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Da oggi Contro-Verso ai Colonos con la “Venere degli stracci”

L’opera di Michelangelo Pistoletto in mostra nell’agriturismo di Villacaccia La celebre creazione diventa anche ispirazione per sette artisti regionali

2 minuti di lettura

angelo bertani

L’associazione culturale Colonos è solita organizzare nella sua sede di Villacaccia di Lestizza alcune mostre di arte contemporanea proprio perché l’identità culturale (tema centrale per i Colonos) si misura nel confronto con il presente ancora prima che con la memoria del passato. La mostra estiva, allestita nell’ambito della rassegna Avostanis e sostenuta dalla Fondazione Friuli, rappresenta un appuntamento particolarmente significativo che tira le fila di una progettualità ad ampio raggio messa in campo dall’associazione culturale.

Oggi, sabato, alle 21, sarà inaugurata l’esposizione dal titolo “Contro-Verso” in cui si potrà ammirare una delle icone più celebri dell’arte, non solo italiana, della seconda metà del Novecento: la “Venere degli stracci (1967)” di Michelangelo Pistoletto. Per volontà dell’artista quest’opera, nelle sue repliche che superano programmaticamente il concetto restrittivo di unicum, è diventata ambasciatrice della concezione dell’arte aperta al confronto su cui si basa Cittadellarte, la Fondazione a cui ha dato vita lo stesso Pistoletto, artista di fama internazionale.

La “Venere degli stracci” mette in relazione di apparente opposizione la riproduzione di una Venere (esattamente quella classicista realizzata nel 1805 da Thorvaldsen) con un cumulo di stracci da intendersi come segno tangibile della nostra epoca: il riflesso nostalgico di una certa idea di bellezza viene così messo a confronto con la problematicità e la transitorietà dell’oggi, e quasi ne viene sommerso. Nondimeno anche quest’opera, come tutte le opere d’arte di qualità, può essere letta in molti modi e anzi nel corso degli anni non ha perduto la sua forza emblematica, tanto che ora potrebbe anche essere messa in rapporto con l’emergenza dei profughi, per cui quella Venere sarebbe da intendere come emblema della nostra tradizione europea e gli stracci come riferimento all’evento epocale con cui dobbiamo confrontarci per culturalmente “eliminare le distanze mantenendo le differenze” (Michelangelo Pistoletto).

Nell’ambito della stessa mostra e in dialogo con la “Venere degli stracci” sette artisti residenti in regione espongono le loro opere, molte delle quali create appositamente: tramite questa virtuosa relazione da un lato il messaggio culturale della Venere di Pistoletto trova un’ulteriore eco e dall’altro i Colonos danno spazio a una nuova occasione espositiva in cui la qualità del lavoro di alcuni creativi viene valorizzata in termini non provinciali.

Sotto il titolo “Contro-Verso” la mostra affronta il tema della sostenibilità (ovvero della necessità di contrastare un’ormai anacronistica idea di sviluppo per andare verso una nuova concezione di reale progresso) in cui però oltre a quella ambientale, economica e sociale si pone la questione della stessa sostenibilità della riflessione, dell’analisi non estemporanea, della progettualità a lungo termine. Ciascuno a suo modo i sette artisti (Carlo Bach, Michele Bazzana, Maria Teresa Onofri, Paola Pasquaretta, Anna Pontel, Daniele Puppi, Carlo Vidoni) affrontano dunque la problematica della sostenibilità dell’arte come forma di pensiero, di pensiero intuitivo: e ciò in controtendenza con la pervasiva concezione per cui la cultura deve essere innanzi tutto intrattenimento, superficiale distrazione a carattere ludico e non invece occasione di riflessione individuale e collettiva.

Della questione tratterà nell’ambito dell’inaugurazione anche Francesco Saverio Teruzzi, uno dei responsabili della Fondazione Pistoletto-Cittadellarte, istituzione artistica di rilevanza internazionale con cui i Colonos hanno iniziato una proficua collaborazione. Infine, a conclusione della serata, ci sarà la performance musicale di Andrea Nassivera (19 anni, carnico, vincitore del concorso internazionale della Fisarmonica di Erbezzo) a ribadire il legame possibile e necessario tra tradizione e innovazione. —



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