«Gli alunni cantino con me il rap sulla storia del Friuli»

Si può cantare la storia del Friuli, farla conoscere agli studenti delle scuole primarie di primo e secondo grado, passando loro un messaggio di pace (Avanti Savoia! Ma cence sfidà plui la muart),...

Si può cantare la storia del Friuli, farla conoscere agli studenti delle scuole primarie di primo e secondo grado, passando loro un messaggio di pace (Avanti Savoia! Ma cence sfidà plui la muart), che poggia su solide radici? Si, se a farlo è un rapper come Dj Tubet, un artista, e un musicista capace di riflettere sul senso delle parole autonomia, identità, cultura, appartenenza, lingua madre, con una lucidità intellettuale e una coerenza rare. La sua nuova creazione, nata su richiesta dell'Arlef, l'Agenzia per la lingua friulana, "No sta a contami dome che storie", ripercorre le tappe piú importanti della Piccola Patria, utilizzando come fonti il libro: "La nestre storie" di pre Checo Placerean e una citazione melodica cinquecentesca di Giorgio Mainerio "Putta nera, ballo furlano" per la composizione della base rap.

«L’Arlef- spiega il suo direttore William Cisillino - ha deciso di lanciare un concorso internazionale per la prossima realizzazione del video della canzone di Tubet, aprendosi all'Europa e senza porre limiti alla tipologia. Al vincitore verranno messi a disposizione 7mila euro per la preparazione del video che dovrà essere pronto per la fine di marzo. Video e canzone saranno poi il veicolo promozionale ufficiale della “Fieste de Patrie 2016”, giunta alla seconda edizione».

«Quello di Dj Tubet, musicista pluripremiato ed educatore - aggiunge il presidente dell'Agenzia Lorenzo Fabbro - è un lavoro di sintesi che condensa la storia del Friuli nel tempo di un rap, attraverso una ricerca musicale che affonda nelle nostre radici storiche e culturali. Accompagnerà degnamente la prossima “Fieste de Patrie dal Friul”, che si celebrerà il 3 aprile». E la canzone, rappata da Tubet e cantata da Milly (Camilla Grossi), «perché è bene nel tempo delle donne soldato, che sia una donna a parlare di pace», dice Dj Tubet, ha una melodia medievale su cui poggiano parole vive, potenti, scelte con cura, in grado di trasferire ai ragazzi, nel loro linguaggio, una storia che sui libri di scuola non si trova mai. «Un prodotto innovativo - il commento di Diego Navarria, presidente della Comunità linguistica friulana e sindaco di Carlino - concepito come strumento didattico per la divulgazione e la riflessione storica friulana, dalle origini alla prima Guerra Mondiale. Nostro compito sarà proporlo agli 80 sindaci che aderiscono all'Assemblea». Insomma un contributo autentico di conoscenza. «Agli studenti dico: non ci sono più scuse, ragazzi. Se non volete lavoraci su in classe andate su YouTube, e cominciate a ascoltare anche la vostra, nostra, musica. Siamo un popolo trasandato. Nemmeno ci raccontiamo la nostra storia. Ma è ora di ricordare ai piú giovani quello che siamo stati e fare un atto di coraggio».

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