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Matar: con Gianluca ho scritto il mio sogno di vita e di libertà

Il raffinato disegnatore udinese ha realizzato a quattro mani “Il libro di Dot” L’autore di “Nessuno al mondo” a Udine domenica per l’incontro alla Feltrinelli

2 minuti di lettura
In un mare di raccomandazioni e spintarelle, che oscillano beate tra operazioni di marketing e case editrici che cavalcano le mode del momento, è ancora possibile imbattersi in idee di qualità che nascono spontanee da autori brillanti. “Il libro di Dot” (ReNoir Comics editrice), racconto illustrato per bambini - anagrafici e di spirito - che sarà presentato in anteprima domenica 19 alle 17.30 alla Feltrinelli di Udine dal disegnatore Gianluca Buttolo, rientra di diritto in una di queste.

Se non ne siete convinti, pensate a cosa evocano le parole “Premio Pulitzer”: garanzia di qualcosa che merita. Lo scrittore Hisham Matar, libico residente negli Stati Uniti che ne “Il libro di Dot” ha messo le parole, il Pulitzer lo ha vinto quest’anno con “Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro” (Einaudi 2017) e per uno strano corso del destino si è imbattuto nei disegni di Buttolo. Quest’ultimo ha firmato la sua certificazione di qualità con le illustrazioni capaci di pungere le coscienze di chi le osserva. Basti pensare alla sua capacità di descrivere la drammatica e a suo modo romantica vicenda di Giorgio Ambrosoli ne “La scelta”, graphic novel dove la dimensione del reale emerge prepotente grazie alla disarmante semplicità del bianco e nero. Lo strano corso del destino che ha avvicinato due autori così distanti è passato attraverso l’arte di un altro friulano. «Ho visto le belle illustrazioni che Gianluca ha fatto per l’album di Piero Sidoti, “Genteinattesa”, così gli ho scritto esprimendo sia la mia ammirazione che il desiderio di poter un giorno lavorare insieme». Come Matar abbia avuto occasione di ascoltare la musica del friulano Sidoti è un mistero.

«C’è sicuramente di mezzo una radio – prova a dirimere la matassa Buttolo -, ma sinceramente ed elusivamente penso che i lavori belli e fatti bene come certamente è l’album di Piero, alla fine finiscono sempre nelle mani di chi li sa apprezzare». E così, in mani sensibili, finisce anche Dot, un punto. Anzi, “il” punto protagonista della storia che Matar e Buttolo hanno creato in questi anni di amicizia tanto casuale quanto immediata.

«Ci siamo incontrati la prima volta a Roma – ci racconta Matar – ed è stato come riunirsi con un vecchio amico: non ricordo chiacchiere di lavoro, ma solo risate». Ed è ridendo che si è liberato da entrambi un pensiero di libertà, intrinseco in chi di mestiere sprigiona a suo modo arte, e con questo il pensiero di Dot. «Ho avuto un’idea folle su un punto che non è più soddisfatto di stare al termine di una frase. Non ho avuto bisogno di spiegare cosa intendessi a Gianluca, perché quest’idea l’ha capita al volo: è venuto a Londra e abbiamo trascorso un felice weekend parlando di Aristotele, di Sant’Agostino e della poesia di Seamus Heaney. Entrambi – continua il “Pulitzer” - siamo interessati a questioni di libertà e di vita sperimentale e il libro è veramente una conversazione dolce e divertente intorno a questi temi. Il fatto è che ci siamo divertiti moltissimo a pensarlo e credo che questo emerga nel lavoro: ciò che volevamo era condividere questa giocosità con gli altri».

Bambini e no. «Un’utile ironia – lo incalza Buttolo - ci offre quello scarto di prospettiva che permette spesso di avere un controllo maggiore sulle cose, professionali o private che siano. Non riesco a immaginarci diversi perché sia io che Hisham godiamo e sfruttiamo il vantaggio offerto da un lavoro creativo che è quello di poter giocare seriamente e fare cose serie giocando. Dot non poteva che nascere in una dimensione ludica e piacevole, tutt’altro che superficiale». Dopo l’annuncio a Lucca Comics e la presentazione attesa a Udine, autentica anteprima mondiale, il viaggio di Dot sarà in divenire. Quel che è certo, è che con questo libro Gianluca Buttolo ha confermato la sua attitudine a cimentarsi in progetti di spessore, come successo con “La scelta”. «Sulla punta della mia matita – conclude l’illustratore udinese – non ci saranno lavori che non avrò la certezza di poter affrontare con il divertimento, la qualità e il rispetto che si sono creati nelle collaborazioni avute con Piero e Hisham. Il lavoro fatto su Ambrosoli mi ha regalato un beneficio inaspettato: quello di aver visto sparire dall’orizzonte professionale e privato una serie di figure mediocri che hanno fortunatamente lasciato il passo a persone di alto spessore, umano prima ancora che professionale. Sarebbe un suicidio vanificare questa opportunità».

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