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Il fascino dei Castelli aperti resiste al maltempo

Week end di visite soprattutto ai due nuovi siti di Flambruzzo e della Centa di Joannis ad Aiello

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UDINE. Non solo castelli e parchi immensi, preziosi mobili antichi e biblioteche storiche nella ventiseiesima edizione di Castelli Aperti conclusa ieri e che conferma l’affluenza della passata edizione (le medie vanno dai 15, 20 mila dell’estate agli 8, 10 mila della stagione autunnale). Ventidue le dimore aperte nel week end grazie all'opera pluridecennale di valorizzazione e promozione svolta dal Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia e che ha pianificato la visita di 14 siti in provincia di Udine, 4 in provincia di Pordenone, 3 in provincia di Gorizia e 1 in provincia di Trieste. Tra le novità apprezzate dai turisti e appassionati d'arte, oltre all'apertura del Castello di Flambruzzo, la Centa di Joannis, in comune di Aiello del Friuli. Ad accogliere i visitatori, che solo nel pomeriggio di sabato avevano superato il centinaio, lo stesso proprietario e la sua famiglia, tutti in abiti medievali. Insegnante, in cerca di un luogo dove fare attività didattiche per i bambini dopo la pensione, iniziati i lavori di ristrutturazione, scopre l'esistenza di una necropoli sotto le fondamenta della casa appena acquistata. Inizia cosí la storia della "Centa", oggetto di un lungo e attento restauro conservativo, tuttora in corso, e interessante esempio di architettura fortificata spontanea, di origine medievale. Il sito, davvero ricco di fascino e di mistero, sorge lungo la strada provinciale che collega Aiello a Privano, sui resti di un insediamento del 900 dopo Cristo, come testimoniano i ritrovamenti messi in luce dagli scavi, coordinati e finanziati dalla Soprintendenza, relativi ad una necropoli che ha restituito, finora, una cinquantina di sepolture e la cui estensione è ancora ignota. «Gli antichi abitanti di origine slavo-carinziana – spiega ancora il proprietario – si stabilirono in una zona ricca di resti romani, reimpiegati nelle sepolture e nei segnacoli di riferimento. In seguito, dopo un silenzio di alcune centinaia di anni, furono eretti gli edifici che si possono oggi vedere e che facevano parte dell'antica Centa, un recinto fortificato, probabilmente con palizzate in legno, al cui interno gli abitanti delle campagne si rifugiavano con i loro beni, in caso di attacco di soldataglie locali o invasori stranieri». Ed è una vera sorpresa tutto il sito perché si possono ammirare anche i resti dell’antica chiesa di Sant'Agnese, racchiusa col suo cimitero da un bel muro in pietra. (f.d.v.)

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