione del meglio di quattordici bande dell’Anbima regionale. Trecento giovani strumentisti a intervallarsi con il mago dell’improvvisazione, in forma dialogica, catena di onde sonore che Mittelfest offre al suo pubblico come progetto speciale. Hymn to the water è, infatti, rivisitazione - studiata appositamente per la rassegna cividalese - di un precedente lavoro del trombettista, Abendglühen (Bagliore serale), prodotto in occasione del trentunesimo congresso della chiesa protestante tedesca, svoltosi a Colonia nel 2007. La composizione si apre con un silenzio, quasi a seguire la benedizione serale del Vespro: poi, poco a poco, la melodia si leva ad avvolgere gli ascoltatori. Ed è su questa cascata di note che si innestano i virtuosismi dettati dalle intuizioni del genio.

Ma torniamo indietro, allo spettacolo di stasera, alla coppia Stokhausen-Mortazavi: la genesi del sodalizio artistico è recente. Si sono conosciuti, i due, lo scorso anno, a Erfstadt, nella cornice dei festeggiamenti per il capodanno iraniano: «Ci siamo piaciuti molto», raccontano. Hanno abbozzato dei brani, hanno accostato i suoni di santur e tromba: «Andavano, ci è parso, incredibilmente d’accordo. Specialmente in una chiesa. Abbiamo deciso di suonare insieme». Eccoli dunque, il figlio d'arte (Markus ha ereditato il suo talento dal padre Karlheinz, astro della musica del Novecento), «trombettista supremo» secondo il Times, e il giovane musicista appassionato del santur fin da bambino ma allontanatosi, via via, dai vincoli della tradizione: binomio unico, senza eguali.

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