Guida Michelin: il triestino Metullio eguaglia Scarello, adesso c’è un altro due stelle in Fvg

Lo chef triestino Matteo Metullio ha conquistato due stelle Michelin

Tra le delusioni dopo molti anni perde la stella il ristorante Ferarùt di Rivignano di chef Tonizzo

UDINE. Nell’anno marchiato a fuoco dal Covid, dove i ristoranti stellati accusano cali del fatturato fino al 70%, la guida Michelin non ha mancato di assegnare le sue prestigiose stelle. Lo ha fatto, mercoledì 25, in diretta streaming, svelando tutte le novità dell’alta cucina per il 2021, tra premi speciali e stelle verdi per la sostenibilità. E per il Friuli Venezia Giulia c’è un grande riconoscimento e una cocente delusione.

Guadagna infatti le due stelle Michelin lo chef triestino Matteo Metullio, enfant prodige della cucina, con i suoi 31 anni, che guida con il suo inseparabile braccio destro Davide De Pra l’Harry’s Piccolo, in piazza Unità. Metullio così eguaglia l’altro due stelle Michelin, il cuoco udinese Emanuele Scarello, che per il nono anno consecutivo può fregiarsi del doppio alloro nel suo Agli Amici di Godia.

Ma appunto c’è anche una sorpresa negativa, piuttosto inaspettata: perde la sua stella, dopo molto tempo, il ristorante Al Ferarùt di Rivignano, vero e proprio tempio della cucina nella Bassa friulana, che ai fornelli vede l’immutata maestria di Alberto Tonizzo.

Per il resto la classifica dei big non conta altri scossoni: tutti confermati con una stella il Laite di Sappada di Fabrizia Meroi, la Taverna di Colloredo di Monte Albano, la Primula di San Quirino, la Subida di Cormons, l’osteria Altran di Ruda e l’Argine di Vencò della chef Antonia Klugmann.

Metullio, in diretta streaming per l’annuncio della guida Michelin, si è messo a piangere. Raggiunto al telefono nel pomeriggio, è ancora euforico. «È un’emozione incredibile, non so se si possa paragonare a delle gioie sportive, è come vincere un’Olimpiade o la Coppa del mondo con la Nazionale di calcio. Anni e anni di lavoro, una stella è già un risultato massimo, raddoppiarla è incredibile.

Uno dei primi a chiamarmi è stato proprio il mio collega friulano Scarello, è un grande risultato per tutta l’alta cucina regionale. Non è una questione personale di prestigio per lo chef o la sua brigata, ti rendi conto di quanto questa cosa qua aiuti il territorio.

Ci sono 10 stelle Michelin in 100 chilometri, oltre a me e Scarello, Altran, la Subida, la Klugmann, ma poi appena passi il confine trovi altri stellati, Ana Ros, Tomas Kavcic, il Dam. Si sta creando una macroregione, tra Collio e Brda, tra Carso e Kras e il Friuli, una delle zone in Europa più interessanti da visitare, un polo a Nordest che non c’è mai stato, può diventare tra i più interessanti per gli enoturisti».

Emanuele Scarello è il veterano delle due stelle. «Più siamo in regione e meglio è, oggi ho gioito tanto per Matteo - racconta - e nel contempo mi dispiace molto per Alberto Tonizzo. Il nostro territorio si pone comunque a un vertice altissimo.

Matteo è triestino, fa un tipo di cucina molto creativa, è un ragazzo vivo, energico, aveva due stelle in Alto Adige e da lì è tornato a Trieste ripartendo da zero. Anche noi, ogni anno, si riparte sempre da zero per riconquistare le stelle Michelin.

È un anno molto difficile, anche a livello del servizio, in sala hanno dovuto fare tutto il doppio, un sacco di procedure che prima non avevamo. Stiamo un momento fermi, rispettiamo quello che è il lavoro dei medici che ci tengono in vita, è dura e difficile, però io non voglio lavorare se non siamo sereni». —

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