L’obiettivo di Rossato porta il molo di Grado fino a Londra

È l’ambientazione che Andrea Rossato, fotografo nativo di Udine, ha scelto per partecipare all’edizione 2016 dei Sony World Photography Awards

GRADO. Il molo di Grado come “un micromondo che sorge la mattina e cessa di esistere la sera per rigenerarsi il giorno successivo”. È l’ambientazione che Andrea Rossato, fotografo nativo di Udine, ha scelto per partecipare all’edizione 2016 dei Sony World Photography Awards - il più grande concorso fotografico al mondo con più di un milione di foto inviate dalla prima edizione nel 2007 - con la serie fotografica “Joy for all ages”, nella quale troviamo ritratte persone di età diverse mentre si divertono al mare.

Un’opera che è stata premiata con il terzo posto nella categoria “Candid” (riservata ai fotografi professionisti) e che va ad aggiungersi al riconoscimento ottenuto lo scorso anno, quando con l’opera Industrial Geometries (categoria Open-Architecture) Rossato ha vinto il National Award per l’Italia.

«Il titolo vinto nel 2015 era ed è qualcosa di veramente significativo nella mia vita fotografica, rimarrà nel mio cuore, la novità di trovarsi travolto da mille interessamenti, il gala, la mostra alla Sommerset House a Londra, l’essere proiettato in una dimensione inattesa mi ha portato a fotografare non solo per diletto e lo scorso anno all’ultimo momento ho deciso di iscrivermi anche per l’edizione 2016.

Avevo il desiderio di misurarmi di nuovo, ma non contavo assolutamente in un risultato. Già vincere un anno è strepitoso, poi riconfermarsi in una categoria superiore l’anno successivo mi ha spiazzato e anche se sapevo esattamente cosa sarebbe successo, ho provato sensazioni fortissime».

In “Joy for all ages” il messaggio che si vuole trasmettere è chiaro... «Nasce tutto dall’osservazione di come un luogo quale un molo possa divenire un micromondo dove le regole sociali, di religione, età, sesso, ceto non sussistono, dove bambini, adulti, anziani creano legami, si scambiano ruoli, gioiscono, scherzano, si rilassano e questo accade da sempre in tutti i moli del mondo alla stessa maniera».

Un messaggio che si inserisce all’interno di quella che Rossato ritiene la mission della fotografia. «La fotografia ha molteplici significati è arte, è narrazione, è documentare, ma soprattutto è rappresentazione e comunicazione. Tutto ciò attraverso l’opera di una persona.

La fotografia ha bisogno ed esiste solo grazie a tre entità: soggetto, fotografo, fruitore e solo se la partecipazione attiva e significativa delle tre entità è presente essa diventa efficace e non viene confinata nello stato di pura immagine. Il fotografo ha il compito di scegliere il soggetto e come rappresentarlo per creare un messaggio o più comprensibili al fruitore».

“Joy for all ages” è stata inoltre esposta insieme alle altre opere premiate - fra le quali spiccano molti fotografi italiani - presso lo Spazio Tadini di Milano in una mostra, sbarcata per la prima volta in Italia, che ha suscitato forte interesse nel pubblico. Ancora pochi giorni per le iscrizioni all’edizione 2017 (info: www.worldphoto.org/sony-world-photography-awards) con la speranza che la mostra dei Sony World Photography Awards possa regalare altre immagini spettacolari.

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