Contenuto riservato agli abbonati

Il “dopo Porzûs” tra sentenze e polemiche: simbolo dei conflitti interni della Resistenza

Il processo giudiziario si è chiuso con l’amnistia nel 1959, negli anni Novanta è ripreso lo scambio di accuse politiche

La strage dei partigiani “verdi” dell’Osoppo alle malghe di Porzûs, nel febbraio 1945, da parte dei fazzoletti rossi della Garibaldi ebbe un lungo strascico giudiziario, a cui seguirono polemiche giornalistiche e storiografiche che durano ancor oggi. Se non suonasse irrispettoso verso quei morti, si potrebbe addirittura dire che c’è un Porzûs dopo Porzûs quasi più importante di Porzûs stesso.

Dopo la denuncia della strage, nel giugno 1945, ci fu bisogno di varie inchieste e di un interminabile palleggio tra procure civili e militari prima di arrivare ad un processo, che si svolse a Lucca nell’ottobre 1951.

Questo articolo è riservato a chi ha un abbonamento

Tutti i contenuti del sito

1€ al mese per 3 mesi poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Noi Messaggero Veneto la comunità dei lettori

Video del giorno

Quanti milioni ha perso Lush, l'azienda felice senza social

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi