Da Cordenons a Los Angeles con la cucina del Nord-Est

Alessandra Manias protagonista del fenomeno “private chef” nelle case americane. Con il marito Gianluca Zago di Pordenone ha creato una start up per i prodotti friulani

CORDENONS. Prendete uno chef veneto con quindici anni di esperienza nei più quotati ristoranti stellati di mezzo mondo che prepara, nella cucina di casa vostra, piatti tipici della tradizione italiana con prodotti selezionati; aggiungetevi una designer pordenonese che allestisce la vostra tavola ricreando per voi l’atmosfera dell’accoglienza all’italiana, e amalgamate questi due ingredienti con un social media pordenonese che vi permette di “ordinare” questo “private chef” on line, senza spostarvi.

Saor project a "Mordi e fuggi" di Rai news 24 (video tratto da Youtube)

Se volete, potete anche capovolgere la formula: iscrivetevi ad un meet-up sul web, prenotatevi per una cena a casa dei tre imprenditori italiani con ospiti che non conoscete seduti alla medesima tavola e abbandonatevi ad un viaggio sensoriale oltre oceano.

Succede a Los Angeles, in California, grazie a “Saor Project” (www.saorproject.com) la start-up lanciata nel web a gennaio 2016 da Alessandra Manias, 37enne di Cordenons, dal marito Gianluca Zago, 39 anni di Pordenone, e da Christian Simionato, 30 anni, chef originario di Padova.

Da marzo a oggi sono già una trentina le cene che i tre imprenditori, che vivono a Los Angeles, hanno organizzato, nelle due formule previste dal progetto. Un’idea che sta conquistando clienti, ristoratori (con i quali da questo mese partirà una collaborazione nell'organizzazione di serate a tema) e investitori privati.

A tal punto che i tre hanno già messo i ferri in acqua per il primo e-commerce di prodotti tipici friulani e veneti rivolto ad aziende locali che vogliano esportare a Los Angeles. I coniugi Zago, rientrati a Pordenone in questi giorni, approfitteranno di una breve vacanza per creare i primi contatti.

«Offriremo alle aziende locali – dicono – tutta la filiera, dall’importazione alla distribuzione nei ristoranti di Los Angeles. È una città in cui l’enogastronomia friulana e veneta non è conosciuta, a differenza di quella del sud Italia. Ci piacerebbe diventare ambasciatori delle nostre regioni, magari con il benestare delle istituzioni regionali».

Il trio si è conosciuto a Los Angeles. I coniugi Zago vi si sono trasferiti tre anni fa. Simionato lavorava in uno dei più noti ristoranti della città. Oggi fa il venditore di vino.

«Ci siamo innamorati della cucina di Christian – dicono i Zago – così fedele a quella italiana, cosa rara in America, e legata alla tradizione veneta e friulana. Durante le cene che organizziamo, a ogni portata Christian spiega la storia del piatto e del prodotti, mentre noi ci occupiamo dell’accoglienza, come se fossimo in un pranzo di famiglia. È una formula molto apprezzata. I nostri clienti sono pressoché tutti americani».

Nel 2014 i Zago hanno deciso di dare una svolta alla loro vita, ripartendo da zero. «Lo abbiamo fatto – dice la moglie – nel momento migliore delle nostre carriere, io lavoravo come consulente aziendale free lance nel settore del design, mio marito come consulente di marketing e commercio.

Stavamo bene economicamente, ma non avevo più stimoli. Abbiamo fatto un salto nel buio e siamo andati a Los Angeles per sei mesi a seguire di persona un investimento nel settore del food in società con altri due italiani».

Chiusa quella prima esperienza, nel settembre 015, forti di un visto triennale, sono ritornati in California. Oggi a Los Angeles lavorano lui come consulente di aziende italiane, lei come scenografa, ma stanno puntando tutto sulla loro star tap, aperta con zero investimenti.

«Los Angeles è una città difficile da vivere e costosa, lavorare con un visto ha inoltre molti limiti – conclude Zago -. Dopo tre anni ci siamo disillusi del sogno americano, ma riconosciamo che l’America è ancora la terra delle opportunità, diversamente dall’Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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