Addio a Goran Kuzminac il Friuli ha perso un amico

il ricordovalerio marchi«Questa vita è una bestia che t’insegue e poi ti morde /Come fosse un avversario con la schiena sulle corde/Ma se provi ad affrontarlo e lo guardi bene in faccia /Il coraggio...

il ricordo

valerio marchi


«Questa vita è una bestia che t’insegue e poi ti morde /Come fosse un avversario con la schiena sulle corde/Ma se provi ad affrontarlo e lo guardi bene in faccia /Il coraggio è solo sangue nelle vene delle braccia...»: cantava così Goran Kuzminac nello struggente brano “Primo di Sequals”, scritto nel 2004 in ricordo di Primo Carnera: una delle cose più belle mai composte in onore del grande pugile friulano.

La “bestia”, purtroppo, dopo una lunga malattia si è presa la scorsa notte il grande cantautore nato in Serbia nel 1953. La sua famiglia si era però trasferita nel Trentino quando Goran aveva appena 6 anni. Diventato un eccellente chitarrista, Goran sviluppò una raffinata tecnica di finger-picking (pizzicare la corda con la punta delle dita o usando le unghie al posto del plettro), appresa da un militare statunitense conosciuto per caso in treno.

Laureatosi a Padova in Medicina, continuò a dedicarsi alla musica a fianco di vari artisti e fu notato da Francesco De Gregori. Collaborò nei primi tempi con musicisti di primo piano quali Branduardi, Dalla, Venditti e, con il singolo “Stasera l’aria è fresca” (1978), si impose all’attenzione generale.

È stato autore di numerosi album e singoli, tutti di alto livello, ma il grande pubblico lo ricorda soprattutto per brani quali “Ehi, ci stai”, “Stella del Nord”, “Io”, “Tempo”, “Dio suona la chitarra”, e tanti altri.

Lavorò e collaborò nel corso degli anni con altri grandi artisti: Ron, Ivan Graziani (proprio l’amicizia con quest’ultimo lo portò a vivere a lungo in Abruzzo), Marco Ferradini, i Nomadi...

Si occupava anche di musicoterapia a sostegno dei malati psichiatrici e delle persone con problemi di anoressia. Disponibile, profondo e al tempo stesso capace di humor, lascia un ricordo affettuoso e tanta nostalgia per la sua perdita.

Sempre in “Primo di Sequals”, diceva che quell’«avversario» (la vita) se potesse ci farebbe «a pezzi»: sì, «Lo farebbe volentieri, e come tutti i vincitori /Girerebbe a testa alta, con i muscoli di fuori».

Ma Primo Carnera no, lui sapeva vincere come sapeva perdere, e allo stesso modo anche Goran Kuzminac: perché mentre cantava che «Primo è il migliore/e combatte veramente», cantava anche di sé, almeno così pare a noi oggi. «E alla forza del destino alzo il calice di vino e bevo», diceva Primo nella canzone.

Il destino ci ha rubato Goran, amico del Friuli, ma non la sua musica, non il suo ricordo. —



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