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Il Friuli perduto dei cineamatori udinesi: riecco i 12 film di Seguini de Santi

La Cineteca di Gemona ha restaurato pellicole girate tra il 1955 e il 1963 .La presentazione si terrà nello stand Fvg a Torino e il 15 al Cinema Sociale

Il 15 maggio alle 21 al Cinema Sociale di Gemona saranno proiettate quattro opere di Antonio Seguini de Santi, classe 1921, il decano dei cineasti della nostra regione e ultimo testimone di una stagione gloriosa del cinema made in Friuli, ovvero quella del Cineclub Udine.

Seguini de Santi, nato a Bergamo, ma udinese d’adozione dal 1940, è stato uno dei protagonisti della fase iniziale del Cineclub, costituito nel 1953 per iniziativa di Adriano Degano, che diventa luogo di incontro e formazione di un attivo gruppo di cineamatori (come allora venivano chiamati), i quali, accomunati da una grande passione per la fotografia e il cinema, riescono, benché dotati di scarsi mezzi tecnici, a dar vita a un importante numero di filmati tra la seconda metà degli anni’50 e l’inizio del decennio successivo.


Per molti fu un’esperienza breve, in quanto intrapresero poi altre strade e di tante loro opere si persero le tracce. Ma non nel caso di Seguini, che è riuscito a conservare quasi tutto ciò che aveva realizzato in quegli anni. Si tratta di undici documentari in bianco e nero e a colori e un cortometraggio di fiction, che alcuni anni fa ha deciso di depositare presso la Cineteca del Friuli, la quale, nell’ambito di un vasto progetto di salvaguardia e valorizzazione del cinema del passato, ne ha curato il restauro e la digitalizzazione e ora ne rende possibile la conoscenza grazie all’edizione del dvd “Il Friuli perduto di Antonio Seguini de Santi 1955-1963”, che sabato 11 maggio sarà presentato anche allo stand della Regione Friuli Venezia Giulia al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Nel corso della serata gemonese del 15 maggio, realizzata nell’ambito della Settimana della Cultura friulana promossa dalla Società Filologica Friulana, insieme a “Congresso dei donatori: Tarcento 9 ottobre 1960” vengono proiettati tre dei primi documentari di Seguini, a cominciare da “Il fiume”, in cui vuole ricreare il percorso di un fiume ideale dalle Alpi alle lagune dell’Adriatico, utilizzando immagini di vari fiumi friulani. Il documentario “La malga” è stato girato, in una sola giornata di lavoro, nel luglio del 1955 a Casera Monte Tierz bassa, situata a 1523 metri di altitudine sopra Cleulis (frazione di Paluzza). Un capolavoro della nostra cinematografia è “Carnia mistica”, sull’antico rito del bacio delle croci nella Pieve di S. Pietro di Zuglio, un documentario con la regia, commento e voce recitante di Chino Ermacora, al quale Antonio Seguini de Santi contribuisce in maniera determinante con la sua fotografia, riuscendo ad esprimere il senso religioso, corale, coreografico ed emotivo dell’evento. In stretta collaborazione con Annedi Delli Zotti, che era suo cognato, e anch’egli membro del Cineclub, Seguini è anche autore di uno dei pochi cortometraggi di fiction realizzati in quegli anni, intitolato “Ritorno” (1958), che, ricco di toni lirico-intimistici, racconta il breve ritorno al paese d’origine di un anziano emigrante, partito col padre quando era ancora bambino.

Le dodici pellicole raccolte in questo dvd si presentano come importanti documenti del costume, rappresentazioni di modi di vita, volti e luoghi del Friuli. Sono testimonianze filmiche le quali ci restituiscono aspetti, architetture, ambienti, fisionomie, tradizioni di un mondo che oggi appare molto lontano e spesso è addirittura scomparso.

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