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Quando si viaggiava per il mondo, la storia raccontata dalle cartoline

Il Craf di Spilimbergo ha acquisito l’archivio. Segale: oltre 5.000 immagini che raccontano il Fvg

Nel 1865 Heinrich von Stephan proponeva un progetto di cartolina postale realizzata quattro anni dopo dall’austriaco Emanuel Herrmann. La prima “Correspondenz-Karte” conquista subito un vasto pubblico e già nel 1870, in Francia, viaggiano le prime cartoline illustrate con disegni.

Bisognerà attendere il 1892 per la prima cartolina contenente una fotografia. La città di Udine, durante l’Esposizione Regionale del 1903, viene ampiamente documentata da decine di immagini, molte delle quali diventeranno cartoline in parte “viaggiate” in tutto il mondo.

La cartolina postale, con belle fotografie a colori e improbabili scritte stampate, sono sicuramente sconosciute alla gran parte dei “millennials”.

Le generazioni più mature si ricorderanno invece l’emozione di scrivere, spedire, ricevere una cartolina, imbucarla nella “cassetta postale” scegliendo la denominazione “città” o “altre destinazioni”.

Sembra un mondo lontano annientato dalla nascita del web, della posta elettronica e degli smartphone dove la cartolina praticamente è scomparsa, il suo ruolo di raccontare un luogo, trasmettere un’emozione è stata sostituita dall’immediatezza dei nuovi social media.

Il Craf (Centro di ricerca e archiviazione della fotografia), acquisisce ogni anno archivi fotografici provenienti soprattutto dalla nostra Regione, collezioni importanti, che raccontano sempre una storia sociale e urbanistica del territorio.

Il primo grande fondo pervenuto al Craf nel 2021 è proprio quello di Aldo Segale, ultimo interprete di una dinastia di fotografi-vedutisti che hanno realizzato, attraverso i propri scatti, una vera e propria mappatura del Friuli Venezia Giulia.

Adriano Cadel (Trieste 1891-1958), è il fondatore di questo archivio. Dal 1939 al 1958 fu titolare di una ditta di commercio all’ingrosso di cancelleria e cartoline con sede a Trieste in via Gallina 1. La sua collezione è conservata nel Consorzio Culturale del Monfalconese mentre 290 pellicole in celluloide che documentano la nostra regione ma anche il Veneto, il Trentino, l’Alto Adige, la Slovenia e la Croazia sono state acquisite dal Craf.

Successivamente subentra a questa attività Dante Segale (1911-1986) che ha realizzato tra il 1938 e il 1960 centinaia di fotografie rigorosamente in bianco e nero soddisfando i commercianti interessati alla stampa di cartoline di tutto il nostro territorio.

Queste lastre di grande formato, ora di proprietà del Craf, sono un vero e proprio trattato di sociologia in quanto non solo rappresentano architetture e paesaggi ma momenti di vita quotidiana, il lavoro dell’artigiano, dell’operaio, del pescatore, la vita nei campi, la famiglia, donne e bambini, qualche automobile, sono tutte attente scenografie volute dal fotografo che doveva produrre immagini che sarebbero diventate cartoline.

Il testimone viene passato al figlio Aldo (Trieste, 1942), udinese di adozione, che dal 1959 dopo un breve apprendistato, si affianca al padre utilizzando sempre il supporto della lastra nelle sue riprese che permetteva la “stampa a contatto” su cartoncino. Presto trionferà il Diacolor di grande formato, molto richiesto dalle varie aziende che volevano promuoversi negli anni del turismo e del boom economico.

Vengono così documentate innumerevoli località balneari, montane dove la cartolina diventa una forma di attenta valorizzazione dei luoghi e di promozione per alberghi e ristoranti.

Non solo. Le cartoline vengono prodotte anche nei piccoli centri che ospitano le caserme per concedere ai militari, provenienti da tutta Italia, la possibilità di trasmettere ai parenti un’immagine dei luoghi della loro “ferma”. Erano gli anni dove il Friuli era chiamato la “Caserma d’Italia”, il “coppino” dove il colore “grigio verde” delle divise colorava tutti i centri urbani.

Questo archivio, composto da oltre 5000 lastre, arricchisce la documentazione lasciata da molti fotografi che hanno “pattugliato” il Friuli anche in tempi precedenti, fra tutti i Pignat e i Brisighelli, vere e proprie dinastie che hanno consegnato un patrimonio notevole di immagini ora conservato nella Fototeca dei Civici Musei di Udine.

«Ed era proprio nello studio di Brisighelli in via Carducci a Udine – sottolinea Aldo Segale – che andavamo a stampare le nostre cartoline in piccole tirature per poi, successivamente, servirci delle varie industrie di stampa presenti sul mercato».

Le richieste della clientela erano molteplici con ordinativi importanti. «Ogni attività commerciale da Tarvisio a Lignano – prosegue Aldo - ordinava cartoline richiedendo una vera e propria scenografia con le automobili più belle che transitavano nella località, avventori dei ristoranti ben vestiti, cuochi e camerieri in posa che dovevano esaltare la ricchezza del posto».

La concorrenza esisteva e si esprimeva con la presenza di molti fotografi nel territorio che dopo aver eseguito i loro “scatti” proseguivano con la stampa nei pochi centri della regione oppure, per i grossi quantitativi, nelle grandi tipografie lombarde. «Nelle piazze dei paesi, fulcro della vita cittadina – racconta Aldo – vedere arrivare un forestiero con cavalletto e macchina fotografica era sempre un avvenimento».

«E poi c’erano i ritocchi – spiega Aldo Segale – dalla lastra dovevano sparire i cavi elettrici sospesi, doveva comparire qualche nuvola nel cielo, immancabili scritte di benvenuto o di saluti. Un lavoro di grande manualità che oggi sarebbe sostituito da pochi click del Photoshop. In qualche modo questo archivio è nato nel 1918 e descrive 60 anni di cambiamenti urbanistici e sociali della nostra regione, immagini divulgate nel mondo attraverso i turisti, emigranti, militari, operai e perfino i minatori che transitavano in quelle zone».

Aldo Segale ha voluto cedere questo grande archivio al Craf attraverso la conoscenza diretta di chi scrive e di amicizie comuni come quelle dell’architetto Bruno Grizzaffi, un atto di grande generosità che permetterà di conservare questo patrimonio in un archivio climatizzato, di restaurare le lastre danneggiate, di digitalizzarle e catalogarle secondo gli standard ministeriali rendendole disponibili per eventuali studi o esposizioni.

“Chi scrive cartoline ha tanti Amici!” era il motto di una industria milanese leader nella produzione di cartoline, poi sono arrivati i Social media, ma questa è un’altra storia... —




 

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