Il racconto di Alessandra Beltrame: «Io cammino da sola al ritmo del respiro»

Il nuovo libro della giornalista udinese edito da Ediciclo racconta il suo viaggio lungo la via Francigena

Cammina e lo fa da sola «per stare con me stessa e vedere l’effetto che fa». Giornalista, viandante, donna curiosa dallo spirito leggero, Alessandra Beltrame ha concluso la sua prima opera letteraria dal titolo Io cammino da sola (Ediciclo Editore, collana Viandanza diretta da Luigi Nacci) che verrà data alle stampe nelle prossime settimane.

Il diritto di andare al ritmo del mio respirto: il racconto di Alessandra Beltrame

Con quella particolare tenacia che solo le donne riescono ad esprimere, l’autrice scardina i canoni legati alla quotidianità, al posto fisso, alla paura di viaggiare in solitudine ed evidenzia quel cortocircuito capace di curare le sofferenze da aritmie, che risponde al nome di cammino.

Alessandra arriverà a Roma, questo venerdì, e l’abbiamo incontrata nel tratto dopo Viterbo.

Cosa ti ha spinto ad intraprendere questo viaggio lungo l’antica rotta verso Roma?

«Nei miei cammini sono sempre stata in compagnia di amici, con alcune guide, con i Rolling Claps, insomma non ero mai veramente da sola. Tempo fa ho cominciato a interrogarmi su quale significato avrebbe potuto avere un itinerario in solitudine. Stavo rincorrendo la quotidianità e la mia vita malauguratamente conservava una certa staticità. Stare da soli è faticoso. Volevo mettermi alla prova, ritrovare le personali reazioni nei confronti del mondo, tentando di immedesimarmi in quello che ci circonda. Uno degli elementi più importanti credo sia stato la riscoperta della naturalità del camminare».

Perché la Francigena?

«L’ho fatto perché volevo percorrere una via segnata, un percorso che da qualche anno è oggetto di riscoperta soprattutto da chi proviene dal mondo anglosassone o da quello tedesco, in particolare. Sono moltissime le donne che camminano da sole, anche se la maggior parte di esse, per l’appunto, non sono italiane. Lungo una delle ultime tappe ho incontrato Amanda, una ragazza statunitense che la sta percorrendo. Abbiamo chiacchierato, ci siamo mischiate nella comprensione, nelle suggestioni e nel luccichìo magico che il cammino produce. Sono una persona e una donna normale, non mi sento un’eroina e non voglio rappresentarlo; voglio affermare il principio che chiunque può compiere un cammino da solo».

Di che cosa parli nel tuo libro?

«È la mia vita, l’altalena dei giorni lenti che si fondono con le scelte, a volte dolorose, a volte capaci di regalarti la gioia di un sorriso. Camminare è un po’ come una pianta quando viene concimata, funziona anche come antidepressivo. Scrivo di come ci si possa sentire in comunione con la Natura, le gratificazioni e la capacità che i propri passi possiedono nell’elaborazione di elementi giornalieri. È molto importante, un po’ come caricare lo zaino con i tuoi timori. È il mio rapporto con la vita, marciare e sacramentare con ciò che la compone, il disarmare chi ti vede aliena rispetto alle abitudini, alle cose che si devono fare per forza e non per amore».

Qualcuno potrebbe chiedere le ragioni del tuo metterti in cammino e del voler raccontare tutto ciò. Cosa risponderesti?

«Lo faccio perché credo sia importante recuperare il movimento dei nostri passi, perché voglio moltiplicare le emozioni, per affermare il mio diritto di andare al ritmo del mio respiro, perché non metto la freccia, perché quando cammino su alcuni pezzi non protetti (la strada) sento di fare uno sberleffo agli automobilisti. Cammino con me stessa e per me stessa, non lo faccio per una causa o per un obiettivo, se non quello di conoscermi o conoscere ciò che circonda. Il libro non è un’operazione commerciale, è il desiderio di raccontare la vita di una donna con lo zaino, i suoi nodi, l’incredulità di fronte ai muraglioni di tufo nell’uscire da Viterbo, nel condividere i colori del biancospino, delle mimose che illuminano il paesaggio, le felci, le sfumature del verde. Riaffermo il diritto di essere libera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi