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La morte di Pasolini: «Fu ucciso perché conosceva i segreti di piazza Fontana»

Il volume di Simona Zecchi sul “massacro tribale” del poeta «Lo scrittore aveva le prove e le avrebbe pubblicate»

Quarantacinque anni fa, la notte tra il 1 e il 2 novembre, Pier Paolo Pasolini viene barbaramente ucciso all’idroscalo di Ostia. Un “massacro tribale”, così la giornalista Simona Zecchi, su cui si sono versati fiumi d’inchiostro, indagini e processi che mai hanno fatto completamente luce sulle vere ragioni di quel “massacro”, i suoi mandanti e i suoi esecutori.

Liquidato come un delitto a sfondo sessuale, l’omicidio del poeta di Casarsa nasconde ben altre verità.

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