Da Pradamano a Londra per studiare la danza «E ora lavoro alla Bbc»

Marvin Nadalutti, madre eritrea e nonno friulano, vive in Inghilterra «Quando ho scoperto il palcoscenico si è accesa la mia creatività» 



La sua vocazione artistica di promettente danzatore contemporaneo, lo ha spinto a mettersi in gioco in ogni frangente. Chi lo conosce lo definisce “carismatico”. A Londra è approdato da studente, come tanti, nel 2008, ed è stato un colpo di fulmine perché quella città rappresentava per lui “la diversità in tutto e su tutto”. Marvin Nadalutti, madre eritrea e nonno friulano, ne ha fatta di strada perché dal palcoscenico, che era la sua prima dimora, è approdato alla Bbc londinese. La sua côté artistica e la sua passione per lo spettacolo le ha sceccherate con la passione per la politica e le relazioni internazionali; la capacità di gestirsi e creare sinergie ha consentito a Marvin, durante gli studi di giornalismo, esperienze lavorative ed opportunità. Prima come free lancer presso una radio che trattava Business e Finanza dove ogni mattina leggeva il meteo – lo chiamavano Weather Man – e oggi come ricercatore e produttore per la Bbc Un’intraprendenza consolidata sin dagli anni del liceo in cui si esibiva come danzatore nelle coreografie della sua maestra di modern-contemporary, Cinzia Pittia, la sua “Pinz”. Del resto è cresciuto imitando i movimenti dei balletti delle sigle televisive e i video-clip di Michael Jackson e la convinzione che tutto nella vita è una prova da affrontare lo ha portato anche al cinema dove ha debuttato come comparsa nei film di Salavatores, Come Dio comanda, e di Shepard, The Hunting party.


Sin da bambino lei organizzava spettacoli “fatti in casa” in una modalità improbabile oggi. Ce la racconta?

«Creavo mini show di danza e canto con relativi travestimenti per i miei vicini. Vivevo a Pradamano e annunciavo loro i miei debutti lasciando dei bigliettini nella buca della posta ai quali non potevano rinunciare. Mio padre ha cercato più volte di spingermi verso lo sport, ma la danza non mi usciva dalla testa fino a che mamma mi ha iscritto a una scuola coreutica».

Ecco, parliamo della sua famiglia, che lei definisce un “milk-shake”, dove il gene friulano è il nonno.

«Mia madre è metà eritrea e metà armena e mio padre è nato in Africa perché mio nonno Giuseppe si è trasferito là nel periodo coloniale ed ha sposato un’eritrea. Poi, come accade spesso ai friulani all’estero, è tornato a Pradamano dove siamo nati io e mio fratello Michael. Ho una bella famiglia che mi ha sempre sostenuto e in Friuli ho passato una bella giovinezza».

La danza cosa le ha insegnato?

«La dedizione e la disciplina. La mia esperienza di studente di danza mi ha insegnato cosa sono l’arte e la comunicazione. Quando ho scoperto il palcoscenico si è accesa la mia creatività, la danza mi ha aperto al mondo; è stato anche un modo per sognare, danzare fortificava la mia identità».

Come si è sviluppata l’esperienza londinese?

«Londra offriva opportunità a chiunque indipendentemente dalla provenienza. Per mantenermi agli studi, ho conseguito il Bachelor in Relazioni internazionali e il Master in Giornalismo multimediale all’Università di Westminster, ho fatto il cameriere, il commesso e il barista; tanta gavetta e molti tirocini, oggi sono giornalista nella redazione di Bbc News Channel e World News. Mi occupo di ricercare e produrre per i bollettini e i notiziari».

I l Friuli è una lontano?

«No tutt’altro. Il legame con la famiglia è forte ed anche quello con la terra. Mi emoziona sempre tornare a casa. Una delle mie migliori amiche è ancora la mia compagna di banco con cui sono partito dall’asilo e arrivato alla quinta superiore». —



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