La Guerra del Friuli tra Palma e Gradisca

Il libro di Prelli (edito da Foramitti) fa luce su un conflitto che ebbe come ispiratori la Serenissima e gli Asburgo

Comandanti come Albrecht von Wallenstein o Baldassarre Marradas y Vique, generali che fecero la storia della Guerra dei Trent’anni, ebbero il loro banco di prova e la loro formazione nel più marginale, ma non meno importante, conflitto noto come Guerra Gradiscana. Quattro anni di scontri raccontati nei dettagli dal libro dello storico Alberto Prelli “Palma e Gradisca in guerra – Soldati e battaglie in Friuli 1615-1618”.

«La Guerra del Friuli – spiega l’autore - per la sua durata e per l’estensione del fronte viene spesso definita un conflitto “piccolo”. In realtà la sua portata coinvolse non solo il territorio nel quale gli eventi bellici si svolsero, ma l’intera Terra Ferma della Repubblica di Venezia e i possedimenti asburgici. Da un punto di vista militare, fu terreno dove testare nuove milizie, come i corazzieri e i moschettieri a cavallo, e nuove armi (il moschetto venne reso più leggero), soluzioni che sarebbero state utilizzate nella successiva Guerra dei Trent’anni».

Prelli ha descritto le azioni militari e i luoghi del Friuli, tra Palma e Gradisca, in cui effettivamente si svolse il conflitto che vide confrontarsi la Serenissima e gli Asburgo. Il testo attinge le informazioni soprattutto dai dispacci, perlopiù inediti, conservati nell’Archivio di Stato di Venezia. «I comandanti e i provveditori – racconta - inviavano relazioni quotidiane alla Serenissima. La mole d’informazioni è pertanto notevole e permette di ricostruire non solo l’andamento di questa Guerra per la riconquista di Gradisca (persa da Venezia con la guerra della Lega di Cambrai), ma anche le piccole scaramucce, gli assalti falliti talora solo per mancanza di coordinamento o per la presenza di soldati non professionisti capaci da un lato di atti eroici, dall’altro di imprese tragicomiche».

E così dalla lettura emerge pure il quadro di un territorio devastato dalla guerra. Si possono ricostruire le posizioni delle decine di fortini di terra che furono realizzati tra Palma e Gradisca, trasformando il conflitto in una guerra di trincea, i momenti di vita di popolazione e soldati.

Alla conclusione della guerra, Venezia ottenne l’eliminazione della pirateria degli Uscocchi e riaffermò il suo dominio sull’Adriatico, mentre gli Asburgo riuscirono a mantenere Gradisca e i confini prebellici. «Ma la smobilitazione degli eserciti – prosegue Prelli - lasciò un territorio sconvolto, interi villaggi distrutti. Più di due terzi del patrimonio bovino andò perso, la mortalità nella popolazione raddoppiò. L’intero Friuli impiegò decenni per risollevarsi».

Il volume conta 224 pagine ed è pubblicato dalle Edizioni del Confine. Spiega l’editore Paolo Foramitti: «Oltre al contenuto affidato allo storico Alberto Prelli, il libro presenta immagini in bianco e nero che, per scelta, sono soltanto raffigurazioni di paesaggi, soldati, milizie disegnate da autori dell’epoca. Vi sono inoltre sedici tavole a colori sulle divise dei soldati, appositamente commissionate a Pietro Compagni, noto illustratore che ha collaborato con lo Stato Maggiore dell’esercito».

Il testo sarà presentato domani, alle 18, a Palazzo Torriani a Gradisca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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